VITTORIA CON DOPPIETTA PER LA MERCEDES

Mentre le Ferrari preferiscono l’autoscontro. Leclerc si scusa e ammette l’errore

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Un’altra doppietta, come da copione negli ultimi mondiali, per casa Mercedes. Hamilton e Bottas, portano a casa punti preziosissimi, considerato il ritiro delle Ferrari, dopo un contatto fratricida al primo giro. Le macchine tedesche, così come nelle qualifiche, vanno forte anche in gara facendo fruttare le pole conquistate. Alla fine, anche il secondo gp di questo campionato del mondo partito molto in sordina, conferma sul gradino più alto del podio un pilota della scuderia guidata da Toto Wolff. E continuiamo a dire che alla monoposto vincitrice del titolo costruttori e del titolo pilota di questi ultimi anni, sia durante le prove sia in corsa che nei pit stop: va sempre tutto bene! L’unico momento di competizione in scuderia, la si avverte nelle qualifiche, dove, giustamente, i piloti ce la mettono tutta per far segnare il giro più veloce.

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Al contrario in casa Ferrari: assenza di strategia, assenza di leadership nel team e piloti accomunati da un forte patto di non collaborazione. La mia opinione, lungamente ribadita sin dalla precedente stagione, è che non puoi far galoppare due cavalli di razza senza un maestro che sappia domarli e condurli. Ancor di più quando sai che, durante una corsa, si ritroveranno a farlo in mezzo al branco. Pertanto, con le macchine al centro della griglia di partenza, sapevamo che non sarebbe stato facile risalire la china per cercare di raggiungere almeno le prime quattro/cinque posizioni entro i primi 20 giri. Ma autodistruggersi dopo pochi secondi dal semaforo verde, è davvero avvilente. Non è la prima volta, comunque, da quando c’è Mattia Binotto alla guida del team di Maranello, che accade un pasticcio del genere. E allora spero che quanto accaduto in Austria apra gli occhi, soprattutto, alla proprietà della casa automobilistica, affinché spinga sul management a mettere seriamente i due piloti a tavolino per far capire qual è (nel caso ci fosse ancora) la strategia di una scuderia che, tutto sommato, prova da 13 anni a riportare a casa il mondiale. Iniziando a vedere, nel frattempo, chi potrà a fine stagione prendere le redini di una scuderia amata da milioni di appassionati in tutto il mondo, facendola risorgere da ceneri che ardono da oltre un decennio.

LA GARA

Gran Premio di Stiria (Austria). Seconda uscita stagionale (il Covid-19, anche la carovana della Formula 1 lo ricorderà per sempre). Si corre di nuovo a Spielberg bei Knittelfeld sul circuito Red Bull di 4318metri e con 10 curve lungo il tracciato. Domenica scorsa ha vinto Bottas, con la Ferrari di Leclerc protagonista di una rimonta da manuale, considerato il gap di potenza del motore rispetto alle rivali Mercedes. Ancora una volta le qualifiche sono state devastanti per le rosse di Maranello. Pole di Hamilton (Mercedes) davanti a Verstappen (Red Bull). Solo quarta fila la Ferrari di Vettel, settima, invece, per quella di Leclerc. Penalizzato di dieci posizioni, per la sostituzione del cambio, Giovinazzi con l’Alfa Romeo.

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Davanti tutto bene alla partenza, i primi tengono le posizioni, ma in mezzo per le Ferrari, è un disastro: faticano ad uscire dall’ingorgo, Leclerc tocca Vettel in curva facendogli partire l’ala posteriore ed entrambe le monoposto, visibilmente danneggiate dal contatto, sono costrette al ritiro. Dopo la safety car, si riprende al giro 7 con Hamilton, Verstapen, Sainz, Bottas, Albon, Ocon, Ricciardo, Gasly, Norris e Stroll nelle prime dieci posizioni. Al giro 20, è una lotta tra Hamilton e Verstappen; a separarli sono solo 3 secondi. Dopo 27 giri, si ritira Ocon ed Hamilton va al pit stop prima di Bottas. La gara sembra fila liscia senza nessun altro colpo di scena. Al giro 46 Hamilton è in testa con 5” su Verstappen e 7 su Bottas. Poi Albon, Ricciardo, Perez, Stroll, Sainz, Norris e Kvyat. A pochi giri dal termine, si accende la lotta per il secondo posto tra l’olandese della Red Bull e il finlandese della Mercedes. Vince Hamilton, seguito da Bottas con 13” di ritardo e Verstappen con 33” circa. Questi gli altri arrivi fino alla decima posizione: Albon (Red Bul), Norris (Mc Laren), Perez (Racing Point), Stroll (Racing Point), Ricciardo (Renault), Sainz (Mc Laren) e Kvyat (AlphaTauri).

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I PROTAGONISTI

Sebastian Vettel: “Io ero in lotta con altre due macchine, lui (Leclerc, ndr) a preso la traiettoria interna e non mi aspettavo di trovare qualcosa li, perché credo non ci fosse spazio. È un peccato, ma non ho potuto fare nulla per evitarlo

Charles Leclerc: “Quando sbaglio sono sempre onesto: oggi non sono stato assolutamente bravo, sono deluso di me, è tutto colpa mi! Mi dispiace per il team, volevamo vedere un risultato oggi è ho buttato tutto perché avevo tanta voglia di far bene. Ho visto un buco e sono stato troppo ottimista

Lewis Hamilton: “Abbiamo fatto un lavoro fantastico a livello di strategia, siamo riusciti a tenere la macchina in strada evitando i cordoli. Sono grato di essere tornato al primo posto, mi sembra che sia passato tantissimo tempo

Valtteri Bottas: “Hamilton partendo dalla pole position ha controllato la gara e non è successo più di tanto rispetto allo scorso weekend. Io dovevo soltanto limitare i danni, ho recuperato le posizioni e sono arrivato secondo

Max Verstappen: “Ci ho provato però siamo un po’ troppo lenti purtroppo - ha detto - ho spinto il più possibile anche quando Valtteri stava cercando di superarmi. Ho cercato di rendergli la vita un po’ difficile, è stato comunque divertente, altrimenti la gara sarebbe stata davvero noiosa

(Photo courtesy Formula1.com)

Umberto De Giosa

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