Isaac Asimov: scienza, fantascienza o profezia?

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Era settembre del 1980 quando il giornalista Pat Stone, intervistò uno dei più grandi romanzieri del novecento, il massimo rappresentante della narrativa di fantascienza, definito in seguito il profeta della robotica. Le sue opere sono considerate oggi una pietra miliare sia nel campo della fantascienza sia in quello della divulgazione scientifica. Stone faticò a convincere lo scrittore a concedergli l’intervista, perché all’epoca il mondo e il giornalismo erano sfacciatamente ostili a quel tipo di letteratura. In quegli anni, non fu dato peso alle dichiarazioni di Asimov e l’intervista passò inosservata, solo nel 2006 dopo ben 26 anni, fu tradotta in tutto il mondo e Asimov venne definito un precursore dei tempi.

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Vi riporto uno stralcio di quell’intervista, che ci farà sicuramente riflettere e confrontare con gli ultimi drammatici episodi che stanno avvenendo in tutto il mondo: Penso che la fantascienza sia l’unica branca letteraria di rilievo, perché mai come ora nella storia sta avvenendo un cambiamento veloce e inevitabile e credo fermamente che nessun altro genere letterario, possa far rifletter che la fantascienza è il futuro prossimo dell’umanità. Nei prossimi 30/50 anni la popolazione continuerà ad aumentare, 350 milioni negli Stati Uniti, 6 miliardi e mezzo nel mondo. Le risorse disponibili diminuiranno, ci sarà meno cibo ed energia per tutti. In tale situazione di stenti, il pianeta andrà in rovina perchè la gente sarà assillata solo dalla sopravvivenza, senza curarsi dei danni procurati all’ambiente. In questo mondo segnato da risorse insufficienti e dal caos, il terrorismo prenderà piede. Questo sarà possibile perché i terroristi potranno procurarsi tecnologie avanzate, la scienza metterà in grado il singolo di sconfiggere una nazione indebolendo i governi. La debolezza dei governi crea i presupposti per la distruzione.

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Ci vorrebbe un governo mondiale. I sentimenti umani potrebbero essere un catalizzatore per la nascita di un governo mondiale, la paura potrà unire i popoli e potrebbe essere l’unica alternativa alla distruzione totale. La stessa paura che durante la seconda guerra mondiale spinse la Gran Bretagna, gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica a unirsi contro la Germania.

Questa intervista è la prova certa che Asimov ha precorso i tempi e ci ha fornito una dritta per evitare la distruzione totale. Addirittura ha messo nero su bianco la stima delle popolazioni con incredibile precisione. Queste non sono le uniche profezie di Asimov. Nel 1964 all’inaugurazione della Fiera Mondiale, fu invitato a scrivere dal New York Times come sarebbe stato il mondo nel 2014, mezzo secolo più tardi.

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Predisse che l’umanità si sarebbe dedicata a creare automobili con robot che potranno essere programmate per portarci a destinazione. Infatti Google sta lavorando su questo progetto. Le aziende produrranno robot positronici, robot umanoidi che ubbidiranno alle tre leggi della robotica. La Honda Robotic ha realizzato questo progetto e in suo omaggio ha chiamato il robot umanoide Asimo. Il lavoro nel futuro sarà tutto automatizzato. L’agricoltura sarà hi tech, costruiranno nei laboratori tutti i prodotti della terra, probabilmente si riferiva agli OGM. I computer saranno sempre più piccoli, in modo da accompagnarci sempre e dovunque, vedi l’iphone. E’stato, anche fonte d’ispirazione per il cinema. Con le sue opere hanno ideato serie televisive e film di grande successo come Guerre stellari, Star Trek e film d’animazione come Light Year.

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Concludo questa serie di profezie, con un’altra dichiarazione di Asimov: Io ritengo che il futuro dell’umanità si trovi oltre la superficie terrestre. Per quanto riguarda il futuro sono pessimista. Ma se dovessimo riuscire a porre rimedio ai nostri problemi quali il controllo della popolazione e l’instaurazione di un regime di cooperazione internazionale, potremmo davvero iniziare l’espansione nello spazio. Dovremmo risolvere queste questioni incombenti, per poi rivolgerci alle stelle, beh da lì in poi avremmo via libera.

Per questa profezia, l’ardua sentenza la lasciamo ai posteri.

Tina Camardelli

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