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Continuano le proteste ad Hong Kong

Correva l’anno 1914, gli schieramenti nemici barricati dietro le rispettive trincee. Sanguinosi gli scontri, devastanti le attese. Il cuore dei soldati necessitava fortemente di calore e speranza, così, in modo del tutto spontaneo, i militanti organizzarono un “cessate il fuoco” a cui seguirono momenti di pace, tranquillità e fraternizzazione. La magia del Natale avvolse i campi di battaglia, vincendo brutalità e violenza.

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Dicembre 2020. I cinesi sono inarrestabili e le proteste non accennano a fermarsi neanche durante le festività natalizie. Nessuna “tregua di Natale” per Hong Kong. Migliaia di protestanti si son fatti valere in piazza, fronteggiando la polizia e i loro gas lacrimogeni. I manifestanti si sono riuniti nella zona di Tsim Sha Tsui, rinomata soprattutto per shopping e vita notturna. Tantissimi, indossando maschere e corna di renna natalizia, hanno fatto irruzione nei centri commerciali lanciando e tirando violentemente ombrelli contro gli agenti e intonando canti e slogan di protesta. Molti sono stati fermati e arrestati.

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Le proteste, oramai senza controllo, seppur decisamente meno intense rispetto ai primi atti, sono cominciate il 15 marzo 2019, a seguito del disegno di legge sull’estradizione. Innumerevoli le manifestazioni svoltesi, migliaia i cinesi coinvolti: il 9 giugno, ad esempio, secondo alcune fonti della polizia, sono stati registrati 240 000 protestanti (1 milione secondo gli organizzatori). Inizialmente i manifestanti richiedevano esclusivamente il ritiro della legge sull’estradizione, ma conseguentemente alle brutali azioni adottate dalla polizia, l’obiettivo divenne la soddisfazione di alcune specifiche richieste: innanzitutto il ritiro completo del disegno di legge in questione (ritiro ottenuto formalmente il 23 ottobre 2019); la retrazione della denominazione “rivolta” assegnata alle manifestazioni, rilascio ed esonero dei manifestanti arrestati, istituzione di una commissione d’inchiesta indipendente sulla condotta della polizia e sull’uso della forza durante le proteste ed infine le dimissioni di Carrie Lam, con attuazione del suffragio universale per le elezioni del consiglio legislativo e per l’elezione dell’amministratore delegato.

Data:

25 Dicembre 2019