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CORBINO, IL PATRIOTA MANAGER DELLA RICERCA

cms_30143/Orso_Maria_Corbino_(1876-1937).jpgFrancesco Alberoni, nel Corriere della Sera del 1°ottobre 2001, nell’articolo “I regolamenti? L’arma dei burocrati contro chi ha talento” descrive Orso Mario Corbino come un bravissimo politico da studiare e prendere ad esempio. Ma il siciliano, come scrive la storica Miriam Focaccia, fu molto di più.

Il 30 aprile 1922, ad Augusta in via Principe Umberto, alla presenza delle autorità locali, si scopre una lapide. In questa casa dal lavoro santificata gloria d’Italia nel Mondo, Orso Mario Corbino Senatore Ministro Scienziato sommo nacque, il popolo di Augusta, in segno di orgoglio, riconoscenza e omaggio.

Nel 1905, era già stato citato come uomo illustre di Augusta da Sebastiano Salomone, nel libro “Storia di Augusta”. Come rileva Giovanni Vaccaro, nel suo saggio su Corbino, apparso sul Notiziario Storico di Augusta n. 9, 1976, in occasione del centenario della nascita dell’illustre scienziato “È evidente la soddisfazione che il Salomone prova nel potere affiancare ad Arangio-Ruiz, appartenente alla nobiltà locale, e a Muscatello appartenente all’alta borghesia, il giovane Corbino proveniente dalla classe artigiana”.

A Orso Mario Corbino sono intitolate ad Augusta la locale Scuola Media, una via del centro storico e i Giardini Pubblici. Mentre a Siracusa, già dal 1924 porta il suo nome il locale Liceo Scientifico, uno dei primi istituiti in Sicilia. Anche nelle città nelle quali ha lavorato, Palermo, Messina e Roma ci sono delle vie a lui intitolate. cms_30143/2_1681622528.jpg

30 aprile 1922 – Si scopre la lapide sulla casa natale di Corbino

Corbino dimostrò fino al 23 gennaio 1937 di ben meritare la riconoscenza e l’omaggio dei propri concittadini.

Ma non solo i concittadini, in tanti lo hanno apprezzato. In primis, coloro che per anni hanno condiviso con lui l’amore per la fisica e la ricerca: Pietro Blaserna, Vito Volterra, Damiano Macaluso, Augusto Righi, Giulio Cesare Trabacchi, Enrico Fermi e Franco Rasetti, Emilio Segrè, Edoardo Amaldi, Bruno Pontecorvo, Oscar D’Agostino, Nella Mortara e Laura Cappon in Fermi.

Miriam Focaccia, ricercatrice e storica della scienza presso il Museo Storico della Fisica e Centro Studi e Ricerche “Enrico Fermi” di Roma, ha curato il libro “Orso Mario Corbino. Un manager della ricerca all’Istituto fisico di Roma”, prodotto nel 2022 dalla Società Italiana di Fisica. Il libro è stato pubblicato nel 125° anniversario della fondazione della Società Italiana di Fisica e nel centenario del primo incontro tra Corbino ed Enrico Fermi. Ma anche, per puro caso, nel centenario della scopertura ad Augusta della lapide in onore di Corbino.

Il libro è molto interessante, scritto molto bene. Segue tutto l’arco della vita professionale del manager siciliano e si sofferma su vari aspetti della sua personalità e sui rapporti che teneva con i suoi colleghi scienziati. Contiene anche un’antologia di dodici scritti di Corbino, il primo del 4 novembre 1907 e l’ultimo del 20 maggio 1936, che testimoniamo l’acume e la profondità di pensiero dell’illustre siciliano. Inoltre, si deve sottolineare che la dott.ssa Focaccia, da ottima storica della scienza, fa sempre riferimento ad atti e documenti nel descrivere le attività e la vita di Corbino

È un libro anche “positivo”. Nel senso che contrasta la pedagogia negativa che è una peculiarità del nostro Paese e non contribuisce certamente alla crescita morale e culturale del nostro Paese. Proprio come afferma Ernesto Galli della Loggia, sul Corriere della Sera dell’8 agosto 2020: la memoria ufficiale della Repubblica e i suoi riti commemorativi non ricordano mai un evento con il segno più, non evocano mai un successo, qualcosa che dunque sia in grado d’ispirare alcunché di buono e di grande, abbiamo costruito di fatto una vera e propria pedagogia del negativo. Una pedagogia del negativo destinata inevitabilmente a dare scacco matto a qualsiasi buon proposito di educazione civica, di ammaestramento all’osservanza delle leggi, a qualsiasi eventuale orgoglio di appartenenza nazionale.

