Conte piace, ma il governo non decolla

Gualtieri all’Ue: Manovra restrittiva controproducente - Di Maio: Avanti su revoca concessioni a Benetton - M5S, si apre la partita dei capigruppo - Pontida, Salvini alle Ong:Godetevi i porti aperti, poi torno

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Il sondaggio: Conte piace, ma il governo non decolla

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Cresce il gradimento personale di Giuseppe Conte ma il Conte bis continua a piacere meno, anche se dal 36% di giudizi positivi della scorsa settimana è salito al 38% mentre l’indice di gradimento, pur salito di due punti, viaggia al 43%. E’ il quadro d’insieme tracciato dagli "Scenari" di Nando Pagnoncelli, pubblicato oggi dal "Corriere "nel complesso - scrive Pagnoncelli - un italiano su due esprime una valutazione negativa" sul governo che, secondo il 42% degli interpellati, durerà "pochi mesi, al massimo un anno". Sia tra i Dem che tra i 5 Stelle si ritiene che l’esecutivo non andrà avanti tutta la legislatura, al massimo due anni.

Conte, divenuto ’un uomo solo al comando’ in assenza di vicepremier che lo affianchino a Palazzo Chigi, vede aumentare il proprio gradimento, "confermandosi nettamente al primo posto: il 51% esprime una valutazione positiva e l’indice sale a 57 dal 52 di fine agosto". Secondo nella classifica del gradimento è Matteo Salvini, il 35% esprime un giudizio positivo, e l’indice di fiducia passa da 36 a 40.

A seguire, rileva ancora il sondaggio di Pagnoncelli, c’è Giorgia Meloni, apprezzata dal 27% (indice di gradimento pari a 32, in calo di 1 punto), Nicola Zingaretti, gradito dal 19% (indice stabile, a 23) e Silvio Berlusconi con il 13% (indice 15, in calo di un punto). Tutti e tre distaccano Di Maio (gradito dal 24% con un indice pari a 27) e Franceschini (gradito dal 16% con un indice pari a 21).

Gualtieri all’Ue: "Manovra restrittiva controproducente"

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Primo ’no’ all’Europa da parte del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, oggi in conferenza stampa a Helsinki al termine dell’Eurogruppo e dell’Ecofin informale. Agli altri ministri delle Finanze Ue e al vicepresidente della Commissione Europea Valdis Dombrovskis, ha spiegato Gualtieri, "ho detto che una manovra restrittiva sarebbe controproducente, in questa fase. Stiamo lavorando per collocare la manovra" economica dell’Italia per il 2020 "in una più appropriata fiscal stance dell’area euro ed europea".

A chi gli chiede se si aspetti che la Commissione Europea dirami una comunicazione in materia, visto che attualmente la flessibilità si applica solo agli investimenti cofinanziati dall’Ue, Gualtieri replica bollando come "assolutamente prematuro parlare" della possibilità che la Commissione Europea emetta una comunicazione che consenta di allargare le maglie della flessibilità sugli investimenti. "Non commento questo elemento", aggiunge, spiegando che nell’Ecofin c’è stata una "importante discussione su regole fiscali", all’interno della quale, "sul tema di individuare forme di trattamento favorevole" di alcuni tipi di investimenti, "c’è stata una apertura alla riflessione. Ma eviterei di trarre conclusioni che sono assolutamente premature". E’ "ovvio" e "lapalissiano", continua, che il governo italiano "si batte all’interno delle regole" Ue in materia di finanza pubblica, "che comprendono il pieno uso della flessibilità, come detto da Ursula von der Leyen e come chiesto da alcuni gruppi politici" nel corso delle discussioni.

Durante il dibattito sulle regole Ue in materia di finanza pubblica nel corso dell’Ecofin informale "è entrata in discussione anche la golden rule. E’ emersa la disponibilità della Commissione, con il vicepresidente Valdis Dombrovskis, di studiare forme per favorire investimenti che siano legati alle grandi priorità europee, a partire dal clima".

Per Gualtieri, l’obiettivo di ricavare 18 mld di euro dalla vendita di beni di proprietà pubblica nel 2019 è "irrealistico". "Come ho detto recentemente - continua - abbiamo considerato questa cifra irrealistica", specificando che "non esiste un piano del governo" in materia di privatizzazioni, allo stato. Anche se le privatizzazioni possono essere una componente di una "strategia di riduzione del debito", cosa che nel passato è stata fatta "con esiti più o meno positivi", la "mia visione è che disponiamo di aziende pubbliche strategiche ed efficienti, che portano dividendi allo Stato e concorrono ad essere, nella loro autonomia, elementi di una capacità di politica industriale" dello Stato. "Non penso che le privatizzazioni siano uno strumento per fare cassa e cui attingere risorse per far quadrare i conti", conclude.

Autostrade, Di Maio: "Avanti su revoca concessioni a Benetton"

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"Andiamo avanti con la volontà di revocare le concessioni autostradali ai Benetton, azienda che non ha fatto la manutenzione del Ponte Morandi. Ieri abbiamo visto addirittura, dalle indagini, che si omettevano totalmente quelle che erano le carenze del ponte. Chi doveva manutenere quel ponte non lo ha fatto". Lo ha detto il ministro degli Esteri e leader del M5S, Luigi Di Maio, a margine del corso di formazione politica del M5S "Open Comuni", che si sta svolgendo oggi a Roma, al Tempio di Adriano.

