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Coronavirus, “evitare abbracci e strette di mano” (Altre News)

Coronavirus, “evitare abbracci e strette di mano”

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Evitare abbracci e strette di mano. E’ una delle raccomandazioni contenute in un nuovo Dpcm, a quanto si apprende, che andrà a sostituire quello adottato lo scorso 1 marzo e in scadenza domenica prossima. Si va quindi verso una stretta delle misure per contenere il Coronavirus, un giro di vite valido per tutti, dunque sull’intero territorio nazionale. Agli over 75 e alle persone sopra i 65 con patologie viene raccomandato di evitare i luoghi affollati.

E’ invitato a rimanere a casa, evitando contatti e vita sociale, anche chi ha solo qualche linea di febbre e non è mai stato nelle zone a rischio contagio Coronavirus o non è mai entrato in contatto con possibili positivi. Il nuovo Dpcm potrebbe essere adottato anche prima dell’8 marzo, ovvero nelle prossime 24-48 ore.

Coronavirus, si valuta estensione zona rossa

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“Stiamo valutando l’opportunità di estendere la zona rossa sulla base di alcuni criteri epidemiologici, geografici e di fattibilità della misura”. Lo ha detto il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, in conferenza stampa alla protezione civile, rispondendo alle domande sulla possibilità di allargare la zona rossa, e dunque le misure anti-contagio, all’area del bergamasco.

“Stiamo analizzando con la Lombardia, con grande attenzione, i nuovi casi nei comuni della cintura bergamasca – spiega – e stiamo vedendo con i dati d’incidenza e in base ai tassi di riproduzione del virus”.

Tra Alzano e Nembro, nella bergamasca, “è un dato di fatto l’impennata di casi positivi al Coronavirus” e per questo “abbiamo chiesto all’Iss” valutazioni su una nuova zona rossa “da suggerire al Governo affinché metta in atto la migliore strategia”, le parole dell’assessore al Welfare della Lombardia, Giulio Gallera. “Il numero dei nuovi contagiati della zona di Bergamo è la più alta, con 129 nuovi positivi”.

Coronavirus, 96 posti letto dalla Difesa a Milano e Linate

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La Difesa ha reso disponibile presso la Caserma Annibaldi di Milano e presso il Comando Aeroporto di Linate 96 posti letto a favore dei cittadini della regione Lombardia che dovranno sottoporsi al periodo di sorveglianza sanitaria a seguito di un possibile contagio da parte del Corona Virus.

Presso la caserma Annibaldi dell’Esercito – ex ospedale militare nel quartiere Baggio di Milano – sono stati allestiti 40 posti letto. Qualora le autorità competenti rappresentino ulteriori richieste – spiega la Difesa – sarà resa disponibile una seconda struttura presso il Comando Aeroporto di Linate dell’Aeronautica Militare, dove sono stati allestiti 56 posti letto. Un team medico della Difesa sarà presente in ogni struttura per monitorare i possibili casi di contagio

Coronavirus, Borrelli: “400mila mascherine da Sudafrica”

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“Abbiamo acquistato 400mila mascherine dal Sudafrica e ne approvvigioneremo altre 500mila fra un paio di giorni, sempre dallo stesso canale”. Lo ha detto il commissario straordinario per l’emergenza coronavirus Angelo Borrelli nel punto stampa nelle sede della Protezione Civile a Roma. “Stiamo cercando in tutto il mondo, stiamo facendo una ricerca capillare. Anche la Francia ha bloccato la vendita. In Italia non abbiamo aziende che producono mascherine, viviamo di importazioni”.

“I morti di oggi vanno da un’età di 55 anni a un’età di 101 anni, sono i due estremi. Prevalentemente sono persone che hanno più di 70 anni, 80enni e anche 90enni. Alcune persone con patologie pregresse e altre non abbiamo avuto modo di approfondire”.

“Credo che nessuno di noi possa avere la certezza di quella che sarà l’evoluzione successiva. Sicuramente questa è una settimana importante per vedere l’evoluzione del contagio”. “Noi siamo pronti a rivedere le nostre azioni sulla base degli scenari che andiamo a incontrare” conclude.

Buste esplosive a Roma, si indaga per terrorismo

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La Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine per attentato con finalità di terrorismo e lesioni in relazione ai tre pacchi bomba esplosi nelle ultime ore a Roma e Fiumicino e indirizzati a tre donne, ferendo due delle destinatarie e un’addetta del centro smistamento posta di Fiumicino. A condurre le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Francesco Caporale e dal pm Francesco Dall’Olio, sono Digos e carabinieri del Ros.

Prende corpo la pista anarchica, secondo quanto emerge al termine di un vertice in Procura fra pm e gli investigatori del Ros e della Digos. In particolare si ritiene che dietro questi gesti possano esserci frange antimilitariste che vogliono protestare contro gli accordi siglati dalle università di Tor Vergata e della Cattolica del Sacro Cuore con l’Aeronautica militare e con il Corpo d’Armata di Reazione Rapida della Nato. Al momento però non sono arrivate rivendicazioni.

Il primo pacco bomba esploso domenica notte che ha ferito un’addetta del centro smistamento posta di Fiumicino era indirizzato a un’ex dipendente dell’Università di Tor Vergata e come ‘mittente’ riportava proprio l’ateneo. Il secondo pacco è esploso invece nelle mani della destinataria, un’ex dipendente Inail che abita al Nuovo Salario e che ha riportato 20 giorni di prognosi. L’ultimo ordigno è esploso ieri sera in via Fusco alla Balduina: la destinataria, una 68enne ex impiegata nel settore delle biotecnologie all’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha riportato ustioni su mani e viso con prognosi di 30 giorni.

A quanto emerso dalle indagini, le tre donne non si conoscono fra loro ma i presunti mittenti delle rispettive buste erano noti ai destinatari. I plichi erano del tutto simili fra loro e secondo gli inquirenti sarebbero stati fatti da una stessa persona. In Procura è stato aperto un fascicolo di indagine per attentato con finalità di terrorismo e lesioni.

Inquirenti e investigatori non escludono inoltre che possano esserci altri plichi esplosivi in circolazione come i tre pacchi bomba esplosi nelle ultime ore. In particolare, sono state allertate le Poste Italiane per effettuare controlli su plichi e pacchi in transito al centro smistamento posta di Fiumicino, dove domenica scorsa è rimasta ferita un’addetta che ha riportato 10 giorni di prognosi.

Dalla quantità di esplosivo contenuta nei plichi inviati a Roma nelle ultime ore emerge la volontà di fare male, ferire, ma non uccidere. E’ l’idea che si stanno facendo inquirenti e investigatori. Sono in corso ancora accertamenti sul tipo di esplosivo utilizzato e sui plichi in busta A4 gialla con all’interno una scatolina in legno contenente l’innesco che si attiva all’apertura della busta.

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3 Marzo 2020