VIVIAMO IN UNO “STATO” PATOLOGICO

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Secondo il dizionario della lingua italiana, il termine “patologico”, oltre che usato in medicina, sta ad indicare un’anomalia strana e sconcertante. Esattamente come lo stato in cui viviamo. O sopravviviamo? L’attuale caotico governo cerca di arraffare più soldi possibile, nel tentativo di tamponare un deficit che aumenta di ora in ora anche grazie agli sperperi e alle spartizioni. Prendiamo ad esempio le municipalizzate, refugium peccatorum di politici trombati e nulla facenti legati ai partiti. Una casta? Una zavorra? O ancor più semplicemente una becera parentopoli che, mediamente, costa alle casse dello stato circa 13 miliardi di euro l’anno, senza produrre alcun reddito.

cms_1559/QUARTETTO.jpgUna R.A.I. piagnona, affamata di canone e pubblicità, che firma contratti triennali per poco più di due milioni di euro l’anno a Bruno Vespa a Fabio Fazio o alla Littizzetto. Senza dubbio tutti bravi, ottimi professionisti, che facendo il classico conto della serva incassano “quotidianamente” circa 5.000 euro. Una considerazione andrebbe fatta. Con 5.000 euro al giorno di paghe, un’azienda dovrebbe avere alle dipendenze la bellezza di 50 operai. Senza parlare, poi, del contratto R.A.I. di Roberto Benigni che ha preteso più di due milioni di euro, pari 4 miliardi di vecchie lire, per due sole serate. A parer mio stiamo perdendo il ben dell’intelletto. Mi verrebbe voglia di stramaledire “l’euro” che ci ha fatto perdere il peso del valore del denaro. I tavor, i noan, gli en e i sedativi vari, non mi bastano più. Non ci capisco più niente. Giuro che vorrei poter urlare ai quattro venti: fermate il mondo, voglio scendere, ora!. Ma lo Stato non fa nulla per tutelare i suoi cittadini, anzi. Anni addietro esistevano governi di destra o di sinistra che dovevano confrontarsi o scontrarsi con l’opposizione.

cms_1559/balzelli-ditalia-una-tassa-ogni-due-giorni-L-neaGeq-175x130.jpegOggi, invece, con la scusa di un governo d’emergenza, ne combinano di tutti i colori. Aumentano i bolli, le accise, le tasse e chi più ne ha più ne metta, mentre, le pensioncine restano al palo. Purtroppo solo le minime! Le “loro”, spropositate, restano intoccabili. La gente non ne può più, ma, stranamente, nessuno alza la voce, nessuno si ribella e assiste passivamente a tutto quello che “lor signori” combinano. Qualche politico, furbetto, con una geniale idea, pur di far scendere il numero dei giovani disoccupati, vorrebbe anticipare l’età lavorativa a soli 14 anni, dimenticando che l’Italia, tra i 27 paesi dell’unione, è già in fondo alla classifica per l’abbandono scolastico. Peggio di così!

il Grillo Parlante

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