L’ARTE TRA CURIOSITA’ E MISTERI

LE GALLERIE DEGLI SPECCHI

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La Galleria degli Specchi - La Reggia di Versailles

Non so voi, ma personalmente, visitando le residenze reali del XVII-XVIII secolo, con le innumerevoli anticamere, salotti e cabinet, quando arrivo alle stanze da “parata”, cioè alle grandi sale o alle gallerie, soprattutto se sono adornate di grandi specchi, resto ogni volta a bocca aperta e mi sento un po’ principessa, anche solo per il fatto di poterle percorrere.

D’altronde lo specchio è un oggetto reso magico dal mito, dal racconto, dalla fiaba, crea un doppio e lo moltiplica aprendo la porta a mondi immaginari.

Oggi gli specchi costano poco, sono alla portata di tutti, ma un tempo il costo era così elevato che per la loro produzione, nel XVII secolo, ci fu una specie di guerra tra Venezia e la Francia.

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Galleria degli Specchi- Amalienburg- Castello di Nymphenburg- Monaco di Baviera

L’arte barocca (XVII-XVIII secolo) è teatro, illusione, lusso, ricerca di meraviglia e stupore, per ottenere questo, si creano dipinti che sfondano le pareti, sculture dinamiche, architetture fluide come onde e si indora, si lustra, si movimenta tutto ciò che prima era considerato accessorio, scale, pareti, mobili.

Più tardi, in Francia, la fastosità del barocco, si applica abbondantemente alla decorazione d’interni, nasce lo stile rococò, stucchi, pareti maiolicate, soffitti dipinti, pavimenti intarsiati con giochi geometrici e poi una profusione di grandi specchi: le gallerie di specchi diventano l’emblema del vivere lussuoso, la nobiltà si specchia coi suoi abiti eccessivi, le complicate parrucche, i nei posticci e gli innumerevoli vezzi e frivolezze, in un pieno che diventa vuoto.

Lo specchio è il simbolo più appropriato di una società brillante di apparenze, lo specchio moltiplica e gioca con le immagini riflesse immergendole in una dimensione illusoria, dove la realtà ruota indifferente verso la Rivoluzione… come Narciso si specchia e si innamora di sé stesso e muore.

Tuttavia, lo sfarzo abbagliante rende tutt’oggi le gallerie degli specchi in grado di far sentire re e regine ogni persona che pigramente vi passeggia, creano un’istantanea improvvisa sul re che volle chiamarsi “Sole”: lo stile di vita della corte francese, influenzò la moda e le arti decorative di tutta Europa, a Monaco di Baviera come a San Pietroburgo o in Italia lo stile si diffuse rapidamente.

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Galleria degli specchi- Residenza estiva dello zar- San Pietroburgo

Il primo specchio fu senz’altro l’acqua, dove Narciso ammira il proprio volto talmente tanto da innamorarsene, gettandosi poi nel fiume, per raggiungere il riflesso.

Gli egizi avevano specchi di bronzo; anche i greci, gli etruschi e i romani usavano lastre di bronzo lucidate e decorate.

Al tardo impero romano risalgono i primi specchi di vetro anneriti, specchi in maniera molto simili a quelli di oggi, piccole lastre di vetro, unite a metalli.

Nel XII secolo, in alcune zone della Germania e della Lorena, si metallizzava il vetro con il piombo o lo stagno, realizzando parecchi specchi ma sempre di piccole dimensioni.

Lo specchio, quindi, non lo hanno inventato i veneziani, ma certo è che fu a Venezia, dal XII secolo in poi, che l’arte dello specchio si sviluppò, grazie ai maestri vetrai di Murano, alla loro tecnica e alla loro creatività, Venezia diviene la regina del vetro e di conseguenza anche degli specchi, imitata e copiata, nonostante il divieto agli artigiani di divulgare i segreti della produzione.

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Galleria degli specchi-Palazzo Ducale-Mantova

Nel XVII secolo gli specchi iniziarono a essere usati per coprire le pareti, creando ampi spazi luminosi, diventando simbolo di ricchezza, quelli di grandi dimensioni erano molto costosi, erano prodotti solo a Venezia, venivano incorniciati essendo a volte più cari delle tele dei pittori; nonostante l’elevato costo, nessuna corte rinunciava a questa moda e la città che ne beneficiava era appunto Venezia che praticamente ne aveva il monopolio, avendo una potente manifattura del vetro, sviluppata sull’isola di Murano; dove dal XV secolo, si fabbricava il famoso cristallo ideato da Angelo Barovier, ottenuto con una tecnica da lui elaborata, chiamato vetro veneziano.

E arriviamo alla guerra tra Francia e Venezia.

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Galleria degli specchi-Palazzo Reale-Genova

Luigi XIV rende Versailles una sfarzosa residenza dove obbliga i nobili a risiedervi in una specie di parco giochi, mentre lui, assieme al suo ministro delle finanze, Jean Baptiste Colbert, si occupa dei loro possedimenti, vuole rendere la Francia la prima in tutti i settori, limitare le importazioni dei prodotti lavorati, in particolare quelli di lusso, creando aziende statali.

Luigi XIV a Versailles, intendeva realizzare anche una spettacolare galleria degli specchi, per questo spendeva fior di quattrini che andavano nelle tasche di Venezia, Colbert decise di creare un’industria francese degli specchi, ma come fare visto che solo i veneziani erano in grado di creare specchi molto grandi?

Colbert, convinse alcuni maestri vetrai a trasferirsi in Francia, elargendo loro grosse somme di denaro e molti onori, così nel 1665 a Saint Gobain, un piccolo paese non lontano da Parigi, nasce la “Manifacture Royale de glace de miroirs”.

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Galleria degli specchi-Palazzo Reale-Torino

Venezia subito si allarma e il Consiglio dei Dieci, decide di far rientrare i maestri vetrai a Venezia a qualsiasi costo, usando la carota e il bastone, da una parte li lusinga affinché tornino a Venezia dall’altra parte minaccia le loro famiglie e il parentado.

Colbert invia segretamente una nave a Venezia riuscendo a portare in Francia le mogli e i figli dei maestri vetrai.

Venezia allora decide di usare il veleno, alcuni maestri vetrai in trasferta a Saint Gobain iniziano a morire inspiegabilmente, gli altri impauriti chiedono perdono e il permesso di poter ritornare a Venezia.

La guerra sembra finita, Venezia appare vittoriosa e l’importazione da parte della Francia degli specchi da Murano ricomincia, tuttavia qualche anno dopo Colbert ne proibisce l’importazione, dai maestri vetrai veneziani i francesi, avevano mutuato delle tecniche e piano, piano erano riusciti a realizzare specchi di qualità, così la fornitura per Versailles iniziò a provenire dalla manifattura di Saint Gobain.

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Galleria degli specchi- Doria Pamphilj- Roma

Oggi Saint Gobain, fondata in Francia nel 1665, per volere del Re Luigi XIV, per realizzare la Galleria degli Specchi del Palazzo di Versailles a Parigi, è presente in 70 Paesi, in Italia dal 1889, con lo stabilimento di Pisa.

Paola Tassinari

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