CORONAVIRUS: L’EPARINA POTREBBE RAPPRESENTARE LA SVOLTA?

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Forse uno spiraglio di speranza scientifica nella lotta contro il coronavirus arriverà da un farmaco anticoagulante già presente sul mercato come l’eparina. Il Professore Filippo Drago, Direttore dell’Unità Farmacologica Clinica al Policlinico di Catania e membro dell’Unità di Crisi Covid-19 della Società Italiana di Farmacologia ha dichiarato: L’evidenza clinica, supportata da esami autoptici, ha sottolineato come i pazienti colpiti in modo grave da coronavirus sono deceduti non tanto per l’insufficienza polmonare grave, quanto per embolia polmonare massiva o altri gravi fenomeni trombo embolico”.

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Alcuni studi in vitro hanno mostrato evidenze scientifiche, anche se non assolute, che il nuovo coronavirus si leghi all’eparan-solfato, una molecola che si trova sulla superficie delle cellule e che viene usata dal virus come cavallo di Troia per riuscire a penetrare nelle stesse. Allo stesso modo sembra che il virus si leghi all’eparina endogena, quindi il compito dell’anticoagulante sarebbe quello di attirare il virus, che “attaccandosi” alla molecola del farmaco, verrebbe tratto in inganno e anziché aggredire le cellule attaccherebbe l’eparina. A conferma di ciò arrivano anche test cinesi che mostrano, per ora in vitro, l’efficacia antivirale di “Inhixacovid-19” associata alla capacità di interferire con la tempesta citochinica che caratterizza la fase iper-infiammatoria della malattia e che rappresenta quella più pericolosa per il paziente. Sulla base di osservazioni cliniche e degli studi fatti in Cina, l’A.I.F.A. (l’Agenzia Italiana del Farmaco) ha approvato la sperimentazione di Inhixacovid-19 che vedrà coinvolti circa trecento pazienti suddivisi in quattordici Istituti Italiani al fine di testare e garantire la sicurezza e l’efficacia dell’anticoagulante che verrà somministrato in dosi diverse e durante tutte le varie fasi del decorso del coronavirus. Tutti i pazienti ammessi a questa sperimentazione riceveranno l’Enoxaparina biosimilare a basso peso molecolare che verrà loro somministrata giornalmente per via sottocutanea in un’unica dose.

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Lo studio sarà condotto dal Prof. Pierluigi Viale, Ordinario di malattie infettive dell’Università di Bologna e Direttore dell’Unità Operativa Malattie Infettive del PoliclinicoSant’Orsola Malpighi di Bologna. Questo farmaco, secondo gli esperti, servirebbe non solo a prevenire, ma anche a curare i pazienti affetti dai sintomi più gravi, scongiurando fatali complicanze come la trombosi e le embolie polmonari, riuscendo così a sconfiggere l’infezione intrappolando il coronavirus. Anche il Professore Filippo Drago ha sottolineato: “A differenza di altri farmaci utilizzati in off-label, l’Enoxaparina presenta un rapporto beneficio/rischio comunque favorevole, poichè la sua efficacia contro i fenomeni trombo - embolici in questi pazienti è superiore agli eventuali effetti avversi”. Il Professor Viale ha altresì dichiarando: “Un altro importante tassello del nostro armamentario terapeutico contro il coronavirus entra nella fase di sperimentazione clinica, quanto mai necessaria per capirne al meglio il ruolo e l’applicabilità. Siamo grati ad A.I.F.A. per questa celere approvazione che consentirà agli Istituti coinvolti di iniziare a lavorare per dimostrare questa ipotesi scientifica”. E’ bene sottolineare che siamo tuttavia parlando ancora di ipotesi, benché basate su elementi solidi, ma che solo la sperimentazione potrà dare a tale farmaco una validazione scientifica.

Anna Di Fonzo

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