VARIANTE OMICRON FINE PANDEMIA? COSA DICE L’OMS

In Italia ulteriori 77.696 contagi e altri 352 morti - I dati delle Regioni - Variante Omicron fine pandemia? Cosa dicono gli esperti - Quarta dose, Pregliasco: "Insostenibile"

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Variante Omicron fine pandemia? Cosa dice l’Oms

La variante Omicron segnerà davvero la fine della pandemia di covid? "Plausibile" secondo il dg Oms - almeno fino a domenica scorsa - che fa riferimento all’ingresso "in una nuova fase". Prudenza, però, perché è un "errore presumere" un epilogo immediato e ’in discesa’ per il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità che oggi ha lanciato un nuovo monito.

IL MONITO OMS

cms_24559/1.jpg"Imparare a convivere con Covid 19 non può significare che diamo a questo virus la libertà di circolare. Non può significare che accettiamo quasi 50mila morti a settimana. Non può significare che accettiamo un onere inaccettabile per i nostri sistemi sanitari", e per gli "operatori esausti" che ogni giorno "tornano in prima linea". Esistono "diversi scenari su come potrebbe andare la pandemia e su come potrebbe finire la fase acuta, ma è pericoloso presumere che Omicron sarà l’ultima variante o che siamo alla fine dei giochi. Al contrario, a livello globale le condizioni sono ideali per l’emergere di più varianti". Questo il monito lanciato ieri dal direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, nel suo discorso alla 150esima sessione dell’Executive Board dell’Oms.

"Per cambiare il corso della pandemia, dobbiamo cambiare le condizioni che la stanno guidando. Riconosciamo che tutti sono stanchi di questa pandemia - ha osservato - che le persone sono stanche delle restrizioni ai movimenti, ai viaggi e alle altre libertà; che le economie e le imprese stanno soffrendo; che molti governi stanno camminando su un filo, cercando di bilanciare ciò che è efficace" contro il virus "con ciò che è accettabile" per la società. "Ogni Paese si trova in una situazione unica e deve tracciare una via d’uscita dalla fase acuta della pandemia con un approccio attento e graduale", ha esortato pur riconoscendo che "non ci sono risposte facili". Ma se i Paesi utilizzano le strategie e gli strumenti oggi disponibili "in modo completo - ha assicurato - possiamo porre fine alla fase acuta della pandemia quest’anno: possiamo porre fine a Covid come emergenza sanitaria globale e possiamo farlo" nel 2022.

Ciò non toglie, ha spiegato Tedros, che Omicron pone ancora una sfida importante: "Questa domenica - ha ricordato - segna 2 anni da quando ho dichiarato Covid un’emergenza sanitaria pubblica di portata internazionale, il più alto livello di allarme, e all’epoca c’erano meno di 100 casi e nessun decesso segnalato al di fuori della Cina. Due anni dopo sono stati segnalati quasi 350 milioni di casi e oltre 5,5 milioni di morti, e sappiamo che questi numeri sono sottostimati. In media, la scorsa settimana sono stati segnalati 100 casi ogni 3 secondi e qualcuno ha perso la vita a causa di Covid ogni 12 secondi. Da quando Omicron è stato identificata per la prima volta solo 9 settimane fa, più di 80 milioni di casi sono stati segnalati all’Oms, più di quelli segnalati nell’intero 2020. Finora l’esplosione dei casi non è stata accompagnata da un aumento dei decessi". Alla luce di questo scenario "le domande che molti si pongono sono: A che punto siamo? E quando finirà?".

