VENT’ANNI SENZA VERITA’

Il G8 di Genova torna a far parlare di sé

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Visto che certi comportamenti rappresentano l’opposto di quello che viene insegnato ai poliziotti, dovrebbe essere la stessa polizia a sanzionare chi esce dai binari”. Dichiarazioni forti che lasciano un segno nell’opinione pubblica, a distanza di diversi anni. Il procuratore generale, Enrico Zucca, chiede chiarezza ai vertici della polizia di Stato, per concretizzare realmente la volontà di voltare pagina a distanza di oltre vent’anni dal G8 d Genova. Quello che accadde all’interno della scuola Diaz è surreale, scioccante per certi aspetti perché ha descritto una pagina brutta delle forze dell’ordine italiane. Un’esecuzione priva di fondamento che pone, tutt’ora, enormi interrogativi. Lo stesso magistrato, che ha condotto il processo sulle violenze nella scuola Diaz, ha sottolineato che diversi episodi di cronaca vedono riproporsi il solito schema dell’utilizzo sproporzionato della forza da parte delle forze dell’ordine. Su questa vicenda ne sono state dette tante, ma il filo conduttore purtroppo è l’insabbiamento, cioè la voglia di nascondere tutto, affinché non si scopra la verità dei fatti.

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Pertanto, il problema non sono solamente le responsabilità individuali, bensì un problema strutturale con cui la polizia non ha voluto fare i conti. Per questo, sarebbe stato utile (anche per i familiari delle vittime) che la magistratura, in collaborazione con la polizia di Stato, avessero interloquito per punire i colpevoli, dando un netto segnale di distacco. Purtroppo, come ben sappiamo, la magistratura aveva in ballo diversi conflitti d’interesse, perché molti magistrati che desideravano farlo luce su questa terribile vicenda venivano bollati come comunisti o puri ideologi. Ovviamente, l politica ha taciuto, cercando in modo democristiano di prendere tempo, senza mai pronunciarsi attivamente.

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Le sentenze che sono avvenute in questi anni presso la Cassazione e la Corte europea dei diritti dell’uomo hanno dimostrato che le tesi portate avanti dalla procura di Genova erano fondate. Basti pensare che la Cedu ha risollevato la questione sottolineando che le sanzioni per i poliziotti responsabili sono state nulle. Infatti, molti dei reati citati in giudizio erano già caduti in prescrizione nel 2012, senza dare giustizia agli oltre 93 manifestanti. È giusto ricordare che 79 dei manifestanti della scuola Diaz uscirono feriti e, oltre alle percosse subite, hanno dovuto sopportare accuse infamanti, come associazione per delinquere e saccheggio. Tutto questo è assurdo e continua a far rumore, simbolo di una giustizia che in Italia fatica a realizzarsi. Un’ideale così nobile e sacro non può essere considerato utopico, altrimenti si corre il rischio di perdere la fiducia della popolazione.

Giuseppe Capano

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