ZAKI, NUOVA LETTERA ALLA FAMIGLIA

Il giovane ha scritto dal carcere egiziano, salutando i familiari, gli amici dell’Università e chiedendo la data della prossima udienza

1600707966copertina.jpg

Patrick Zaki sta bene. Se non altro, è vivo e cosciente. È triste dover ammettere che questa è una grande notizia, se si considera che arriva dal sempre più oscurantista Egitto, che lo detiene dallo scorso 7 febbraio per la sola colpa di essere contrario al regime del Paese. Riusciamo a sapere che Zaki sta bene grazie alla sua ultima lettera, giunta questo sabato ai genitori del ragazzo, che nel messaggio inviato alla famiglia (che dobbiamo ricordare essere stato indubbiamente sottoposto ai controlli della censura egiziana) si mostra ottimista, chiedendo quando riprenderanno i corsi nella sua facoltà universitaria, oltre ad aggiornamenti sulla data della prossima udienza che aspetta lo studente per quanto riguarda il prolungamento o meno dello stato di detenzione. Infatti, né Zaki né i suoi avvocati sono a conoscenza di quando ciò avverrà: l’unica cosa che sembra sicura è che l’udienza dovrebbe aver luogo nei prossimi 10 giorni. I corsi universitari di Zaki, invece, ricominceranno il giorno 27.

cms_19149/foto_1.jpg

La notizia è stata resa nota dagli attivisti di “free Patrick”, in prima linea nell’aiutare l’italoegiziano a superare l’incubo che sta vivendo. Nel post pubblicato su Facebook dalla pagina “Patrick libero”, si legge: “La famiglia di Patrick ha ricevuto una nuova lettera da parte sua, in cui invia il suo affetto agli amici in Egitto e all’estero e ai colleghi delle università di Bologna, Siviglia e Granada”. Da parte di free Patrick e di Amnesty International emerge un senso di sollievo susseguente alla ricezione della lettera: “È confortante vedere che Patrick riesce a comunicare con una certa regolarità con l’esterno, con la sua famiglia. Ha sempre un pensiero non solo per i parenti ma anche per gli amici in Europa. Si chiede quando sarà la prossima udienza e questo è dovere delle autorità egiziane comunicarlo: siamo già in ritardo, ampiamente rispetto alla scadenza di 45 giorni disposta nell’ultima udienza”.

cms_19149/foto_2.jpg

Alla brutalità delle forze dell’ordine e del sistema carcerario egiziani, si è aggiunto per Zaki, che è asmatico, il problema enorme del rischio Covid-19: lo studente è un soggetto a rischio, e nel luogo dove si trova adesso non ha alcuna garanzia sanitaria. Gli aggiornamenti sulla sua situazione sono purtroppo ben pochi, dato che l’Egitto continua a non collaborare e a non informare. Tutto ciò che si può fare è rinnovare la speranza che il 27enne possa tornare libero al più presto, per studiare, scrivere ed esprimere i propri pensieri in libertà.

Giulio Negri

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su


Meteo


News by ADNkronos


Politica by ADNkronos


Salute by ADNkronos


App