Cruciale sarà l’equità vaccinale, ha ribadito il Dg Oms. "I vaccini da soli non sono il biglietto d’oro per uscire dalla pandemia - ha ripetuto - Ma non c’è via d’uscita se non raggiungiamo il nostro obiettivo condiviso di vaccinare il 70% della popolazione di ogni Paese entro la metà di quest’anno. Abbiamo una lunga strada da percorrere. Allo stato attuale, 86 Stati membri in tutte le regioni Oms non sono stati in grado di raggiungere l’obiettivo dello scorso anno di vaccinare il 40% delle loro popolazioni e 34 Stati membri, la maggior parte dei quali in Africa e nella regione del Mediterraneo orientale, non sono stati in grado di vaccinare nemmeno 10% della loro popolazione. L’85% della popolazione africana deve ancora ricevere una singola dose di vaccino. Semplicemente non possiamo porre fine alla fase di emergenza della pandemia a meno che non colmiamo questo divario",

"UNA NUOVA FASE"

cms_24559/Hans_Kluge,_Organizzazione_mondiale_della_sanita_.jpgLa pandemia di Covid-19 "è tutt’altro che finita" ma "due anni dopo potremmo entrare in una nuova fase con una plausibile speranza di stabilizzazione, ma è troppo presto per abbassare la guardia". Questa la precisazione di ieri del direttore dell’Oms Europa, Hans Henri Kluge, in una nota dopo che domenica, in un’intervista, aveva ritenuto "plausibile" che con la variante Omicron l’Europa "si stia avviando alla fine della pandemia".

Spiega Kluge: "Spero possiamo porre fine alla fase di emergenza nel 2022 e affrontare altre minacce per la salute che richiedono urgentemente la nostra attenzione. Gli arretrati e le liste di attesa sono aumentati - afferma riferendosi appunto alle prestazioni assistenziali per malattie diverse dal Covid - i servizi sanitari essenziali sono stati interrotti e i piani e i preparativi per gli stress e gli shock sanitari legati al clima sono stati sospesi in tutta la Regione".

"Questa pandemia come tutte le altre finirà, ma è troppo presto per rilassarsi. E’ quasi scontato che nuove varianti emergeranno e ritorneranno, con i milioni di infezioni che si verificano nel mondo e che si verificheranno nelle prossime settimane e con il calo dell’immunità e la stagionalità invernale. Ma con una forte sorveglianza e monitoraggio di queste nuove varianti; un’elevata diffusione della vaccinazione e delle terze dosi e un accesso equo e a costi abbordabili agli antivirali; e ancora con test mirati, la protezione dei gruppi ad alto rischio con mascherine di alta qualità e il distanziamento fisico se e quando appare una nuova variante, io credo che una nuova ondata potrebbe non richiedere più il ritorno ai lockdown totali per tutta la popolazione dell’era della pandemia, o a misure simili".

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cms_24559/Min_Sanita_ISS_Prot_Civ.jpgIn Italia ulteriori 77.696 contagi e altri 352 morti

Sono 77.696 i nuovi contagi da Coronavirus in Italia, secondo i dati e i numeri Covid - regione per regione - del bollettino della Protezione Civile e del ministero della Salute. Si registrano, inoltre, altri 352 morti.

Nelle ultime 24 ore sono stati processati 519.293 tamponi, tra molecolari e antigenici, con un tasso di positività al 15%. Da inizio pandemia i contagiati in Italia sono oltre 10 milioni. Le vittime sono state 143.875, mentre i guariti 7.147.612, 102.363 nelle ultime in 24 ore.

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I dati delle Regioni

(Bollettino Covid-19 delle ore 18,00 - 24 Gennaio 2022)

LOMBARDIA - Sono 8.844 i nuovi contagi da coronavirus oggi 24 gennaio 2022 in Lombardia, secondo dati e numeri dell’ultimo bollettino Covid-19 della Regione. Si registrano altri 87 decessi. Sono 36.614 le vittime dall’inizio della pandemia. Lo rende noto la Regione. I tamponi effettuati sono 70.842, mentre il rapporto test/positivi si attesta al 12,4%. Calano i ricoveri in terapia intensiva: sono 265 (-2) mentre i pazienti ricoverati non in terapia intensiva salgono a 3.416 (+20).

Sono 3.087 i nuovi casi di Covid registrati nella provincia di Milano nelle ultime 24 ore, di cui 1.326 a Milano città. Quanto alle altre province lombarde, a Bergamo si contano 778 nuovi casi, a Brescia 1.212, a Como 508, a Cremona 181, a Lecco 208, a Lodi 210, a Mantova 244, a Monza 638, a Pavia 489, a Sondrio 91 e a Varese 998.

