VIA LIBERA ALLE PRIME 30MILA ASSUNZIONI

Scendono in piazza contro il governo i precari esclusi dalla riforma

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E con la “Buona Scuola”, la riforma della scuola del governo Renzi, è la volta anche di 33 mila assunzioni tra docenti e personale ausiliario, tecnico e amministrativo. E’ notizia di qualche giorno fa che il ministro dell’istruzione Stefania Giannini è stata autorizzata ad assumere a tempo indeterminato oltre 30.000 persone su posti effettivamente vacanti e disponibili, di cui 15.439 unità di personale docente ed educativo, 4599 di personale ausiliario, tecnico e amministrativo e 620 dirigenti scolastici. Infine, 13.342 unità di personale docente da destinare al sostegno di alunni con disabilità.

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La misura, appena annunciata, rientra nella riforma della scuola presentata dal premier e intende azzerare le graduatorie ad esaurimento dei precari storici, attraverso l’introduzione di organici funzionali che dovrebbero garantire stabilità e maggiore autonomia alle scuole. Così facendo, entro settembre 2015 si potrebbero assumere a tempo indeterminato circa 150mila precari e vincitori di concorso. Sarà vero?

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Intanto, centinaia di docenti precari hanno manifestato davanti a Montecitorio. Sono tutti quei docenti abilitati, sia quelli ordinari con il Tfa (Tirocinio formativo attivo), sia quelli “straordinari”, abilitati attraverso i Pas (Percorsi abilitanti speciali) che non rientrano nel piano straordinario di assunzioni e per i quali, in più, si potrebbe verificare un’ulteriore contrazione delle possibilità lavorative, a causa dalla temutissima abolizione delle supplenze brevi. Già, perché la chiave di volta della riforma è l’appresa differenza tra organico di diritto e organico di fatto: il primo è quello che ogni anno viene assegnato alle scuole in base al numero di classi e alunni; il secondo è quello che si rende necessario nel corso dell’anno per l’efficiente funzionamento dell’istituto.

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Si può comprendere, quindi, come per tanti docenti che esultano, ce ne siano altrettanti delusi. Così come si può altresì comprendere come siano tante le ragioni dei docenti scesi in piazza: in primo luogo, il non essere stati presi in considerazione per il piano straordinario di 150mila assunzioni e poi perché i neoassunti serviranno per occupare le cattedre disponibili e per costituire quegli organici funzionali che, nelle intenzioni del governo, dovrebbero coprire e di fatto eliminare, quasi del tutto, gli incarichi a tempo determinato e le supplenze. E, per un precario, questo significa che lavorare per lui sarà sempre più difficile.

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La stabilizzazione, insomma, ci sarà ma riguarderà soprattutto i precari delle graduatorie ad esaurimento. E, anche se risulta difficile credere che le supplenze brevi, così facendo, scompaiano del tutto, certamente diminuiranno notevolmente. In breve, quindi, il piano di assunzione prevede di assumere per l’anno scolastico 2015-2016, il 90% dei docenti della Gae. E, anche se non è ancora chiaro come Renzi troverà i soldi necessari per assumere i nuovi docenti, così come non è nemmeno chiaro come saranno usati i docenti che serviranno a coprire le supplenze, gli va dato il merito, se davvero tutto questo si concretizzerà, non solo di aver compreso la differenza – e di averla spiegata agli italiani – tra organico di diritto e organico di fatto, ma soprattutto quello di poter dire addio alle tanto odiate, nonché “inesauribili” graduatorie.

Mary Divella

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