LIBIA, HAFTAR CAUSA CRISI PETROLIFERA

In sei giorni vi è stata una perdita cumulata di produzione di 3.907.318 barili

LIBIA,_HAFTAR_CAUSA_CRISI_PETROLIFERA.jpg

In seguito al blocco dei terminal del Golfo della Sirte e della chiusura di valvole in due oleodotti imposta da forze del generale Khalifa Haftar, la produzione di petrolio in Libia "è caduta da oltre 1,2 milioni di barili al giorno a 320.154". Lo ha reso noto un bollettino pubblicato su Facebook dalla Noc, la Compagnia petrolifera nazionale libica, precisando che il danno economico è di oltre 256,6 milioni di dollari. Mentre a sud di Tripoli, nell’area di al-Hadba, i terribili scontri per la conquista territoriale delle forze d’insurrezione proseguono, nelle zone già conquistate il generale Haftar causa ingenti danni a ciò che rappresenta la parte fondamentale dell’economia del Paese nordafricano. Di fatto, mettendo a rischio una delle poche fonti di benessere di una popolazione già martoriata, pur di ottenere il potere. In Italia è allarme vista la gravità della situazione oltremare, che potrebbe complicare non poco la già delicata politica di frontiera del Belpaese.

cms_15863/2.jpg

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha dunque ricevuto il vicepresidente USA, Mike Pence, in quanto, secondo il primo, bisogna “impegnare il prestigio politico statunitense per la costruzione della pace” perché c’è “un rischio elevato di frantumazione della Libia” e di “destabilizzazione dell’intera area del Maghreb”. Quasi in contemporanea, avveniva a Istanbul un bilaterale Turchia-Germania, nel quale Erdogan ha affermato che Haftar “rispetta la tregua solo a parole”, a circa una settimana dalla conferenza di Berlino che aveva stabilito una cornice di accordo sulla tregua, senza, però, che essa venisse sottoscritta da nessuna delle due parti direttamente implicate: un dettaglio, questo, non proprio insignificante. Da non sottovalutare, poi, il rischio che, approfittando degli scontri che continuano nonostante gli (insufficienti) sforzi internazionali, si possano verificare nuove infiltrazioni dell’Isis, di cui è stato tra l’altro identificato il nuovo leader: Amir Mohammed Abdul Rahman al-Mawli al-Salbi, noto con il nome di guerra di Hajji Abdullah.

Giulio Negri

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su


Meteo


News by ADNkronos


Politica by ADNkronos


Salute by ADNkronos