SICILIA - Sono 3.629 i nuovi contagi da coronavirus oggi 24 gennaio 2022 in Sicilia, secondo dati e numeri dell’ultimo bollettino Covid-19. Si registrano altri 33 decessi. I nuovi casi di positività sono stati rilevati su 26.096 tamponi processati. Gli attuali positivi salgono così a 214.783. Il dato è contenuto nel bollettino quotidiano del ministero della Salute, da cui emerge che in un solo giorno i guariti sono stati 991, mentre dei 33 decessi riportati oggi (8.214 dall’inizio dell’emergenza pandemica) solo 2 sono avvenuti oggi, 9 ieri, mentre gli altri si riferiscono a giorni precedenti.

Degli attuali positivi i ricoverati con sintomi sono 1.461, mentre si trovano in terapia intensiva 164 pazienti. Questa la ripartizione su base provinciale dei nuovi casi: 578 a Palermo, 940 a Catania, 574 a Messina, 331 a Ragusa, 191 a Trapani, 538 a Siracusa, 258 a Caltanissetta, 175 ad Agrigento e 44 a Enna.

CAMPANIA - Sono 5.930 i nuovi contagi da coronavirus in Campania secondo il bollettino di oggi, 24 gennaio. Si registrano inoltre altri 40 morti: 22 i decessi avvenuti nelle ultime 48 ore e 18 quelli avvenuti in precedenza, ma registrati ieri. 45.916 i test effettuati. Il totale dei decessi registrati in Campania dall’inizio della pandemia da Covid-19 sale così a 8.925. In Campania sono 100 i pazienti Covid ricoverati in terapia intensiva e 1.391 i pazienti Covid ricoverati in reparti di degenza.

LAZIO - Sono 7.622 i nuovi contagi da Coronavirus oggi, 24 gennaio 2022 nel Lazio, secondo i dati Covid-19 dell’ultimo bollettino della Regione. Da ieri ci sono stati 27 morti nella Regione. Nelle ultime 24 ore sono stati processati 14.919 tamponi molecolari e 40.831 antigenici con un tasso di positività al 13,6%. I casi a Roma città sono a quota 4.571. I ricoverati sono 2.047 i ricoverati, 28 in più rispetto a ieri, 202 le terapie intensive occupate, 5 in meno nelle ultime 24 ore, e 7.139 i guariti da ieri.

Nel dettaglio i casi e i decessi nelle ultime 24 ore nelle aziende ospedaliere del Lazio. Asl Roma 1: sono 1.772 i nuovi casi e 3 i decessi; Asl Roma 2: sono 1.628 i nuovi casi e 8 i decessi; Asl Roma 3: sono 1.171 i nuovi casi e 3 i decessi; Asl Roma 4: sono 259 i nuovi casi e 3 i decessi; Asl Roma 5: sono 793 i nuovi casi e 1 decesso; Asl Roma 6: sono 761 i nuovi casi e 2 i decessi. Nelle province si registrano 1.238 nuovi casi: Asl di Frosinone: sono 267 i nuovi casi e 1 decesso; Asl di Latina: sono 432 i nuovi casi e 2 i decessi; Asl di Rieti: sono 166 i nuovi casi e 1 decesso; Asl di Viterbo: sono 373 i nuovi casi e 3 i decessi.

TOSCANA - Sono 5.603 i contagi da coronavirus in Toscana oggi, 24 gennaio 2022, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione anticipato dal governatore Eugenio Giani su Telegram. I nuovi casi sono stati rilevati su 34.405 test di cui 16.075 tamponi molecolari e 18.330 test rapidi. Il tasso dei nuovi positivi è 16,29% (53,4% sulle prime diagnosi). Ieri i nuovi casi in Toscana erano stati 10.904 su 66.311 test con il tasso dei nuovi positivi a 16,44% (74,2% sulle prime diagnosi).

Si è dimezzato, rispetto a ieri, il numero dei nuovi contagi di Covid, ma sono circa la metà i test effettuati, tanto che il tasso di positività resta praticamente invariato, anche se scende sensibilmente sulle prime diagnosi.

