YIN E YANG, LA FELICITA’ DELL’INCONTRO

Il femminile e il maschile, nero e bianco, terra e cielo, la dualità dell’Universo

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Da bambina, mi capitava spesso, di desiderare con tutte le mie forze di diventare grande e prima di addormentarmi spiccavo voli pindarici nell’inesplorato e meraviglioso mondo degli adulti. Oggi, per motivazioni diverse, ritorno a volare e rivivo la mia infanzia, sognando quella che avrei voluto. Trovo che sia un esercizio importante che aiuta a tenere viva la mia parte infantile, ovvero quella sicuramente più creativa, emotiva, sincera ed empatica. Perchè vi dico questo? Per spiegarvi che, lo yin e lo yang sono la rappresentazione della dualità esistente in ogni elemento di cui è composto l’Universo.Non può esserci il giorno senza la notte, il bene senza il male, il fuoco senza l’acqua, il bianco senza il nero, la gioia senza la tristezza, il maschile senza il femminile, il bambino senza l’adulto.Le donne ad esempio sono "dolcemente complicate", piene di dubbi, domande, misteri, irrazionalità.. Usando il termine orientale sono lo "Yin" il loro colore è il nero. Il senso che le contraddistingue è l’udito. L’udito accoglie i rumori i suoni. Saper ascoltare è una dote rara. Ma le donne sono capaci di "sentire" in modo profondo, anche se chiacchierano molto. Gli uomini invece sono lucidi, razionali, aggressivi, pronti all’azione. Il termine orientale per loro è lo "yang", il colore il bianco. Il senso che li rappresenta è la vista, nella sua forma nonsolo fisica del vedere, ma del "guardare" la realtà, comprendendone l’essenza.

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Il concetto dello yin e dello yang ha origini nell’antica filosofia cinese, molto probabilmente è nato dall’osservazione del giorno che si tramuta in notte e della notte che si tramuta in giorno. Questa concezione è presente nelle due religioni cinesi del Taoismo e del Confucianesimo, ed è anche alla base della scienza classica cinese, oltre ad essere una delle linee guida della medicina tradizionale cinese. E’ inoltre il punto centrale di molte arti marziali. La tradizione attribuisce allo yin la natura femminile, il nero, la luna, il buio, la notte, il freddo, la debolezza, l’inverno e l’autunno, la terra, l’ovest. Allo yang la natura maschile, il sole, la luce, il giorno, il caldo, la forza, l’estate e la primavera, il cielo, l’est.Con l’effetto dell’importazione dei principi orientali, il concetto dello yin e dello yang risulta uno dei più travisati. La medesima cosa è avvenuta per il karma e per il Nirvana e tutte quelle concezioni che sono cosi lontane dal nostro sentire.I due principi, come evidenziato, non sono opposti, ma complementari. Lo yin rappresenta il nero e lo yang il bianco. Nella loro rappresentazione grafica vediamo come si compenetrano: il bianco e il nero si abbracciano, all’interno del nero c’è il punto bianco e all’interno del bianco c’è il punto nero. I due elementi agiscono in modo sincronico, riempiendo spazi e momenti lasciati liberi dall’altro (attenzione la famosa raffigurazione a goccia, oggi molto comune, non è quella originale. Si tratta di una soluzione grafica applicata solo agli inizi dell’anno mille in Cina). Così potremmo trovare uomini dall’aspetto virile e pieni di valori come il coraggio e la determinazione, pur rivelando un animo sensibile ed empatico (elementi dello yang i primi e yin i secondi). E donne all’apparenza delicata e fragile, ma in possesso dei cosiddetti “attributi maschili”(elementi yin e yang). In generale l’uomo è per sua natura un misto tra leggerezza e concretezza, mentre la donna tra pesantezza e fantasia. Siamo perfettamente complementari. E’ pertanto nostra responsabilità cogliere ed apprezzare le diverse sfumature che possono manifestarsi negli esseri umani e nelle cose che ci circondano.

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Esiste una simpatica leggenda popolare cinese che si racconta ai bambini per spiegare il concetto dello yin e dello yang. Nel 2000 a.C. Chang E e suo marito Hou Yi vivevano serenamente felici. Hou Yi era un potente membro della Guardia Imperiale. Un giorno apparvero in cielo dieci soli e l’imperatore decise di rivolgersi a Hou Yi arciere coraggioso, in possesso di arco e frecce magiche. La popolazione non sopportava più quel calore e la siccità che ne era conseguita. All’uomo fu delegato il compito di risolvere il problema, utilizzando arco e frecce. Con coraggio, Hou Yi ne abbattè nove soli, lasciandone solo uno. Diventò celebre tanto che la regina madre d’Occidente decise di convocarlo nel proprio palazzo e di ricompensare la sua bravura con la pillola magica dell’immortalità, avvisandolo però di non ingerirla subito, ma di far trascorrere 12 mesi per prepararsi con la preghiera e il digiuno. Egli decise così di nasconderla in un posto sicuro e partì per una missione urgente. In sua assenza, la moglie, attirata dalla luce, scoprì la pillola, non resistette e decise di assumerla. Nel momento in cui la assaggiò, la gravità perse il suo potere e iniziò a volare. Il marito rientrato, la inseguì con arco e frecce per tutto il cielo, ma un forte vento lo fece tornare indietro. La moglie volò per sempre verso la luna. Hou Yi per ricongiungersi alla sua amata decise di costruire un castello sul sole, dove vive ancora oggi. Chang E e Hou Yi si vedono il quindicesimo giorno di ogni mese, quando sole e luna si incontrano. I due coniugi sono rispettivamente i simboli del sole e della luna e sono diventati espressione di yang e yin, maschile e femminile, la luce e il buio, ossia la dualità che governa l’Universo.Questa bella leggenda, potrebbe essere un’alternativa alla favole occidentali da raccontare ai nostri bambini, offrendo loro una meta alternativa: viaggiare anche nel "cielo" piuttosto che sempre e solo sulla "terra".

Tina Camardelli

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