VARIANTE OMICRON, CANDIDATO VACCINO PFIZER:"AL VIA STUDIO 18-55ENNI"

In Italia ulteriori 186.740 contagi e altri 468 morti - I dati delle Regioni - Covid, sintomi dopo 6 mesi: lo studio - Covid riduce cellule staminali nel sangue: lo studio

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Variante Omicron e candidato vaccino Pfizer, "al via studio in 18-55enni"

Al via lo studio clinico di Pfizer e BioNTech sul candidato vaccino per la variante Omicron del covid. Le due aziende americana e tedesca hanno annunciato oggi la partenza del trial che verrà condotto su adulti di età fra i 18 e i 55 anni. Missione: valutare sicurezza, tollerabilità e immunogenicità del vaccino Omicron. I primi partecipanti arruolati nella sperimentazione clinica hanno ricevuto il prodotto candidato come ciclo primario a due dosi oppure come richiamo (il piano è coinvolgere alcuni partecipanti dallo studio di fase 3 sul booster). Il trial sul vaccino Omicron avrà tre coorti che esamineranno diversi regimi basati sull’attuale vaccino anti-Covid autorizzato e sul candidato anti-Omicron. L’avvio di questo studio fa parte delle attività avviate da Pfizer e BioNTech per affrontare Omicron e determinare se è necessario un vaccino basato su variante.

"Sebbene la ricerca e i dati del mondo reale mostrino che i booster continuano a fornire un elevato livello di protezione contro malattie gravi e ospedalizzazione da Omicron, riconosciamo la necessità di essere preparati nel caso in cui questa protezione diminuisca nel tempo", afferma Kathrin U. Jansen, Senior Vice President e responsabile Vaccine Research & Development di Pfizer. "Rimanere vigili contro il virus ci richiede di identificare nuovi approcci affinché le persone mantengano un elevato livello di protezione", evidenzia.

Tanto più che, come spiega Ugur Sahin, Ceo e co-fondatore di BioNTech, "i dati emergenti indicano che la protezione indotta dal vaccino contro le infezioni e le malattie da lievi a moderate svanisce più rapidamente di quanto osservato con i ceppi precedenti. Questo studio fa parte del nostro approccio scientifico per sviluppare un vaccino basato su varianti che raggiunga un livello di protezione contro Omicron simile a quello delle varianti precedenti, ma con una durata di protezione più lunga".

Lo studio valuterà fino a 1.420 partecipanti divisi in tre gruppi: il primo riunirà 615 persone che hanno già due dosi dell’attuale vaccino Pfizer-BioNTech 90-180 giorni prima dell’arruolamento, le quali riceveranno una o due dosi del vaccino a base di Omicron. Il secondo gruppo invece conterà 600 persone che hanno già all’attivo tre dosi del vaccino autorizzato, fatte 90-180 giorni prima dell’arruolamento, e queste riceveranno o una dose ulteriore dello stesso vaccino oppure una di vaccino Omicron. La terza coorte arruola 205 persone mai vaccinate, che riceveranno tre dosi di vaccino Omicron.

La ricerca è stata dunque avviata, anche per essere pronti se dovesse rivelarsi necessario un nuovo approccio nelle strategie vaccinali. Ma le aziende ripetono che "i dati clinici e del mondo reale continuano a rilevare che le persone vaccinate, in particolare quelle che hanno ricevuto un richiamo, mantengono un elevato livello di protezione contro Omicron, in particolare contro malattie gravi e ospedalizzazione".

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cms_24571/Min_Sanita_ISS_Prot_Civ.jpgIn Italia ulteriori 186.740 contagi e altri 468 morti

Sono 186.740 i nuovi contagi da Coronavirus in Italia, secondo i dati e i numeri Covid - regione per regione - del bollettino della Protezione Civile e del ministero della Salute. Si registrano, inoltre, altri 468 morti, il numero più alto di vittime della quarta ondata.