ABRUZZO - Sono 1.568 i nuovi contagi da coronavirus oggi 24 gennaio 2022 in Abruzzo, secondo dati e numeri dell’ultimo bollettino Covid-19 della Regione. Si registrano altri 10 morti.

I nuovi casi di positività portano il totale dall’inizio dell’emergenza - al netto dei riallineamenti - a 193172. Dei positivi odierni, 955 sono stati identificati attraverso test antigenico rapido. Il bilancio dei pazienti deceduti registra 10 nuovi casi (di età compresa tra 70 e 92 anni, 4 in provincia di Pescara, 2 in provincia di Chieti, 1 residente fuori regione, mentre 3 risalgono ai giorni scorsi e sono stati comunicati solo oggi dalla Asl) e sale a 2758. Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 97753 dimessi/guariti (+510 rispetto a ieri). Lo comunica l’Assessorato regionale alla Sanità.

Gli attualmente positivi in Abruzzo (calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti) sono 92661 (+1047 rispetto a ieri), nel totale sono ricompresi anche 79508 casi riguardanti pazienti persi al follow up dall’inizio dell’emergenza, sui quali sono in corso verifiche. Sono 419 i pazienti (+7 rispetto a ieri) ricoverati in ospedale in area medica; 37 (+1 rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre gli altri 92205 (+1039 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl. Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 3109 tamponi molecolari (1879052 in totale dall’inizio dell’emergenza) e 10391 test antigenici (2448699). Il tasso di positività, calcolato sulla somma tra tamponi molecolari e test antigenici del giorno, è pari a 11.61 per cento.

SARDEGNA - Sono 1.224 i nuovi contagi da coronavirus oggi 24 gennaio 2022 in Sardegna, secondo dati e numeri dell’ultimo bollettino Covid-19 della Regione. Si registrano altri 10 decessi.

I nuovi casi di positività sono stati confermati sulla base di 2.807 persone testate. Sono stati processati in totale, fra molecolari e antigenici, 19.883 tamponi. I pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva sono 30 (come ieri). I pazienti ricoverati in area medica sono 291 (4 in più di ieri ). Sono 22.775 i casi di isolamento domiciliare (475 in più di ieri).

PUGLIA - Sono 3.471 i contagi da coronavirus in Puglia oggi, 24 gennaio 2022, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione. Registrati altri 11 morti. I nuovi contagi sono stati individuati su 39.399 tamponi. I nuovi casi per provincia - Bari: 1.117; Bat: 323; Brindisi: 339; Foggia: 545; Lecce: 801; Taranto: 315; Residenti fuori regione: 24; Provincia in definizione: 7.

Le persone attualmente positive sono 126.262. In ospedale, i pazienti covid ricoverati in area non critica sono 717. In terapia intensiva, invece, 67 persone.

VENETO - Sono 6.188 i contagi da coronavirus in Veneto oggi, 24 gennaio 2022, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione. Registrati altri 17 morti. I pazienti covid ricoverati in ospedale in area non critica sono 1.705 (-22), mentre le persone in terapia intensiva sono 186 (+3).

CALABRIA - Sono 776 i nuovi contagi da coronavirus oggi 24 gennaio in Calabria, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19. Si registrano altri 12 morti. I nuovi casi registrati su 5.422 tamponi effettuati, +1.276 guariti. I decessi salgono a 1.801 da inizio pandemia. Il bollettino, inoltre, registra -512 attualmente positivi, -4 ricoveri (per un totale di 435) e, infine, terapie intensive stabili (per un totale di 33).

SARDEGNA - Sono 1.224 i nuovi contagi da coronavirus oggi 24 gennaio 2022 in Sardegna, secondo dati e numeri dell’ultimo bollettino Covid-19 della Regione. Si registrano altri 10 decessi.

I nuovi casi di positività sono stati confermati sulla base di 2.807 persone testate. Sono stati processati in totale, fra molecolari e antigenici, 19.883 tamponi. I pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva sono 30 (come ieri). I pazienti ricoverati in area medica sono 291 (4 in più di ieri ). Sono 22.775 i casi di isolamento domiciliare (475 in più di ieri).