Forse la decadenza italiana inizia anche da qui, dalla memoria.Anche da che cosa e da come si ricorda. Siamo stati forse vittime di un abbaglio quando abbiamo creduto che ricordare e illustrare di continuo il male servisse a generare il bene. Invece è probabilmente vero l’opposto: che così si finisce solo per generare non altro male, forse, ma qualcosa di peggio: l’indifferenza e l’impotenza da cui troppo spesso siamo avvolti.

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Come mai ha pensato di scrivere un libro su Corbino?

cms_30143/Miriam_Focaccia.jpgIl mio interesse per la figura e l’opera di Corbino nasce dai miei studi sulla nascita del Regio Istituto di Fisica di via Panisperna: sono partita dalle origini e dal progetto del fondatore e primo direttore, il fisico goriziano Pietro Blaserna, per poi continuare confrontandomi con il suo successore, Corbino appunto.

Un personaggio poco studiato, benchè, a mio avviso, abbia avuto un ruolo fondamentale nella nascita della scuola di fisica romana capitanata da Fermi, e che portò la fisica italiana ad avere un ruolo da protagonista nella prima metà del ‘900.

Cosa l’ha colpita di più della personalità di Corbino?

Il suo dinamismo e il suo ‘vedere lontano’: era un precursore, conscio dei limiti e dell’arretratezza della fisica italiana, pronto ad impegnarsi totalmente per il suo rilancio. Con grande generosità e con grande intelligenza; non appena ebbe incontrato Fermi nel 1922, capì immediatamente chi aveva di fronte e che quella era l’occasione per dar vita a un progetto inedito: creare a Roma una scuola di fisica moderna e all’avanguardia, capace di dialogare con i grandi centri della fisica europea e internazionale in genere.

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Il Liceo Scientifico “Orso Mario Corbino”di Siracusa

Quali rapporti aveva col fascismo?

Corbino non si iscrisse mai al Partito fascista: fu Ministro dell’Economia Nazionale nel primo governo Mussolini ma, come ricostruisco nel libro, quella nomina arrivò del tutto inaspettata. Credo che l’interesse di Corbino fosse mettersi al servizio del paese, nel migliore dei modi. Del resto, morendo nel 1937, non dovette assistere alle fasi più buie del regime: non conobbe per esempio le leggi razziali, promulgate nel novembre del 1938 e che portarono a tutta una serie di vergognose discriminazioni e privazioni e che, per molti, culminarono nella tragica deportazione verso campi di lavoro e sterminio. Le leggi razziali ebbero un effetto devastante sull’intera cultura italiana, a partire proprio dalle scuole, dalle università e dalle accademie. Basti pensare agli effetti che ebbero sul gruppo dei ‘ragazzi di Corbino’.

Corbino si può definire un Patriota?

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Assolutamente sì: benchè avesse sempre mantenuto un’ampia indipendenza di giudizio, era però attento e sensibile al prestigio scientifico dell’Italia e sempre disposto a dare il proprio contributo nell’interesse del progresso del Paese.

Giuliano Amato il 20 marzo scorso, in un evento pubblico alla Camera dei Deputati, ha affermato: “Ho passato la vita a fare l’ingegnere del diritto. Tornando indietro, farei l’ingegnere delle coscienze”.Lei ha definito Corbino educatore in senso lato e guida all’interno del gruppo. Giulio Cesare Trabacchi (1884 – 1959) diceva che Corbino fu, senza laurea, un ottimo ingegnere. Si potrebbe definirlo anche un ingegnere delle coscienze, per l’attività svolta in via Panisperna?

