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“CORONA”, IL FILM SUL COVID-19

Siete in un ascensore rimasto fermo. Vi guardate intorno e non vedete nulla di strano: con voi ci sono una coppia, una ragazza, un altro uomo, un anziano su una sedia a rotelle e una cinese. Una cinese? Sì, una cinese. Ecco, allora inizia a serpeggiare quel timore, tanto subdolo quanto fondato. Quella compagnia asiatica potrebbe avere il coronavirus. E se fosse vero? Sono questi i punti di partenza dell’ultima fatica di Mostafa Keshvari, “Corona”. Il regista iraniano, già autore di vari cortometraggi e del premiato “Unmasked” del 2018, concentra il suo thriller di un’ora nella fase iniziale dell’epidemia. Come nel suo precedente lungometraggio il tema portante è il pregiudizio. “L’idea iniziale mi è venuta su un ascensore, due mesi fa – racconta al New York Times – stavo leggendo le notizie degli attacchi che stavano subendo i turisti cinesi, per la paranoia legata al virus”.

In prima battuta il coronavirus era stato denominato “virus cinese”, lo ricordiamo, “ma ora colpisce tutti, non esiste un problema razziale”. Effettivamente questo virus era stato definito da alcuni “democratico” proprio per questo motivo. “Ora la razza umana deve unirsi per sconfiggerlo. Se il virus non discrimina, perché dovremmo farlo noi?”. La pellicola, però, non si limita solo a questo: “il film parla di paura, è uno studio sulla società – continua il regista, che ha studiato a Vancouver, in Canada – sulle persone e sulle loro scelte morali”. Qual è il cast di questa nuova pellicola? La protagonista è Traei Tsai, affiancata Emy Aneke, Zarina Sterling, Richard Lett, Josh Blacker, Andrea Stefancikova e Andy Canete. Questa nuova storia si inserisce in un format narrativo già portato sul grande schermo da “Contagion”, la cui taglinerecitava “non parlare con nessuno, non toccare nessuno”.

Data:

3 Aprile 2020