BASILICATA - Sono 599 i nuovi contagi da coronavirus in Basilicata secondo il bollettino di oggi, 24 gennaio. Si registrano inoltre altri 2 morti. 3.416 i tamponi (molecolari e antigenici) effettuati in 24 ore. Le persone decedute risiedevano a Scanzano Jonico e Baragiano. Sono state registrate 450 guarigioni. I ricoverati per Covid-19 sono 94 di cui 6 (+2) in terapia intensiva: 52 (di cui 4 in TI) nell’ospedale di Potenza; 42 (di cui 2 in TI) in quello di Matera. Nel complesso gli attuali positivi residenti in Basilicata sono 17.023.

Per la vaccinazione, ieri sono state effettuate 3.508 somministrazioni. Finora 459.313 lucani hanno ricevuto la prima dose del vaccino (83 per cento della popolazione che ammonta a 553.254 residenti), 420.805 hanno ricevuto la seconda (76,1 per cento) e 266.061 sono le terze dosi (48,1 per cento), per un totale di 1.146.179 somministrazioni effettuate.

EMILIA - Sono 14.719 i nuovi contagi da coronavirus in Emilia Romagna secondo il bollettino di oggi, 24 gennaio. Registrati inoltre altri 40 morti. Dall’inizio dell’epidemia, nella regione si sono registrati 948.126 casi di positività, 35.301 i tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore, di cui 13.790 molecolari e 21.511 test antigenici rapidi. I pazienti attualmente ricoverati nelle terapie intensive dell’Emilia-Romagna sono 148 (-4 rispetto a ieri, pari al -2,6%), l’età media è di 63 anni. Sul totale, 92 non sono vaccinati (zero dosi di vaccino ricevute, età media 62,3 anni), il 62,2%; 56 sono vaccinati con ciclo completo (età media 64,2 anni). Un dato che va rapportato al fatto che le persone over 12 vaccinate con ciclo completo in Emilia-Romagna sono quasi 3,7 milioni, circa 300mila quelle vaccinabili che ancora non lo hanno fatto: la percentuale di non vaccinati ricoverati in terapia intensiva è quindi molto più alta rispetto a chi si è vaccinato.

Per quanto riguarda i pazienti ricoverati negli altri reparti Covid, sono 2.625 (+83 rispetto a ieri, +3,3%), età media 69,7 anni. Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 9 a Piacenza (+2 rispetto a ieri), 20 a Parma (-2); 14 a Reggio Emilia (invariato); 20 a Modena (-2); 35 a Bologna (+1); 12 a Imola (invariato); 11 a Ferrara (invariato); 8 a Ravenna (-1); 4 a Forlì (invariato); 3 a Cesena (-2); 12 a Rimini (invariato). Questi i dati - accertati alle 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali - relativi all’andamento dell’epidemia in regione. Le persone complessivamente guarite sono 6.504 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 556.612. Purtroppo, si registrano 40 decessi. In totale, dall’inizio dell’epidemia, i decessi in regione sono stati 14.811.

LIGURIA - Sono 2.221 i nuovi contagi da coronavirus oggi 24 gennaio in Liguria, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19. Non si registrano morti. I nuovi casi sono stati individuati su 12.867 tamponi tra molecolari (2.457) e antigenici rapidi (10.410) registrati nelle ultime 24 ore. Questo il dettaglio, riferito alla residenza della persona testata. Imperia (Asl 1) 121; Savona (Asl 2) 501; Genova 1.336, di cui: Asl 3: 1.331 e Asl 4: 205; La Spezia (Asl 5): 261. Non riconducibili alla residenza in Liguria: 2. Non si registrano nuovi decessi.

