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Coronavirus, Rezza: “Roma come Milano? Temo di sì”(Altre News)

Coronavirus, Rezza: “Roma come Milano? Temo di sì”

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Roma rischia come Milano? “Ho paura di sì. Bisogna dire che per ora Milano ha focolai limitati. A Roma iniziano casi di Covid-19 e catene di trasmissione. Bisogna agire prontamente”. Lo dice all’AdnKronos Salute Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento di malattie infettive dell’Istituto superiore sanità. A rendere la Capitale vulnerabile al coronavirus, in particolare il numero degli “spostamenti” di persone che vengono in città per lavoro. “Bisogna agire prontamente”, ribadisce l’esperto.

Coronavirus, Viminale: controlli in stazioni, aeroporti e strade

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Controlli nelle stazioni, negli aeroporti, lungo le strade in Lombardia e nelle 14 province a cui fa riferimento il decreto con le ultime misure per affrontare l’emergenza coronavirus. Lo prevede la direttiva ai prefetti diramata dal Viminale per l’applicazione delle norme previste dal provvedimento.

“La convocazione immediata, anche da remoto, dei Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica, per l’assunzione delle necessarie misure di coordinamento”, si legge nella direttiva ai Prefetti per l’attuazione dei controlli nelle “aree a contenimento rafforzato” adottata dal ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese. Inoltre il provvedimento prevede “indicazioni specifiche per i controlli relativi alla limitazione degli spostamenti delle persone fisiche in entrata e in uscita e all’interno dei territori ‘a contenimento rafforzato’”. Le sanzioni per chi viola le limitazioni agli spostamenti possono arrivare all’arresto fino a tre mesi.

“Gli spostamenti potranno avvenire solo se motivati da esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute da attestare mediante autodichiarazione, che potrà essere resa anche seduta stante attraverso la compilazione di moduli forniti dalle forze di polizia – si legge nella direttiva – Un divieto assoluto, che non ammette eccezioni, è previsto per le persone sottoposte alla misura della quarantena o che sono risultate positive al virus”.

I controlli sul rispetto delle limitazioni della mobilità “avverranno lungo le linee di comunicazione e le grandi infrastrutture del sistema dei trasporti”, spiega la direttiva. “Per quanto riguarda la rete autostradale e la viabilità principale, la polizia stradale procederà ad effettuare i controlli acquisendo le prescritte autodichiarazioni – si legge nella direttiva – Analoghi servizi saranno svolti lungo la viabilità ordinaria anche dall’Arma dei carabinieri e dalle polizie municipali”.

“Per quanto concerne il trasporto ferroviario, la Polizia ferroviaria curerà, con la collaborazione del personale delle Ferrovie dello Stato, delle autorità sanitarie e della Protezione civile, la canalizzazione dei passeggeri in entrata e in uscita dalle stazioni al fine di consentire le verifiche speditive sullo stato di salute dei viaggiatori anche attraverso apparecchi ‘termoscan’ – prosegue il provvedimento – Inoltre saranno attuati controlli sui viaggiatori acquisendo le autodichiarazioni”.

“Negli aeroporti delle aree dei territori ‘a contenimento rafforzato’, i passeggeri in partenza saranno sottoposti al controllo, oltre che del possesso del titolo di viaggio, anche della prescritta autocertificazione”, secondo quanto prevede la direttiva del Viminale. Inoltre analoghi controlli verranno effettuati nei voli in arrivo nelle predette aree. Restano esclusi i passeggeri in transito.

“Per i voli Schengen ed extra Schengen in partenza, le autocertificazioni saranno richieste unicamente per i residenti o domiciliati nei territori soggetti a limitazioni – si legge nella direttiva – Nei voli Schengen ed extra Schengen in arrivo, i passeggeri dovranno motivare lo scopo del viaggio all’atto dell’ingresso. “Analoghi controlli verranno adottati a Venezia per i passeggeri delle navi di crociera che non potranno sbarcare per visitare la città ma potranno transitare unicamente per rientrare nei luoghi di residenza o nei paesi di provenienza”, continua il provvedimento. La veridicità dell’autodichiarazione potrà essere verificata anche con successivi controlli”.

“La sanzione per chi viola le limitazioni agli spostamenti è quella prevista in via generale dall’articolo 650 del codice penale (inosservanza di un provvedimento di un’autorità: pena prevista arresto fino a tre mesi o l’ammenda fino 206 euro) salvo che non si possa configurare un’ipotesi più grave quale quella prevista dall’articolo 452 del Codice penale (delitti colposi contro la salute pubblica che persegue tutte le condotte idonee a produrre un pericolo per la salute pubblica)”. E’ quanto prevede la direttiva ai Prefetti per l’attuazione dei controlli nelle “aree a contenimento rafforzato” adottata dal ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese.