"E’ assurdo che si dica ma non è possibile che quella gente possa continuare a gestire i nostri ponti. Mi fa piacere che anche nel Pd la revoca delle concessioni autostradali non sia più un tabù. Questo è un ulteriore passo che permette al governo di essere ancora più forte. Come concessionari, in Italia, non ci sono solo i Benetton per questo noi parliamo della ’revisione del sistema delle concessioni’.
"E’ evidente che sulla vicenda del ponte Morandi, non possiamo pensare che quel tratto autostradale possa essere gestito ancora da loro. Il procedimento sta andando avanti, ce lo portiamo dal precedente governo e speriamo che nei prossimi mesi si possa arrivare a fare giustizia", conclude Di Maio.

M5S, si apre la partita dei capigruppo

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(Antonio Atte) - Chiusa la partita dei sottosegretari, nel M5S è già iniziata una nuova sfida per due incarichi, non di governo ma pur sempre di prestigio. Si tratta della presidenza dei gruppi di Senato e Camera. A Palazzo Madama, dopo l’approdo di Stefano Patuanelli al vertice del Mise, il direttivo M5S dovrebbe convocare per fine mese le elezioni del nuovo capogruppo: come possibili candidati si fanno i nomi di Ettore Licheri e Gianluca Perilli, attuale vicepresidente dei senatori grillini.

Anche alla Camera potrebbero tenersi elezioni ’in simultanea’ per scegliere il successore di Francesco D’Uva, il quale, escluso dalla lista finale dei sottosegretari (per lui si parlava del Viminale), avrebbe deciso di non ricandidarsi come capogruppo.

L’attuale vice di D’Uva, Francesco Silvestri, è stato tra i primi a muoversi in vista della imminente ’campagna elettorale’: anche Riccardo Ricciardi avrebbe manifestato la sua intenzione di giocare questa partita. Ma, a quanto apprende l’Adnkronos, nelle ultime ore sarebbe spuntato un nome nuovo, quello di Anna Macina, capogruppo 5 Stelle in Commissione Affari Costituzionali.

Avvocato pugliese, classe ’73, Macina viene considerata da diversi parlamentari una candidata forte in grado di raccogliere un consenso trasversale ed evitare spaccature nel gruppo, soprattutto dopo la ’battaglia’ del sottogoverno che ha lasciato sul selciato ’vittime’ eccellenti contribuendo ad amplificare i malumori interni. Dopo l’elezione, per il nuovo capigruppo è previsto una sorta di ’training’, un affiancamento con il presidente uscente D’Uva, che potrebbe così rimanere in carica fino alla scadenza del mandato a dicembre.

Pontida, Salvini alle Ong: "Godetevi i porti aperti, poi torno"

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(Francesco Saita) - Di mattina lancia il suo primo referendum da leader dell’opposizione: perché all’Italia serve "un sistema elettorale completamente maggioritario". Matteo Salvini, all’assemblea degli amministratori locali del Carroccio, a Milano, propone un referendum abrogativo per eliminare la quota proporzionale del sistema elettorale. Poi, nel pomeriggio arriva a Pontida, lascia da parte strategie e manovre per sconfiggere il Conte bis, e infila la t-shirt con il volto del leader uscente dei giovani leghisti, Andrea Crippa, ora suo vice federale, e torna a fare la voce dura contro le navi che recuperano migranti nel Mediterraneo. "Ora che i porti sono aperti, care Ong, godeteveli questi porti, perché noi al governo ci torniamo e torneremo a difendere i confini come si fa in un paese normale". Gli ex padani apprezzano il leader di lotta e poi lo portano quasi a parlare male dell’ex alleato Luigi Di Maio. Ma il capitano non contravviene alla regola che si è data, di non rispondere agli attacchi dei 5Stelle. Dal palco, con i giovani che gridano in coro ’Di Maio torna al San Paolo’, si ferma un momento, ascolta, per poi chiedere "rispetto per il ministro degli Esteri". Ma i ragazzi insistono: "Chi non salta comunista è", Salvini li stoppa perché "Renzi, Zingaretti, Franceschini e la Boschi non possono usare la parola comunista, perché i comunisti di un volta erano persone serie, Berlinguer si rivolterebbe nella tomba, questi non sono comunisti, sono poltronari".

Applausi e cori ’Matteo-Matteo’. Il leader torna giovane con i giovani ex padani. Sale il tasso di allegria nella sala, Matteo racconta la sua prima Pontida. "Arrivai qui in Y10, poi stufo di non dormire tornai alla macchina, ma non c’era più. Era diventata ostello di alcuni ragazzi che l’avevano presa come un punto dove stare per ’riflettere’, per pensare all’Italia del futuro". "Poi - rivela - l’ho trovata all’indomani". "A Pontida - ammicca - non si dorme, perché si riflette sul senso della vita, e se qualche ex ministro o del nuovo governo venisse qui, potrebbe riflettere per vedere se la terra è piatta, o se l’uomo è arrivato sulla luna".

Nel frattempo si segnalano gli interventi di giovani agguerriti e deputati. Tra questi le dichiarazioni dell’onorevole leghista Vito Comencini che dal palco attacca Mattarella a testa bassa: "Questo Presidente della Repubblica, lo posso dire? Mi fa schifo". "Mi fa schifo chi non tiene conto del voto del 34% degli italiani", aggiunge. "Certo - conclude - anche Pertini è andato a baciare la bara di Tito, quello che ha fatto le foibe".

Redazione

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