VERSO LA “BUONA SCUOLA”

Approvato dal Cdm il disegno di legge sulla riforma della scuola

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Il consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge sulla riforma della scuola che ora dovrà essere discusso in Aula. Sono 100mila le assunzioni garantite, restano gli scatti di anzianità ma con una cifra aggiuntiva sul merito (ci sarà un premio per il 5% degli insegnanti più bravi), classi meno numerose e più gestibili, una Carta per rafforzare la dignità sociale del ruolo del docente (per il primo anno 400 euro per tutti i professori che potranno essere spesi solo per consumi culturali). In aggiunta, il testo varato ieri attribuisce più strumenti ai presidi i quali potranno gestire più agevolmente le risorse umane, tecnologiche e finanziarie e scegliere la loro squadra individuando i nuovi docenti che ritengono più adatti per realizzare i Piani dell’offerta formativa all’interno di appositi albi territoriali costituiti dagli Uffici Scolastici Regionali.

cms_1943/la_buona_scuola.jpgInoltre, si attribuisce la possibilità di ripartire il 5 per mille non solo alle istituzioni scolastiche statali, ma a quelle “del sistema nazionale dell’istruzione”. Sempre in tema di benefici fiscali per le scuole va poi segnalata la conferma dello “school bonus” e cioè di un beneficio fiscale (credito d’imposta del 65%) a favore delle persone fisiche, degli enti non commerciali e dei titolari di reddito d’impresa che finanzino la costruzione di nuove scuole, il miglioramento di quelle esistenti o le iniziative per l’occupabilità degli studenti. Il disegno di legge prevede inoltre il potenziamento delle competenze linguistiche: in particolare l’italiano per gli studenti stranieri e l’inglese per tutti. Vengono potenziate poi Arte, Musica, Diritto, Economia, Discipline motorie. Sono queste alcune delle novità più importanti contenute all’interno del disegno di legge sulla riforma del Sistema nazionale di istruzione e formazione, approvato giovedì dal Consiglio dei ministri dopo più di un’ora e mezza di discussione.

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E’ ancora da chiarire chi esattamente rientrerà nel piano assunzioni. “Si partirà dalle Graduatorie ad esaurimento e dai vincitori del concorso 2012”, ha spiegato la ministra Maria Elena Boschi. Esclusi gli idonei e molti altri a partire da chi insegna in classi di concorso non più insegnate. “In realtà, - ha aggiunto Maria Elena Boschi - non ci sono vincoli per il governo se non per il risarcimento di 2mila docenti a seguito della sentenza della Corte di giustizia europea.” Il testo del DDL presenta infatti una novità rispetto alla bozza del decreto legge mai presentato in Consiglio dei Ministri. Nella previsione del DDL si prevedono risarcimenti possibili per chi presenterà ricorso e lo vincerà. Non risarcimenti scaglionati per chi ha subito per anni l’abuso di precariato, ma un fondo di 10 milioni per ciascuno degli anni 2015 e 2016, da utilizzare "in esecuzione di provvedimenti giurisdizionali aventi ad oggetto il risarcimento dei danni conseguenti alla reiterazione dei contratti a termine per una durata complessiva superiore a 36 mesi, anche non continuativi, su posti vacanti e disponibili".

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Fin qui i punti più controversi. Il governo inoltre promette: mai più classi pollaio. “La buona scuola”, ha spiegato Renzi, “mette al centro lo studente e i suoi sogni di essere anzitutto un cittadino. Parliamo di cittadini da offrire alla comunità. La scuola educa e forma cittadini, mettendoli in grado di portare il propriosenso di giustizia e di bellezza all’interno del proprio paese”. E ha aggiunto, ”Siamo riusciti dopo una lunga discussione a trovare un buon clima, ora la palla al Parlamento. Si tratta di un testo realizzabile abbastanza rapidamente, se il Parlamento lavorerà con il senso dell’urgenza”. Ora resta la corsa contro il tempo perché l’impegno venga mantenuto e il danno, inflitto alla scuola da anni di politiche nefaste, sanato. Già, perché settembre è vicino.

Mary Divella

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