"L’INDIFFERENZA E’ L’OTTAVO VIZIO CAPITALE"

Da Gramsci a Wiesel a Don Gallo tutti contro gli indifferenti

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L’indifferenza è stata definita il male del nostro secolo e con la globalizzazione ha raggiunto proporzioni gigantesche. Non avere a cuore gli altri è un peccato mortale. Don Andrea Gallo la definì " l’ottavo vizio capitale " pericoloso quasi come la violenza. E’ indifferente chi chiude il cuore e non prende in considerazione gli altri, chi chiude gli occhi per non vedere la realtà, chi si mette al riparo per non essere scalfito dai problemi altrui. Gramsci scriveva: " odio gli indifferenti: credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è l’oblio è parassitismo è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti ".

cms_4376/foto_2.jpgCom’è possibile che questo male ci stia devastando? Com’è possibile che in questo mondo dove ci sono tante opportunità di conoscenza e apprendimento restiamo indifferenti di fronte alla sofferenza dei popoli in guerra, alla fame, alla violenza e agli abusi su donne e bambini, alla corruzione profondamente radicata nei governi e nelle istituzioni? A volte si è indifferenti addirittura per quello che accade al nostro vicino, sul marciapiede su cui camminiamo, nel posto di lavoro che condividiamo o nella casa in cui abitiamo.

Qualche giorno fa ero ferma in macchina, in sosta. Sopraggiunse un autobus dal quale scesero diverse persone e tante altre rimasero in attesa di salire. Un uomo di colore cadde a terra. Spaventata, uscii istintivamente dalla vettura e mi precipitai per aiutarlo. Poteva avere all’incirca 60 anni. Intorno gente incurante, frettolosa e stizzita. La loro unica preoccupazione era prendere il pullman.

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Il signore aveva sbattuto la testa e aveva del sangue sul sopracciglio. L’autista si accorse di tutto, ma ripartì. Io non avevo nulla con me, solo dei fazzolettini con i quali gli pulii la ferita. Fuori dai negozi e sui balconi solo persone che osservavano, con la stessa indifferenza con la quale si osserva un cartellone pubblicitario. Un uomo si avvicinò e mi disse: " signora, stia attenta, con tutte le malattie che hanno questi qui..". Un altro rivolto allo sfortunato: "Bisogna fare attenzione quando si scende dal pullman ". Noncurante chiamai il 118 e lo feci accomodare nella mia macchina, in attesa dell’ambulanza. Una donna urlò dal balcone, come in preda ad un raptus: "st..... con quale coraggio hai chiamato l’ambulanza?! Quelli al loro paese fanno la fame, vengono da noi e hanno tutto gratis, anche l’assistenza sanitaria. Lo sai che la paghiamo noi quell’ambulanza?!". Basta, era troppo, non potevo farmi scivolare anche questo. Con tono deciso risposi: “Signora, lei e tutti voi dovete dirmi, dove avete trovato il coraggio di restare impassibili, senza far niente!". L’ambulanza sopraggiunse, il ferito venne medicato e fatto salire sulla barella. Mi avvicinai per salutarlo. Mi disse: “La ringrazio, io sono abituato anche a peggio, comunque sono italiano, nato in Italia, mia madre era Etiope, sono ingegnere e pago le tasse". L’ambulanza ripartì ed io rimasi lì impalata, le gambe pesanti come piombo. Silenzio, niente rumori, niente traffico, niente frasi stupide, niente di niente… Solo silenzio. Provai vergogna. Vergogna per loro. Possibile che l’essere umano si sia così disumanizzato? Pensiamo solo al nostro orticello, le storie degli altri non ci riguardano. Senza accorgercene siamo diventati incapaci di provare compassione per chi soffre, indifferenti, anestetizzati, come in una bolla di sapone, isolati dall’Amore. Nonostante tutto, io credo che bisogna avere fiducia e speranza nell’essere umano perché questa non è la sua vera natura. Abbiamo bisogno di esempi, sempre più frequenti. Apriamo il nostro cuore, contagiamo gli altri ad amare, amiamo noi per primi.

cms_4376/foto_4.jpgElie Wiesel premio Nobel per la pace 1986 scrisse: Sono molte le atrocità nel mondo e moltissimi i pericoli. Ma di una cosa sono certo: il male peggiore è l’indifferenza. Il contrario dell’amore non è l’odio, ma l’indifferenza Il contrario della vita non è la morte, ma l’indifferenza.Il contrario dell’intelligenza non è la stupidità, ma l’indifferenza. E’ contro di essa che dobbiamo combattere con tutte le nostre forze. E per farlo un’arma esiste, l’Educazione.Bisogna praticarla, diffonderla, condividerla, esercitarla sempre e dovunque.

NON ARRENDERSI MAI.

Tina Camardelli

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