GERMANIA, AD AMBURGO TRIONFA LA SINISTRA

Crolla la CDU, Afd di poco sopra lo sbarramento

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Boccata d’ossigeno per il centro-sinistra tedesco nella città-stato di Amburgo, con una popolazione di 1,8 milioni di persone. La Spd guidata a livello regionale da Peter Tschentscher, che rappresenta l’ala centrista del partito, in disaccordo con la guida nazionale, ha raccolto il 37,8% dei consensi, registrando un calo di 7 punti percentuali rispetto alle ultime consultazioni, ma rimanendo saldamente primo partito della regione, il che è fondamentale per lo storico partito socialdemocratico tedesco che vive forse la più grande crisi dei consensi della propria storia. Vincitori morali sono sicuramente i Verdi, che confermano l’eccezionale trend in Germania con l’ennesimo exploit: superano la soglia del 25%, quasi raddoppiando i propri voti rispetto alla volta precedente, soffiandone sia alla Spd che alla CDU, e candidandosi di diritto ad essere la forza di minoranza della prossima alleanza di governo regionale. È proprio la CDU di Angela Merkel il partito che più di tutti dovrà fare un’analisi profonda di una sconfitta che ha l’aspetto di una caduta rovinosa. 11,2% il risultato per i cristiani democratici. Un crollo clamoroso, commentato così dal segretario generale Paul Ziemiack: “Non ci girerò attorno, è una giornata amara per la Cdu, che ha riportato una sconfitta dalle dimensioni storiche che non possiamo sottovalutare in alcun modo. Questi risultati saranno “analizzati e discussi domani in presidio”. A seguito dei risultati, infatti, il partito ha convocato un congresso straordinario.

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Verosimilmente, i cristiano democratici hanno anche pagato la pessima decisione presa in Turingia, dove avevano accettato il sostegno dei nazionalsocialisti di Afd per far eleggere il candidato del partito liberale al posto di quello della sinistra moderata, salvo poi fare un passo indietro, almeno moralmente, con le dimissioni della donna che avrebbe dovuto essere l’erede di Merkel, Annegret Kramp-Karrenbauer, e dello stesso neo-eletto presidente della Turingia Thomas Kemmerich, che aveva dunque rinunciato all’incarico. Una decisione, quella dell’accordo con Afd, che ha causato un terremoto nel paese, dove i nostalgici della dittatura hitleriana (che malamente e malvolentieri lo nascondono) sono giustamente visti di pessimo occhio da tutti gli elettori di forze che rientrino nell’arco costituzionale, compresi, appunto, quelli del centro-destra moderato. Tornando ad Amburgo, pochi secondi dopo le prime proiezioni, al quartier generale del Verdi erano partiti i cori, “Nazis raus” (“fuori i nazi”): l’ultradestra Afd sembrava essersi fermata sotto alla soglia del 5%. Alla fine, però, il partito di Alice Weidel è riuscito a recuperare e a superare, seppur di poco, la soglia del 5%, seppur registrando un calo rispetto all’ultima corsa elettorale amburghese. In Germania l’attivismo della politica per la sensibilizzazione contro i temi populisti ed antidemocratici si dimostra ancora una volta encomiabile, visto che questo calo degli estremisti non è il primo, dopo che per un periodo sembravano inarrestabili. Del resto, le condanne di episodi drammatici come quello avvenuto ad Hanau arrivano sempre pronte, decise, ineccepibili da tutte le forze politiche. Una tornata elettorale, questa, che avrà inevitabili ripercussioni a livello nazionale, visto il peso specifico di Amburgo e constatando che (fatta eccezione per il risultato dell’Spd) essa è alquanto rappresentativa delle tendenze nazionali.

Giulio Negri

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