Nelle ultime 24 ore sono stati processati 1.397.245 tamponi con un tasso di positività al 13,3%. I ricoverati in Italia sono 20.027 (+165), 1.694 (+9)in terapia intensiva, con 130 nuovi ingressi nelle ultime 24 ore. I positivi sono 2.689.166 in Italia.

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I dati delle Regioni

(Bollettino Covid-19 delle ore 18,00 - 25 Gennaio 2022)

LOMBARDIA - Sono 28.372 i nuovi contagi da Coronavirus oggi, 25 gennaio 2022 in Lombardia, secondo i dati Covid-19 dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri ci sono stati 70 morti per un totale di 36.684 decessi nella regione da inizio pandemia. Nelle ultime 24 ore sono stati processati 253.197 tamponi, tra molecolari e antigenici, di cui è risultato positivo l’11,2%. Cala il numero dei pazienti ricoverati: in terapia intensiva ci sono 264 pazienti, uno meno di ieri; nei reparti ordinari 3.411, 5 meno di 24 ore fa.

Sono 7.832 i nuovi casi di Covid in provincia di Milano, di cui 3.028 nella città capoluogo. Seguono la provincia di Brescia con 4.714 nuovi positivi, Bergamo (+2.686), Monza e Brianza (+2.589) e Varese (2.041). Oltre mille nuovi casi anche in provincia di Pavia (+1.701), Mantova (+1.635), Como (+1.461) e Cremona (+1.103). Incremento a tre cifre a Lecco (+880), Lodi (+519) e Sondrio (426).

LAZIO - Sono 17.165 i contagi da coronavirus nel Lazio oggi, 25 gennaio 2022, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione. Registrati 31 morti. A Roma, segnalati 8.452 casi.

"Oggi nel Lazio, su 23.478 tamponi molecolari e 128.844 tamponi antigenici per un totale di 153.322 tamponi, si registrano 17.165 nuovi casi positivi (+9.543); sono 31 i decessi (+4), 2.065 i ricoverati (+18), 206 le terapie intensive (+4) e +10.256 i guariti. Il rapporto tra positivi e tamponi è al 11,1%. I casi a Roma città sono a quota 8.452. Oggi nuovo record di tamponi e di guariti", dice l’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato.

SICILIA - Sono 7.500 i nuovi contagi da Coronavirus oggi, 25 gennaio 2022 in Sicilia, secondo i dati Covid-19 dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri ci sono stati 71 morti nell’isola. Da ieri sono guarite 1.935 persone.

Nell’isola, in totale, sono 220.293 i positivi - 5.510 in più rispetto a ieri - e di questi 1.464 sono ricoverati nei reparti ordinari, 158 in terapia intensiva con 13 ingressi nuovi e 218.671 sono in isolamento domiciliare. La provincia con più casi è Catania (1.640), seguita da Palermo (1.461).

PUGLIA - Sono 12.751 i nuovi contagi da coronavirus oggi 25 gennaio in Puglia, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19. Si registrano altri 18 morti. I nuovi casi, individuati su 95.198 tamponi effettuati, sono così suddivisi per provincia: Bari: 3.847; Bat: 1.580; Brindisi: 1.111; Foggia: 2.196; Lecce: 2.136; Taranto: 1.726; Residenti fuori regione: 101; Provincia in definizione: 54. Sono 121.543 le persone attualmente positive, 714 ricoverate in area non critica e 67 in terapia intensiva. Dati complessivi: 561.676 casi totali, 7.382.940 tamponi eseguiti, 432.980 persone guarite e 7.153 decessi.

ABRUZZO - Sono 4.627 i nuovi contagi da Coronavirus oggi, 25 gennaio 2022 in Abruzzo, secondo i dati Covid-19 dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri ci sono stati 7 morti. Da inizio pandemia le vittime nella Regione sono state 2.765. Da ieri sono guarite 288 persone.

Sono 417 pazienti, 2 in meno rispetto a ieri, i ricoverati in ospedale in area medica, mentre sono 38 le terapie intensive occupate, una in più rispetto a ieri. In isolamento a casa 96.536 persone. Tra le province con il maggior numero di casi L’Aquila con 1.048 contagi da ieri, 1.229 in provincia di Chieti, 1.147 in provincia di Pescara e 1.073 in provincia di Teramo.