PIEMONTE - Sono 7.526 i nuovi contagi da coronavirus oggi 24 gennaio in Piemonte, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19. Si registrano altri 19 morti. L’Unità di Crisi della Regione ha comunicato che dei nuovi casi, 5.090 sono risultati positivi dopo test antigenico, pari al 14,1% di 53.389 tamponi eseguiti, di cui 47.309 antigenici. Gli asintomatici sono 6.450 (85,7%). I casi sono 5.962 di screening, 1.231 contatti di caso, 333 con indagine in corso. Il totale dei casi positivi diventa 800.908, di cui 65.957 Alessandria, 37.079 Asti, 29.967 Biella, 111.475 Cuneo, 62.323 Novara, 419.682 Torino, 28.300 Vercelli, 29.588 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 3.929 residenti fuori regione ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 12.608 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

FRIULI VENEZIA GIULIA - Sono 2.119 i nuovi contagi da coronavirus oggi 24 gennaio in Friuli Venezia Giulia, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19. Si registrano altri 9 morti. Su 2.666 tamponi molecolari sono stati rilevati 406 nuovi casi, con una percentuale di positività del 15,23%. Sono inoltre 10.164 i test rapidi antigenici realizzati, dai quali sono stati rilevati 1713 casi (16,85%). Le persone ricoverate in terapia intensiva sono 39, mentre i pazienti ospedalizzati in altri reparti sono 464. Lo ha comunicato il vicegovernatore della Regione con delega alla Salute Riccardo Riccardi.

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Variante Omicron fine pandemia? Cosa dicono gli esperti

cms_24559/Bassetti,Infettirologo.jpg"L’Oms parla con troppe voci e discordanti. La settimana scorsa annunciava l’arrivo di varianti letali e oggi invece parla di fine della pandemia con Omicron. Credo che abbia perso un po’ di credibilità e fiducia agli occhi dei cittadini. Questa pandemia gli ha fatto molto male". Così Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive all’ospedale San Martino di Genova, commentando quanto affermato domenica dal direttore generale dell’Oms per l’Europa. "Comunque quello detto dall’Oms Europa lo dicono un po’ tutti i ricercatori", aggiunge l’infettivologo.

"I numeri sono evidenti: tra le persone ieri ricoverate in terapia intensiva e quelle di 10 giorni fa c’è una stabilità. Siamo in una fase in cui non c’è stato un incremento degli accessi in rianimazione e questo oggi deve essere, insieme al dato delle aree mediche, l’indicatore più importante. Siamo arrivati al picco e questa settimana speriamo di scendere anche con i ricoveri, ma ci vuole un po’ di tempo per dimettere una persona come ci vorrà tempo per vedere un calo dei decessi" dice Bassetti. L’infettivologo genovese aggiunge poi che "la comunità scientifica è concorde nel dire che si sta andando verso fine della pandemia e per questo credo che vada cambiata la strategia, non possiamo usare le stesse norme e procedure di un anno fa".

cms_24559/ANDREONI_Massimo.jpg"Fare previsioni con un virus così variabile è sempre molto complicato. Credo che quello dell’Oms sia solo un auspicio ma, oggi, non ci sono elementi sufficienti per dire che con Omicron è arrivata la fine della pandemia. Tutta questa sicurezza potremmo averla tra un po’", afferma Massimo Andreoni, primario di infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit).

"Certamente la variante Omicron ci sta facendo avvicinare molto a quelle che sono le caratteristiche di un virus circolante in una fase endemica - osserva Andreoni - e anche l’immunità che si sta raggiungendo con i vaccini e i guariti è indicativa di una endemia". Secondo l’infettivologo "questo elemento non ci porta molte garanzie sul fatto che non si possa affacciare un’altra variante con caratteristiche che rendano i vaccini meno efficaci", avverte.

