Willem Dafoe, “Coppa Volpi” alla 75^ mostra del cinema di Venezia, presenta a Bari il film “Padre”

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Aria di cinema internazionale all’Anche cinema Royal di Bari per la proiezione, in concomitanza con l’uscita nelle sale, dell’anteprima del film “Padre”.

Inserito nella rassegna Bari International Gender Film Festival, che si propone di promuovere riflessioni e spunti artistici per la sensibilizzazione sulle tematiche dell’identità e dell’orientamento sessuale, il lungometraggio segna la conferma alla regia di Gioia Colagrande, una tra le artiste contemporanee internazionali più sensibili, innovatrici e colte della sua generazione. Attrice e sceneggiatrice, oltre che regista, la Colagrandre è apparsa in sala accompagnata dal suo compagno di vita, oltre che nel lavoro: l’attore statunitense Willem Dafoe. L’icona del cinema internazionale, reduce dal successo alla rassegna cinematografica di Venezia, dove è stato premiato con la “Coppa Volpi” per la magistrale interpretazione del pittore impressionista Vincent Van Gogh nel film At Eternity’s Gate di Julian Schnabel, recita accanto alla moglie nel film autobiografico “Padre” presentato a Bari. Per la sua sesta prova alla regia, la talentuosa regista abruzzese affida le sue emozioni ad uno dei temi più delicati della nostra esistenza e lo fa ripercorrendo la sua esperienza di vita in occasione della perdita del padre, il famoso compositore Giulio Fontana.

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Un racconto che muove le corde più intime attraverso l’arte, la musica ed il dolore.

Nel film Giulia, interpretata dalla Colagrande, ha appena perso il padre e deve fare i conti con quelle emozioni conflittuali che sempre precedono l’elaborazione di un lutto. In un filo immaginario che riesce a collegare oltre la morte le loro vite, il padre, interpretato da Franco Battiato, cerca di rimanere in contatto con Giulia attraverso la musica. Sarà proprio lui ad agganciare la figlia dall’oltretomba attraverso la musica, in modo da guidarla in un’altra dimensione. “L’idea di realizzare un film che riguardasse la mia esperienza a seguito della morte di mio padre – spiega la regista – si è insinuata nella mia vita in modo graduale, perché ho iniziato ad avere questo tipo di visioni. Quasi sempre solo immagini, ma mentirei se dicessi che mi sono seduta a scrivere una sceneggiatura. Il film l’ho realizzato come durante un sogno. L’elemento autobiografico della pellicola è che durante la realizzazione stavo attraversando il senso della perdita di mio padre ed ero immersa nel sentimento di rimpianto”.

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Le parole che accompagnano il decesso di una persona cara: “ci ha lasciato”, “non è più tra noi”, secondo la regista non sono appropriati per definire uno stato emotivo che invece dovrebbe spingerci a leggere gli accadimenti in maniera diversa. La sua Giulia, infatti, piuttosto che abbandonarsi al dolore sceglie di percorrere strade diverse, proprio come vorrebbe suo padre, tracciando impronte indelebili in quella deriva di sentimenti in cui inevitabilmente veniamo catapultati conseguentemente alla perdita di una persona cara. Il film, il cui cast è completato da Marina Abramovic, dopo Bari sarà proiettato in anteprima britannica assoluta a Londra al Regent Street Cinema il prossimo 13 settembre.

Maria Cristina Negro

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