Sì. Corbino mise a disposizione dei suoi ragazzi non solo la sua esperienza di scienziato, ma anche quella di politico e di imprenditore. Lo ricordano Fermi, Rasetti, Segré e altri: con lui non si parlava solo di scienza e di fisica, e da lui impararono molto.

Per il fisico Francesco Cappellani, la peculiarità di Corbino era di assommare in sé la capacità di essere un docente universitario e scienziato di alto livello e al contempo un manager scientifico, dirigente industriale e politico di eguale livello, una caratteristica che nell’Italia degli anni Trenta del secolo scorso, ma anche oggi, era assolutamente unica e irripetibile. Cosa ne pensa dell’affermazione di Cappellani?

Sono assolutamente d’accordo; del resto, è proprio la tesi che porto avanti nel mio libro.

In un contesto che vedeva in tutta Europa le donne considerate di capacità intellettive inferiori a quelle degli uomini (sic!), Corbino aveva come assistente Nella Mortara. L’ha valorizzata come “i suoi ragazzi” o l’ha emarginata e sminuita? Può accennare alla storia umana e professionale della prof.ssa Mortara, alla quale nel 2019 è stato intitolato un largo a Roma?

cms_30143/c_(2).jpgCorbino promosse sempre l’opera e la carriera di Mortara. Nel 1919 Nella diventa sua assistente: Corbino era appena diventato direttore a Panisperna. Le stesse ricerche di Mortara mostrano come ci fosse un’attenta supervisione di Corbino. Così come il fatto che lei lavorasse in stretta collaborazione con Trabacchi, fidato collaboratore di Corbino medesimo, presso l’Ufficio del Radio nell’utilizzo delle sostanze radioattive: insieme a Trabacchi, ideò alcuni metodi per tarare i preparati radioattivi servendosi di camere di ionizzazione; descrisse inoltre le proprietà di diffusione del radon e migliorò i procedimenti per la sua purificazione. Infine, lavorò agli impianti messi a punto per l’estrazione del radon da una soluzione di cloruro di radio, dando prova di grande padronanza rispetto alle tecniche radiologiche che il complesso sistema di estrazione e purificazione dell’emanazione richiedeva.

A Nella Corbino diede l’incarico di coordinare la Scuola pratica per i corsi di fisica, matematica e chimica: la cosiddetta ‘fisichetta’, “come si chiamavano allora scherzosamente gli Esercizi di Fisica del primo biennio, in contrapposizione a “Fisicona”, il corso biennale di Fisica Sperimentale”. Un compito che lei svolse sempre con grande competenza e abnegazione.

A seguito delle leggi razziali del 1938 venne sospesa dal suo ruolo e dovette darsi alla clandestinità: si rifugiò in Brasile ma presto rientrò nella capitale occupata dai nazisti. Per tutto il periodo della guerra rimase nascosta in un convento di orsoline polacche. Venne reintegrata nel 1944.

C’è un messaggio che vuole veicolare ai giovani?

Di studiare la storia e le biografie di questi personaggi del passato, a mio avviso spesso attualissimi, perché possono ancora insegnarci moltissimo.

cms_30143/dd.jpgRingrazio Miriam Focaccia per la sua disponibilità e le faccio i complimenti per il suo bel libro su Corbino.

Lo consiglio a coloro che vogliono conoscere meglio l’illustre siciliano e la storia della fisica in Italia.

Concludo con il ricordo di una foto: siamo a Roma, è il 2 febbraio 1936, XV anno dell’era fascista, nella grande Sinagoga si celebrano le nozze di Emilio Segrè con Elfriede Spiro, ebrea come Segrè.

La foto era stata scattata da Giorgia de Cousandier: “Testimoni per lo sposo furono Tullio Levi Civita e Orso Mario Corbino. Fu una festa semplice.

Il senatore Corbino era lieto come un ragazzo quel giorno e scherzò tutto il tempo. Lo rivedo sempre tanto piccolo di statura che, con la bombetta calcata sulla testa, non arrivava all’altezza del bar! ”.

Data:

16 Aprile 2023