TOSCANA - Sono 13.810 i contagi da coronavirus in Toscana oggi, 25 gennaio 2022, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione anticipato dal governatore Eugenio Giani su Telegram. Segnalati anche 27 morti. "I nuovi casi registrati in Toscana sono 13.810 su 94.629 test di cui 17.815 tamponi molecolari e 76.814 test rapidi. Il tasso dei nuovi positivi è 14,59% (77,3% sulle prime diagnosi)", scrive Giani, aggiungendo che i vaccini attualmente somministrati in Toscana sono 8.017.848. I nuovi casi sono il 2,1% in più rispetto al totale del giorno precedente. I guariti crescono del 3,1% e raggiungono quota 497.022 (72,7% dei casi totali). Gli attualmente positivi sono 178.553, -0,7% rispetto a ieri. I ricoverati sono 1.486 (8 in più rispetto a ieri), di cui 125 in terapia intensiva (stabili). Si registrano 27 nuovi decessi: 20 uomini e 7 donne con un’età media di 81,9 anni.

VALLE D’AOSTA - Sono 480 i nuovi contagi da Coronavirus oggi, 25 gennaio 2022 in Valle d’Aosta, secondo i dati Covid-19 dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri non c’è stato alcun morto di Coronavirus. Da inizio pandemia le vittime sono state 500 nella Regione. I positivi attuali sono 5.443, di cui 5.360 in isolamento domiciliare, 76 in ospedale, 7 in terapia intensiva. Da ieri i guariti sono stati 21.572, 875 in più rispetto a ieri. Il totale dei casi fino ad oggi testati è di 122.671, mentre i tamponi effettuati sono stati 422.255.

VENETO - Sono 24.312 i contagi da coronavirus in Veneto oggi, 25 gennaio 2022, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione. Registrati altri 53 morti - considerando la differenza tra il totale indicato ieri dal ministero della Salute e quello presente nel bollettino diffuso oggi dalla regione - che fanno salire il totale dei decessi da inizio pandemia nella regione a 13.008. Sono invece 1.064.030 i positivi da quando è esplosa l’epidemia da Coronavirus, mentre gli attualmente positivi nella regione sono 271.653. In area non critica si registrano oggi 1.830 pazienti (+125), mentre i posti letto occupati nelle terapie intensive sono 194 (+7).

PIEMONTE - Sono 18.656 i nuovi contagi da Coronavirus oggi, 25 gennaio 2022 in Piemonte, secondo i dati Covid-19 dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri ci sono stati 23 morti. Il tasso di positività nella Regione è pari al 14,9% su 125.106 tamponi eseguiti, di cui 112.190 antigenici. Da ieri sono guarite 22.163 persone.

I ricoverati in terapia intensiva sono 144, 9 in meno rispetto a ieri. I ricoverati non in terapia intensiva sono 2.115, 25 in meno rispetto a ieri. Le persone in isolamento domiciliare sono 167.505. Da inizio pandemia sono morte 12.504 persone.

CAMPANIA - Sono 16.380 i nuovi contagi da coronavirus oggi 25 gennaio 2022 in Campania, secondo dati e numeri dell’ultimo bollettino Covid-19 della Regione. Si registrano altri 38 decessi. I nuovi casi di positività sono emersi dall’analisi di 110.674 test. Dei 38 nuovi decessi, 20 sono avvenuti nelle ultime 48 ore e 18 avvenuti in precedenza, ma registrati ieri. In Campania sono 102 i pazienti Covid ricoverati in terapia intensiva, 1.394 i pazienti Covid ricoverati nei reparti di degenza.