"La dose booster deve essere fatta anche dai più giovani che hanno fatto le due dosi e non solo dagli anziani e dai fragili - sottolinea Andreoni - I dati sul richiamo ci testimoniano l’efficacia del booster contro Omicron perché evita le ospedalizzazioni e le malattie gravi ma è molto contagiosa. Lo vedo da quello che avviene in ospedale, Omicron è meno patogena di Delta ma se non hai fatto il booster riesce a insinuarsi e in molti soggetti, magari con patologie pregresse, può creare dei problemi".

cms_24559/Massimo_Ciccozzi,_Università_Campus_Bio-Medico_di_Roma.jpgLa variante Omicron, come ha detto l’Oms, potrebbe portarci fuori dalla pandemia" di Covid. Ne è convinto Massimo Ciccozzi, responsabile dell’Unità di Statistica medica ed Epidemiologia della Facoltà di Medicina e Chirurgia del Campus Bio-Medico di Roma. "E’ fuori discussione - dice l’esperto all’Adnkronos Salute - che questa variante è quella che ci dà un po’ la svolta, perché è molto contagiosa e pochissimo letale. E’ una variante che finalmente" si comporta come fanno i virus, "ovvero infetta e si moltiplica il più possibile, quindi fa il suo lavoro proprio a livello evolutivo. Perciò tenderà a diventare endemica, resterà con noi e questo potrà significare che i fragili magari faranno un vaccino ogni anno come per l’influenza". Tutto questo a meno di brutte sorprese, avverte l’epidemiologo. "Il virus si endemizzerà perché diventerà una virosi, cioè un passaggio di virus uomo-uomo. Ma c’è l’incognita del passaggio uomo-animale-uomo - mette in guardia Ciccozzi - Pensiamo ai criceti che si sono infettati, ai procioni, e non dimentichiamo i visoni o i casi dei felini. E’ sempre una zoonosi. Se questo accadesse, ed è possibile, sarebbe un guaio - avverte - perché in quel caso il virus si adatterebbe a quell’animale e poi ripasserebbe a noi perché da noi c’è già stato e quindi sa come fare. Per questo va sorvegliato e va studiato anche il passaggio animale del Covid".

"Questa pandemia - ricorda lo specialista - ci ha insegnato che dobbiamo sorvegliare sia la parte animale che quella dell’uomo sia con l’epidemiologia classica sia con l’epidemiologia molecolare, quindi il tracciamento genomico. Questo vale per l’uomo e per gli animali. Sempre per non rincorrere il virus, ma cercare di anticiparlo, cosa che non siamo riusciti a fare in questa pandemia".

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cms_24559/Pregliasco.jpgQuarta dose, Pregliasco: "Insostenibile"

"Non dobbiamo considerare a mio avviso quarte dosi" di vaccino anti-Covid in Italia. Così all’Adnkronos Salute il virologo Fabrizio Pregliasco, docente della Statale di Milano sull’ipotesi di un ulteriore booster allo scadere dei 4 mesi dalla terza dose. "Per ora è un discorso teorico, ma io credo che non sarà fattibile. Poi dovremo attendere l’Ema cosa dice e i dati israeliani ma a mio avviso non è facilmente sostenibile dal punto di vista organizzativo, economico e dell’accettazione da parte della popolazione".

"Anche perché - spiega il medico - non si ottiene granché, un incremento dei titoli anticorpali ma il risultato clinico, stando ai primi dati che arrivano da Israele, non è così importante. La vaccinazione a mio avviso dovrà slittare in una strategia come quella dell’influenza: un richiamo annuale il cui target saranno i soggetti fragili e i soggetti più esposti".

"E’ vero, l’Rt si è abbassato, ma purtroppo è ancora superiore a 1 nell’ultima rilevazione e quindi c’è ancora una fase di crescita" dei contagi Covid, "ma se non altro con una riduzione della velocità della crescita". Comunque, aggiunge Pregliasco, "la discesa è in vista". "Il raggiungimento del picco o di un plateau, così come la discesa, si può giudicare solo quando effettivamente si ha l’evidenza di un calo del numero dei casi perché purtroppo - avverte l’esperto - l’assestamento di un plateau può protrarsi per un bel po’ di tempo".

Tuttavia "penso che Omicron ci stia dando per alcuni versi una mano perché - conclude Pregliasco - la sua elevata contagiosità in qualche modo coinvolge tantissime persone e, quindi, questo faciliterà non tanto un’immunità di gregge in quanto tale, ma comunque farà sì che una gran quota di soggetti" immunizzati anche dall’infezione naturale "non saranno più suscettibili al virus, speriamo per un bel po’ di tempo".

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