VACCINO JOHNSON & JOHNSON, STOP IN USA. COSA CAMBIA PER L’ITALIA. MICROCHIP SOTTO PELLE RILEVA IL COVID PRIMA DEI SINTONI

In Italia ulteriori 13.447 contagi e altri 476 morti. I dati dalle Regioni. Covid, Menichetti: "ora colpisce più intestino"

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Vaccino Johnson & Johnson, stop in Usa. Cosa cambia per l’Italia

Vaccino Johnson & Johnson sospeso negli Stati Uniti per casi di trombosi. L’Italia ha accolto le prime 184mila dosi del farmaco monodose, che dovrebbe garantire l’accelerazione della campagna di vaccinazione. Ora, il semaforo rosso scattato in America dopo 6 casi di trombosi su circa 6,8 milioni di dosi rischia di avere conseguenze anche da questo lato dell’Oceano Atlantico.

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"Valuteremo se dare il vaccino" di Johnson & Johnson "contro Covid-19 agli over 60, e lo faremo non appena si potrà riprendere la campagna vaccinale" con questo vaccino, "nel giro di 2-3 giorni, forse anche meno. Se poi si potrà aprire alla somministrazione dal medico di famiglia, in farmacia o nei punti di libero accesso che aumenteranno, lo vedremo", ha detto a ’Porta a Porta’ il direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco, Nicola Magrini, ipotizzando una soluzione ’stile AstraZeneca’.

"Guardiamo a quello che decideranno gli organismi americani - spiega - dopo la segnalazione di sei casi su 7 milioni vaccinati, un rischio di 1 per milione, rarissimo. Anche in questo caso si tratta di donne giovani, tra 18 e 48 anni, potrebbe essere un meccanismo simile a quello del vaccino AstraZeneca". Basta un caso per milione per bloccare un farmaco? "No - risponde Magrini - sono fiducioso che individuando le categorie a maggior rischio di ammalarsi di Covid grave, i benefici" della vaccinazione "sono assolutamente non confrontabili con questi rischi molto rari".

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cms_21577/microchip-vista-638x425.jpgMicrochip sottopelle rileva Covid prima dei sintomi: come funziona

Un microchip che una volta inserito sotto la pelle è in grado di rivelare se il paziente svilupperà i sintomi del Covid-19. L’invenzione, ideata dagli scienziati del Pentagono, è stato svelata domenica sera a ’60 Minutes’ sulla Cbs. Il colonnello in pensione Matt Hepburn, ex medico militare specializzato in malattie infettive che ha guidato la risposta del Defence Advanced Research Project Agency (DARPA) alla pandemia, ha mostrato la tecnologia nel corso del programma. "È un sensore che si mette sotto la pelle e che ci dice quali sono le reazioni chimiche in corso. Funziona come una spia di controllo di un motore e quel segnale significa che domani avrai i sintomi", ha spiegato Hepburn.

L’ispirazione per il microchip deriva dalla lotta per bloccare la diffusione del coronavirus a bordo della USS Theodore Roosevelt, dove 1.271 membri dell’equipaggio sono risultati positivi. "Se i marinai avessero saputo della loro positività si sarebbero sottoposti ad esami sul posto con un prelievo di sangue", ha sottolineando, spiegando che con questa tecnologia "possiamo avere informazioni sulla positività in 3-5 minuti, fermando l’infezione sul nascere”.

Ma c’è di più. Oltre al microchip rilevatore del coronavirus, Hepburn ha detto che il suo team ha anche sperimentato un filtro che, se posizionato su una macchina per dialisi, è in grado di rimuovere il virus dal sangue. “Si fa passare il sangue attraverso il filtro e questo elimina il virus", ha spiegato. Il filtro è stato utilizzato per curare la moglie di un militare positiva al Covid, ricoverata in terapia intensiva con insufficienza d’organo e shock settico. Dopo pochi giorni la donna si è ripresa completamente. Per questo il trattamento è stato ora approvato dalla FDA per l’uso di emergenza ed è stato utilizzato per curare quasi 300 pazienti.

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cms_21577/Min_Sanita_ISS_Prot_Civ.jpgIn Italia ulteriori 13.447 contagi e altri 476 morti

Sono 13.447 i contagi da coronavirus in Italia, secondo i dati delle regioni nel bollettino della Protezione Civile pubblicato ieri.

Nella tabella sul sito del ministero della Salute, inseriti altri 476 morti, che portano il totale a 115.088 dall’inizio dell’epidemia di covid-19. Da ieri eseguiti 304.990 tamponi, l’indice positività scende al 4,4%. Diminuisce il totale dei ricoveri in terapia intensiva, dove ci sono ora 3.526 persone (-67), con 242 nuovi ingressi giornalieri.

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I dati dalle Regioni

LOMBARDIA - Sono 1.975 i nuovi contagi da Coronavirus. Nella tabella si fa riferimento ad altri 94 morti.

VENETO - Sono 883 i nuovi contagi da coronavirus. Sono stati registrati altri 42 morti.

FRIULI VENEZIA GIULIA - Sono 371 i nuovi contagi da coronavirus. Si registrano altri 17 morti.

TOSCANA - Sono 934 i nuovi contagi da coronavirus. Si registrano altri 34 morti.

VALLE D’AOSTA - Nessun decesso e 48 nuovi contagi da Covid-19.

PUGLIA - Sono 1.191 i nuovi contagi di coronavirus. Si registrano altri 54 morti.

SARDEGNA - Sono 327 i nuovi contagi da coronavirus. Sono stati registrati altri 8 morti.

BASILICATA - Sono 184 i nuovi contagi da coronavirus. Sono stati registrati altri 3 morti.

MARCHE - Sono 222 i nuovi contagi da coronavirus. Il rapporto positivi/testati è pari al 12%.

CALABRIA - Sono 577 i nuovi contagi da Coronavirus. Sono stati registrati altri 4 morti.

LAZIO - Sono 1.164 i nuovi contagi da coronavirus. Sono stati registrati altri 36 morti.

SARDEGNA - Sono 327 i nuovi contagi da coronavirus. Sono stati registrati altri 8 morti.

CAMPANIA - Sono 1.627 i nuovi contagi da Coronavirus. Sono stati registrati altri 7 morti, 5 dei quali nelle ultime 48 ore e gli altri nei giorni precedenti, ma registrati solo ieri.

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cms_21577/francesco-menichetti-293847.jpgCovid, Menichetti: "ora colpisce più intestino"

"Ultimamente stiamo osservando, nei casi Covid, un maggior coinvolgimento dell’apparato gastroenterico con la diarrea come sintomo più significativo, ma possono capitare anche nausea e inappetenza". Lo spiega il prof. Francesco Menichetti, primario di Malattie infettive all’ospedale di Pisa. "I quadri clinici più rilevanti, purtroppo anche severi, continuano ad essere quelli con polmonite e con insufficienza respiratoria. Inoltre, con la maggior diffusione della variante inglese - avverte il virologo - questi quadri clinici stanno interessando le decadi più giovani e con una gravità significativa".

"I sintomi gastrointestinali - precida l’esperto - non sono secondo me così significativi da cambiare lo scenario delle diagnosi di sospetto Covid. Certo il medico di medicina generale deve mantenere un’attenzione molta alta e capire se alcuni sintomi possono ricondurre ad una infezione da Covid-19".

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