Una stima della mortalità per incidenti stradali nelle regioni italiane

Decresce con l’aumento del capitale umano. Rilevante il ruolo delle istituzioni e delle tecnologie

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Nell’analisi seguente viene calcolata la mortalità per incidenti stradali tra i 15 ed i 34 anni. I dati fanno capo al periodo tra il 2004 al 2018, con riferimento alle 20 regioni italiane. L’equazione stimata è indicata di seguito:

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Il database utilizzato è il BES-Benessere Equo Sostenibile dell’ISTAT. I dati sono stati analizzati con un modello panel ad effetti fissi, panel ad effetti variabili, OLS, WLS e panel data dinamico. I risultati risultano essere coerenti nelle relazioni tra la variabile dipendente e le variabili indipendenti. I dati mostrano che la mortalità per incidenti stradali tra i 15 ed i 34 anni è associata:

  • Negativamente con la presenza dei NEET: la mortalità per incidenti stradali nell’età tra i 15 ed i 34 anni tende a diminuire con la crescita dei NEET. I NEET sono anche definiti “giovani che non studiano e non lavorano” e costituiscono un gruppo sociale caratterizzato da scarsa mobilità e da scarse risorse finanziarie. Avendo scarse risorse finanziarie in genere sono anche privi di mezzi di trasporto. Viaggiano di meno, hanno meno macchine e moto, sono privi di risorse da investire nella mobilità, sono costretti a prendere i mezzi pubblici, e per queste motivazioni la crescita dei NEET è associata negativamente alla presenza di incidenti stradali. Tuttavia, occorre anche sottolineare che i giovani che non studiano e non lavorano, che sono sostanzialmente nella medesima anagrafica dei soggetti stimati nella variabile dipendente, hanno anche minori probabilità di essere vittime di incidenti stradali.
  • Negativamente con la presenza degli occupati sovra istruiti: la presenza di occupati sovra-istruiti riduce gli incidenti stradali mortali nell’età 15-34 anni. Le motivazioni possono essere ricondotte alla maggiore capacità di auto-controllo, di self-efficacy, che le persone sovra-istruite tendono ad avere. Infatti, i comportamenti socialmente ed individualmente rischiosi sono generalmente associati alla disoccupazione e alla presenza di bassa scolarizzazione. Tuttavia, in questo caso, la presenza congiunta di soggetti che sono occupati, che è un fattore di riduzione dell’incidentistica, e che inoltre sono anche sovra-istruiti, un fattore che riduce l’adozione di comportamenti rischiosi alla guida, insieme manifesta un effetto negativo sui morti per incidenti stradali nell’età tra i 15 ed i 34 anni. Il fatto di lavorare e di avere anche un livello di istruzione elevato costituisce una “esternalità positiva” che viene tradotta nella maggiore capacità da parte della popolazione di avere dei comportamenti responsabili, di rispettare le regole, di essere maggiormente attenti alla dimensione civica dei diritti e dei doveri, e quindi in sintesi consente di ridurre dei rischi sociali come quelli connessi alla mortalità per incidentistica stradale.
  • Positivamente con la bassa intensità lavorativa: la bassa intensità lavorativa è associata positivamente alla crescita della mortalità per incidentistica stradale nelle età compresa tra i 15 ed i 34 anni. Le persone disoccupate o che hanno una bassa intensità lavorativa risultano anche dotati di una minore self-efficacy, ovvero di una più capacità di autovalutazione dei propri comportamenti, fattore che comporta l’adozione di scelte rischiose nella vita privata e sociale, come per esempio l’adozione di comportamenti impulsivi e compulsivi. Tale riduzione della self-efficacy induce le persone ad avere dei comportamenti rischiosi che possono anche essere manifestati come maggiore pericolosità alla guida o anche come minore attenzione alla guida.
  • Negativamente con la crescita dei lavoratori della conoscenza: la mortalità per incidenti stradali nell’età compresa tra i 15 ed i 34 anni tende ad essere negativamente associata con la presenza di lavoratori della conoscenza. Valgono in questo caso le medesime considerazioni svolte per il caso dei lavoratori sovra-istruiti. Sono, per l’appunto, due i fattori che lasciano intendere che la crescita dei lavoratori della conoscenza possa essere associata a dei comportamenti socialmente più sostenibili: il fatto che sono dei lavoratori ed il fatto che, lavorando nel settore della conoscenza, hanno anche un livello elevato di formazione. L’insieme di questi elementi rende tale gruppo sociale particolarmente attento a fenomeni di rispetto delle regole, comprese le regole del codice stradale, e riduce la propensione per comportamenti rischiosi, come quelli che possono fare scaturire fenomeni connessi all’incidentistica stradale.

L’analisi svolta mostra evidentemente che esiste una relazione negativa tra l’incidentistica stradale, con riferimento alla mortalità per incidenti stradali nell’età compresa tra i 15 ed i 34 anni, e quello che può essere inteso in senso ampio come capitale umano. La crescita della dotazione del capitale umano nell’interno delle regioni italiane considerate è associata ad una riduzione della mortalità per incidentistica stradale. Tuttavia, chiaramente, per quanto la dimensione del capitale umano sia rilevante per fare in modo che i cittadini adottino dei comportamenti di guida ispirati alla prudenza, vi possono essere anche delle ulteriori motivazioni rilevanti nelle riduzione della mortalità per incidenti stradali nell’età 15-34 anni, come per esempio le reti stradali ed infrastrutturali che magari possono ridurre fenomeni come la congestione o la presenza di percorsi stradali rischiosi in termini di percorrenza. Ciò vuol dire che la riduzione della mortalità per incidentistica stradale non può avvenire soltanto agendo sulla variabile della cittadinanza e dei comportamenti responsabili mediante l’accrescimento del capitale umano: è anche necessario che si venga a determinare un investimento pubblico e delle politiche trasportistiche e della gestione del traffico che siano efficienti nel senso della riduzione dei rischi per gli automobilisti, i motociclisti ed i vari utenti delle reti stradali locali, regionali e nazionali. In questo senso l’utilizzo della tecnologia può essere molto utile per ridurre l’incidentistica stradale, sia mediante app che sono in grado di mettere in evidenza i punti di traffico e di congestione sia mediante la sensoristica applicata nell’interno delle autovetture che sia in grado di consentire azioni come per esempio la frenata e la sterzata anche in caso di distrazione del conducente. Esistono quindi sicuramente almeno tre elementi che possono essere utili, insieme, nel combattere la mortalità per incidentistica stradale ovvero: la crescita del capitale umano, il perfezionamento delle politiche trasportistiche e di gestione del traffico, l’utilizzo delle tecnologie informatiche dell’intelligenza artificiale sia per i veicoli che per i pedoni che siano in grado di agire per evitare gli incidenti. L’insieme di questi tre elementi possono certamente incrementare la sicurezza trasportistica e la mobilità.

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Figura 1. Modello panel effetti fissi.

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Figura 2. Modello OLS.

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Figura 3. Capacità predittiva del modello effetti random.

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Figura 4. Capacità predittiva del modello WLS.

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Angelo Leogrande

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