EMILIA ROMAGNA - Sono 13.561 i nuovi contagi da coronavirus registrati in Emilia Romagna oggi, 25 dicembre, secondo il bollettino con i dati Covid della Regione. Eseguiti 91.443 tamponi nelle ultime 24 ore, di cui 26.755 molecolari e 64.688 test antigenici rapidi. Sono 38 i morti. I pazienti attualmente ricoverati nelle terapie intensive sono 150 (+2 rispetto a ieri, pari al +1,4%), l’età media è di 62,8 anni. Per quanto riguarda i pazienti ricoverati negli altri reparti Covid, sono 2.594 (-31 rispetto a ieri, -1,2%), età media 70,2 anni.

Complessivamente, la percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti è del 14,8%. L’età media dei nuovi positivi di oggi è di 34 anni.

CALABRIA - Sono 1.256 i nuovi contagi da coronavirus oggi 25 gennaio 2022 in Calabria, secondo dati e numeri dell’ultimo bollettino Covid-19 della Regione. Si registrano altri 15 decessi.

I nuovi casi di positività sono stati rilevati su 11.681 tamponi effettuati. Sono +1.469 i guariti. In totale 1.816 decessi da inizio pandemia. Il bollettino, inoltre, registra -228 attualmente positivi, -5 ricoveri (per un totale di 430) e, infine, +2 terapie intensive (per un totale di 35).

SARDEGNA - Sono 1.433 i nuovi contagi da coronavirus oggi 25 gennaio 2022 in Sardegna, secondo dati e numeri dell’ultimo bollettino Covid-19 della Regione. Si registrano altri 4 decessi. I nuovi casi di positività sono stati confermati sulla base di 4.452 persone testate. Sono stati processati in totale, fra molecolari e antigenici, 31.656 tamponi. I pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva sono 31 (+1 rispetto a ieri). I pazienti ricoverati in area medica sono 330 (39 in più di ieri). Sono 22.606 i casi di isolamento domiciliare (169 in meno di ieri).

Si registrano 4 decessi: una donna di 82 anni, residente nella provincia del Sud Sardegna; una donna di 83 anni, residente nella provincia di Sassari; una donna di 84 anni, residente nella Città Metropolitana di Cagliari, e un paziente deceduto nella provincia di Nuoro.

BASILICATA - Sono 1.378 i nuovi contagi da Coronavirus oggi, 25 gennaio 2022 in Basilicata, secondo i dati Covid-19 dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri c’è stato un morto nella Regione a Lauria. Nelle ultime 24 ore sono stati processati 7.709 tamponi, tra molecolari e antigenici. I lucani guariti o negativizzati sono 1.118. I ricoverati per Covid-19 sono 90, di cui 6 in terapia intensiva. I positivi in Basilicata sono ad oggi 17.238. Per la vaccinazione, ieri sono state effettuate 4.577 somministrazioni.

Finora 459.466 lucani hanno ricevuto la prima dose del vaccino (83 per cento della popolazione che ammonta a 553.254 residenti), 421.107 hanno ricevuto la seconda (76,1 per cento) e 270.233 sono le terze dosi (48,8 per cento), per un totale di 1.150.796 somministrazioni effettuate.

FRIULI VENEZIA GIULIA - Sono 4.608 i nuovi contagi da Coronavirus oggi, 25 gennaio 2022 in Friuli Venezia Giulia, secondo i dati Covid-19 dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri ci sono stati 18 morti nella Regione. Nelle ultime 24 ore sono stati processati 8.478 tamponi molecolari e 23.667 test rapidi antigenici. Le persone ricoverate in terapia intensiva sono 42, mentre i pazienti ospedalizzati in altri reparti sono 473.

LIGURIA - Sono 7.169 i nuovi contagi da Coronavirus oggi, 25 gennaio 2022 in Liguria, secondo i dati Covid-19 dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri ci sono stati 32 morti nella Regione. Nelle ultime 24 ore sono stati processati 45.057 tamponi, di cui 39.362 antigenici rapidi. Sono 39 le persone in terapia intensiva, di cui 25 non vaccinati, mentre i ricoverati nei reparti ordinari Covid sono 802, 28 in più da ieri. Tra le province con il maggior numero di nuovi casi Genova a 4.165, Savona a 1.128, Imperia a 915 e La Spezia a 907.

