VACANZE IN EUROPA

Una sfida cruciale per far ripartire il turismo

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“E’ tempo di rilanciare l’industria del turismo e di riavviare le amicizie frontaliere in sicurezza”. Con molta chiarezza, la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen, fa intuire la strada tracciata per far ripartire in tempi brevi un settore così cruciale. Il tema delle riaperture tiene banco da diversi mesi, ponendo dinanzi ai nostri occhi numerosi scontri, tra coloro che vogliono riaprire e quelli più cauti. Nello stesso tempo, mentre questo teatrino continua a consumarsi nei salotti tv, numerosi lavoratori soffrono in modo indescrivibile, sentendosi abbandonati da tutti anche dalle istituzioni. Pertanto, il tanto atteso turismo dovrebbe ripartire in sicurezza, ma con tanta burocrazia alle spalle per prevenire il più possibile i contagi. Nello specifico vengono resi noti dei parametri, che dovranno essere standard per tutti i paesi dell’unione.

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I paesi di provenienza, dovranno sostenere un tasso di notifica pari a 100 su 14 giorni. Precisamente, su 100mila persone verranno analizzate le percentuali dei test condotti, i tassi di positività e le tendenze. Per questo, l’uso della quarantena e dei test non scompariranno. Per il momento la commissione prende tempo, ma molto probabilmente presenterà il testo a giorni per essere approvato a fine mese. L’obiettivo da raggiungere, sta nel dare via libera ad un numero congruo di paesi. Per il momento (dati alla mano), non dovrebbero esserci problemi per Stati Uniti, Israele, e Regno Unito, che si sono distinti con un ottimo piano vaccinale. La stessa Von der Leyen puntualizza anche su eventuali contro misure: “Se emergono varianti dobbiamo agire in fretta, proponiamo un meccanismo di freno d’emergenza Ue”.

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L’ansia e la paura accrescono, soprattutto dopo la diffusione di nuovi varianti, che rischiano di compromettere i sacrifici fatti fino a questo momento. Boris Johnson pare più cauto sulla ripresa dei viaggi, ma lascia intendere che farà piccole concessioni: “Vogliamo fare qualche riapertura dal 17 maggio, ma non credo che la gente di questo Paese voglia vedere un afflusso di malattie da ovunque e certamente non lo voglio io”. Insomma, ci sarà tanto su cui discutere, auspicando a un dibattito pacato e non violento. A questo punto (senza troppa retorica), l’importante è arrivare una soluzione concreta, la gente è stanca, le aziende del turismo sono al collasso. Urge una soluzione rivolta ai lavoratori del settore, altrimenti i danni saranno ancora più devastanti.

Giuseppe Capano

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