LIBANO AL VOTO: HEZBOLLAH VERSO LA RIELEZIONE

Dai primi dati elettorali sembrerebbe che il movimento sciita armato filo-iraniano sia stato riconfermato

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Dalle urne libanesi emergono le prime indicazioni con riguardo ai risultati delle elezioni, che sembrerebbero riconfermare al potere Hezbollah. Infatti, dalle quindici circoscrizioni già scrutinate risulta che il movimento sciita armato filo-iraniano Hezbollah insieme ai suoi alleati abbia rafforzato la sua leadership nel Paese.

A niente sono valsi gli sforzi dei libanesi, che, provati dagli ultimi anni di governo, aspiravano ad un radicale cambiamento, in quanto l’indirizzo politico adottato non aveva fatto altro che peggiorare le condizioni economiche già critiche e i vari attentati, tra cui quello più eclatante di Beirut dell’agosto del 2020, avevano portato ad una contestazione senza precedenti.

Dai primi dati risulta che l’affluenza sia inferiore al 50%, in linea con le precedenti elezioni e con una marcata discrepanza di partecipazione tra le varie zone del Paese.

Infatti, nella circoscrizione di Beirut est la percentuale è stata abbastanza bassa, mentre nella circoscrizione di Beirut ovest si è assistito ad una partecipazione sostenuta della popolazione.

Nell’Akkar, nel Monte Libano e nella valle orientale della Bekaa si sono registrati anche molti scontri.

A causa della rivalità tra il partito delle Forze Libanesi e la Corrente patriottica libera, la comunità cristiano maronita è risultata frammentata nel voto, mentre la comunità sunnita, a causa dell’assenza di una figura di spicco, ha posto in essere un vero ammutinamento, rifiutandosi di andare al voto.

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Durante le elezioni si è avvertita molta tensione, che è sfociata in atti di violenza fisica causando decine di feriti. Un video pubblicato in rete da alcuni passanti immortala un sacerdote intento a scagliare pietre in direzione dei sostenitori del partito opposto al suo.

Il Libano risente di questo clima belligerante a causa della crisi sociale, economica e politica e degli innumerevoli attentati che il giorno delle elezioni hanno spinto in segno di protesta i familiari delle vittime a manifestare nei pressi dei seggi elettorali per ottenere giustizia.

Antonio Conversano

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