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Covid, sintomi dopo 6 mesi: lo studio

cms_24571/0.jpgNel 60% dei casi chi si ammala di covid è ancora sintomatico a 2 mesi dalla dimissione. La percentuale si riduce a 6 mesi, ma rimane comunque alta, al 40%. I sintomi più frequentemente riportati sono fatica a respirare, debolezza e tosse; seguono dolore toracico, tachicardia, disturbi dell’equilibrio, nausea o febbricola. E’ quanto emerge da uno studio osservazionale condotto dalla Pneumologia e Terapia intensiva respiratoria dell’Irccs Policlinico Sant’Orsola di Bologna, diretta da Stefano Nava, recentemente pubblicato su ’Respiration’.

Lo studio ha riguardato 100 pazienti curati dall’ambulatorio pneumologico specialistico Post Covid, dopo un ricovero ospedaliero avvenuto durante la prima ondata Covid. L’originalità di questo studio - evidenziano dal Sant’Orsola - è legata al fatto che gli stessi pazienti sono stati rivalutati a 2 e a 6 mesi dalla dimissione, mentre la maggior parte degli studi sul follow-up ad oggi disponibili in letteratura riguardano una sola valutazione. A 2 mesi sono stati eseguiti visita, prove di funzionalità respiratoria, test del cammino dei 6 minuti (per valutare la tolleranza e la saturazione sotto sforzo), ecografia polmonare e radiografia del torace. A 6 mesi dalla dimissione la valutazione ha incluso anche una Tc torace ad alta risoluzione, al fine di indagare l’evoluzione radiologica della polmonite da Covid-19.

Le prove di funzionalità respiratoria - risulta dallo studio - individuano un miglioramento significativo della funzionalità polmonare da 2 a 6 mesi, con l’86% dei pazienti che mostra una spirometria nella norma a 6 mesi dalla dimissione. L’esame funzionale che più spesso si rivela alterato a 6 mesi è la diffusione alveolo-capillare del monossido di carbonio (Dlco), un test che misura la capacità della membrana alveolo-capillare del polmone di scambiare l’ossigeno. Questa osservazione è giustificata dal fatto - spiegano i medici del Sant’Orsola - che la polmonite da Covid-19, essendo una polmonite interstiziale, va ad interessare proprio questa struttura polmonare, il cui recupero completo può richiedere anche più di 6 mesi.

Il test del cammino dei 6 minuti mostra che i pazienti che hanno avuto una polmonite interstiziale più severa in acuto, a 2 mesi dalla dimissione percorrono distanze inferiori e tendono ad avere una desaturazione maggiore sotto sforzo. Tali dati - si legge nel report - tendono comunque a migliorare nel tempo, lasciando intendere una progressiva ripresa della tolleranza allo sforzo, anche in assenza di un programma riabilitativo standardizzato. Radiologicamente la maggior parte (64%) dei pazienti presenta, a 2 mesi dal ricovero, alterazioni all’Rx torace; tuttavia, confrontando la Tc torace eseguita durante il ricovero ospedaliero con quella condotta a 6 mesi, si può notare una progressiva riduzione dell’estensione della malattia e della densità delle consolidazioni polmonari. Ancora una volta le Tc torace che mostrano quadri più severi a 6 mesi sono quelle dei pazienti che sono stati più gravi durante il ricovero. Solo il 26% delle Tc a 6 mesi sono completamente ’ripulite’: tuttavia - argomentano i sanitari - per sua natura la polmonite interstiziale richiede molto tempo per risolversi radiologicamente e, come in tutte le polmoniti, la guarigione clinica precede quella radiologica.

Per nessuno dei 100 pazienti - concludono i ricercatori - la malattia da Sars-CoV-2 è stata una semplice polmonite, anzi ha creato profonde ferite, non solo del corpo, che lasceranno una cicatrice forse indelebile. Per quanto possa contare, la possibilità di essere accompagnati, nella ripresa dopo il ricovero, dal personale che li ha curati durante la fase acuta, è stato per molti pazienti un valore aggiunto dell’ambulatorio, che ad oggi ne segue più di 300.