“Viene richiamata l’attribuzione del prefetto al monitoraggio dell’attuazione delle misure previste in capo alle varie amministrazioni – si legge nella direttiva – Per quanto concerne le prescrizioni finalizzate a uniformare gli interventi per contrastare l’epidemia sul resto del territorio nazionale”.

Coronavirus, il paziente 1 ha iniziato a respirare da solo

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“Il paziente ’uno’ e’ stato trasferito dalla terapia intensiva a quella sub intensiva. E’ stato cioe’ ’stubato’ in quanto ha iniziato a respirare autonomamente”. Lo ha annunciato l’assessore al Welfare Giulio Gallera. Si tratta del 38enne, noto appunto come ‘paziente 1’, la cui moglie incinta è già stata dimessa.

“Una buona notizia è che il paziente 1 è stato stubato ed è uscito dalla terapia intensiva. Sta molto meglio, è assistito da una mascherina della respirazione ed è in via di guarigione. Quindi, dal Coronavirus si guarisce, anche le persone che sono rimaste colpite in maniera più forte stanno guarendo. Quindi la buona notizia è che c’è un letto in più a disposizione”, ha poi aggiunto Gallera in diretta a ’Stasera Italia Speciale Coronavirus’ su Retequattro.

Coronavirus, sport si ferma fino a 3 aprile

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Lo sport italiano si ferma fino al 3 aprile per l’emergenza coronavirus. Serve però un apposito decreto della presidenza del consiglio. E’ quanto deciso dal Coni e delle federazioni dopo una riunione, indetta dal presidente del Coni Giovanni Malagò, e alla quale hanno partecipato i rappresentanti delle Federazioni degli Sport di Squadra, unitamente al Segretario Generale Carlo Mornati.

Dopo aver ascoltato le opinioni di tutti gli intervenuti (alcuni in presenza, altri via Skype), Malagò ha pubblicamente ringraziato i presidenti federali e le Federazioni per la grande coesione e l’apprezzata unità di intenti manifestate in un’occasione così delicata per il Paese e in particolare per il mondo dello sport che non ha precedenti nella storia.

“Confermando che in ogni azione e circostanza la tutela della salute è la priorità assoluta di tutti, al termine della riunione il CONI all’unanimità ha stabilito che: tutte le decisioni prese dalle singole FSN e DSA fino ad oggi sono da considerarsi corrette e nel pieno rispetto delle norme e delle leggi emanate e attualmente in vigore; sono sospese tutte le attività sportive ad ogni livello fino al 3 aprile 2020; per ottemperare al punto sopra descritto, viene richiesto al Governo di emanare un apposito DPCM che possa superare quello attuale in corso di validità; di chiedere alle Regioni, pur nel rispetto dell’autonomia costituzionale, di uniformare le singole ordinanze ai decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri al fine di non creare divergenti applicazioni della stessa materia nei vari territori”, spiega il Coni.

“Viene altresì richiesto al Governo di inserire anche il comparto sport, sia professionistico sia dilettantistico, nell’annunciato piano di sostegno economico che possa compensare i disagi e le emergenze che lo sport italiano ha affrontato finora con responsabilità e senso del dovere, rinunciando in alcuni casi particolari allo svolgimento della regolare attività senza possibilità di recupero nelle prossime settimane a causa di specifiche temporalità delle manifestazioni”, prosegue il Coni.

Malagò è stato delegato da tutti di informare oggi stesso il presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, e il ministro per le Politiche Giovanili e lo Sport, Vincenzo Spadafora, sulle risultanze dell’incontro. Il Coni “ricorda altresì che le competizioni a carattere internazionale, sia per i club sia per le nazionali, non rientrano nella disponibilità giurisdizionale del Comitato Olimpico Nazionale Italiano e che quindi non possono essere regolate dalle decisioni odierne”.

“Il Coni da giorni sta sostenendo e continuerà a sostenere le singole Federazioni in tutte le iniziative che intenderanno intraprendere con le rispettive organizzazioni internazionali (europee e mondiali) al fine di armonizzare i calendari e gli eventi anche in vista delle prossime scadenze legate alle qualificazioni olimpiche”, conclude il Comitato olimpico nazionale.

“Ho appreso con piacere l’esito dell’incontro svoltosi oggi al Foro Italico con il presidente del Coni, Giovanni Malagò e i presidenti delle Federazioni degli Sport di squadra. Ringrazio tutti per la serietà, la collaborazione e la presa di coscienza della gravità della situazione. Sono già al lavoro per la stesura del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in materia sportiva, che spero possa essere firmato già nella giornata di domani”, scrive in una nota il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora.

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10 Marzo 2020