Covid riduce cellule staminali nel sangue: lo studio

cms_24571/00.jpgLe persone ricoverate per Covid-19 presentano un livello molto basso di cellule staminali nel sangue, rispetto a soggetti senza infezione da Sars-CoV-2. E tra queste, coloro che presentano livelli più bassi di cellule staminali hanno una probabilità aumentata più di 3 volte di ricovero in terapia intensiva o morte. E’ quanto emerge da uno studio pubblicato su ’Diabetes’, condotto dal dipartimento di Medicina dell’università di Padova e coordinato da Gian Paolo Fadini, dal quale è emerso che l’iperglicemia durante Covid rappresenta una delle cause di riduzione delle cellule staminali circolanti.

Fin dall’inizio della pandemia, è emersa una stretta relazione tra diabete mellito e forme severe di Covid-19. Già nel 2020 uno studio dell’ateneo di Padova - coordinato dallo stesso Fadini, professore associato di Endocrinologia e principal investigator dell’Istituto veneto di medicina molecolare - aveva dimostrato che i pazienti affetti da diabete presentavano una probabilità raddoppiata di trasferimento in terapia intensiva o decesso. "I nostri precedenti studi sui pazienti diabetici - spiega Fadini - ci hanno insegnato che le alte concentrazioni di glucosio riducono il livello di cellule staminali ematopoietiche circolanti. Il rilascio di queste cellule nel sangue - sottolinea - è necessario all’organismo per mantenere un’adeguata capacità dei tessuti di ripararsi e di rispondere agli insulti".

"Ora - evidenzia Benedetta Bonora, ricercatrice del Dipartimento di Medicina dell’ateneo padovano e prima autrice dello studio - abbiamo osservato che anche nei pazienti senza una storia di diabete lo stato iper-infiammatorio durante Covid può causare iperglicemia e che questo rialzo glicemico riduce le cellule staminali. A sua volta, il difetto di cellule staminali conduce ad un peggioramento del decorso clinico della malattia e spiega perché i pazienti con iperglicemia al momento dell’ingresso in ospedale rischiano di soccombere al Covid-19".

Il lavoro è frutto di una collaborazione congiunta con l’Unità di Malattie infettive, diretta da Annamaria Cattelan, dove i pazienti sono stati ricoverati, e della Medicina di laboratorio, diretta da Daniela Basso che precisa: "Raramente osserviamo livelli così bassi di cellule staminali circolanti in individui senza malattie del sangue. Si tratta molto probabilmente di una delle conseguenze dell’abnorme immuno-attivazione indotta dal virus, ma non possiamo escludere che il virus infetti le cellule staminali e le uccida".

"Nelle nostre precedenti ricerche - ricorda Fadini - abbiamo scoperto che uno dei meccanismi con cui l’iperglicemia riduce le cellule staminali passa attraverso una molecola chiamata Oncostatina M che stimola la produzione di cellule infiammatorie e trattiene le cellule staminali nel midollo, creando un circolo vizioso. Ora intendiamo verificare se Oncostatina M può essere un target terapeutico per la cura dei pazienti con Covid-19".

"L’iperglicemia all’ingresso in ospedale era presente in quasi la metà dei pazienti ricoverati per Covid-19", conclude Angelo Avogaro, direttore della Diabetologia dell’Azienda ospedale-università di Padova, facendo comprendere l’enorme rilevanza di questo problema nell’attuale fase pandemica. "Ampliando le conoscenze sulle interazioni tra iperglicemia, cellule staminali e Covid-19, questo studio - rimarca - aiuta a identificare un nuovo potenziale bersaglio terapeutico per spegnere l’eccessiva risposta immuno-infiammatoria che conduce i pazienti con infezione da Sars-CoV-2 a sviluppare complicanze gravi e a soccombere al virus".

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