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Coronavirus, Ue stanzia 232 milioni (Altre News)

Coronavirus, Ue stanzia 232 milioni

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La Commissione Europea “ha deciso di mobilitare 232 mln di euro per aiutare la lotta globale contro il coronavirus”. Lo ha annunciato il commissario europeo alla Gestione delle crisi Janez Lenarcic, in conferenza stampa a Bruxelles. “Si tratta – spiega il commissario sloveno – di un contributo dei servizi, sotto la guida dei commissari Urpilainen, Gabriel e me stesso. Di questi circa 230 mln, 114 andranno all’Oms per la preparazione globale, 15 mln andranno a Paesi partner per rafforzare la loro resilienza e preparazione al coronavirus”. Altri “100 mln di euro andranno alla ricerca per lo sviluppo di vaccini e cure che avrà un beneficio globale. Questi includono 45 mld di contributi dall’industria farmaceutica, nel contesto delle partnership tra pubblico e privato”, conclude Lenarcic.

Il comitato Ue per la sicurezza sanitaria si è riunito a Bruxelles per esaminare la situazione relativa alla Covid19 sul territorio dell’Ue. Con Lenarcic anche la commissaria europea alla Salute, Stella Kyriakides. Il comitato, istituito nel 2001, è presieduto da un rappresentante della Commissione e riunisce esperti dei ministeri della Salute degli Stati membri. Ha il mandato di rafforzare il coordinamento e la condivisione delle migliori prassi in campo sanitario e delle informazioni sulle attività di preparazione a livello nazionale. Gli Stati membri si consultano vicendevolmente, all’interno del comitato per coordinare gli interventi contro le “minacce serie alla salute di carattere transfrontaliero, inclusi gli eventi dichiarati come emergenza per la salute pubblica di livello internazionale dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, in accordo con i regolamenti internazionali in ambito sanitario”.

“La priorità dell’Ue resta il contenimento della malattia” provocata dal nuovo coronavirus Sars Cov 2. “Stiamo anche rafforzando il livello di preparazione. Abbiamo iniziato dei piani di emergenza (contingency plans, ndr) a livello Ue e forniamo sostegno agli Stati membri per le misure di emergenza”, ha detto ancora Lenarcic alla stampa, per poi complimentarsi “per la risposta pronta e professionale delle autorità italiane all’epidemia” di Covid19 emersa nel corso del weekend in alcune zone della Lombardia e del Veneto. “Abbiamo una collaborazione eccellente con l’Italia nel campo della Protezione Civile e sono fiducioso, perché l’Italia ha persone esperte ed ha le strutture per affrontare questa epidemia in maniera ben coordinata”, ha aggiunto.

“La situazione in Italia” per quanto concerne la Covid19 “desta naturalmente preoccupazione e dimostra quanto è importante che gli Stati membri siano preparati e pronti, nel caso debbano affrontare la stessa situazione”, spiega la commissaria europea alla Salute Kyriakides. “Sono stata in stretto contatto con il ministro Roberto Speranza negli ultimi giorni – continua Kyriakides – e sono stata informata che sono state prese le misure necessarie ad impedire la diffusione della Covid19. Voglio lodare le autorità italiane per aver agito in modo così rapido, efficace e trasparente, cosa quest’ultima che è molto importante”.

“Come tutti i virus – prosegue la commissaria – anche quello che provoca la Covid 19 non conosce confini. Possiamo evitare una diffusione ulteriore del virus solo se lo affrontiamo a livello globale e lavoriamo insieme, avendo come priorità la protezione dei cittadini. Abbiamo seguito la situazione in Italia molto attentamente nel corso del fine settimana. Gli sviluppi rapidi nel corso del weekend dimostrano quanto rapidamente la situazione possa cambiare”, conclude.

Coronavirus, in Cina altri 150 morti e 416 nuovi casi

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Il nuovo coronavirus continua a fare vittime in Cina, dove non si fermano i contagi. L’Organizzazione mondiale della sanità ha confermato che ieri sono morte altre 150 persone e si sono registrati 416 nuovi casi. “Oggi la missione Oms in Cina si è conclusa e ha reso noto alcune conclusioni” ha detto il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, in conferenza stampa a Ginevra. “Si è evidenziato un tasso di letalità fra il 2 e il 4% a Wuhan, e dello 0,7% fuori Wuhan”.

In tutto nel gigante asiatico sono 77.362 i casi di infezione e l’ultimo bilancio ufficiale parla di 2.618 morti. La città cinese di Wuhan, dove si è inizialmente manifestato il nuovo coronavirus, resta ’isolata’: c’è infatti un dietrofront dopo la notizia sull’allentamento per le misure di emergenza imposte per contenere la diffusione dell’epidemia. “Wuhan ritira l’annuncio di esenzione dal blocco – si legge in un tweet del Global Times – E’ stato diffuso prima dell’approvazione finale da parte dell’ufficio di comando per il controllo dell’epidemia”.

Wuhan, città con più di 11 milioni di abitanti, è ’isolata’ dal 23 gennaio, da quando alla popolazione è stato vietato uscire dall’area nel tentativo di contenere la diffusione del nuovo coronavirus. Oggi il Global Times, aveva riferito che le autorità locali avevano autorizzato le persone sinora “bloccate” che “non sono sotto sorveglianza medica o in quarantena” a lasciare la città.

Le autorità cinesi allentano le misure di emergenza imposte nella città di Wuhan, nella provincia di Hubei, focolaio dell’epidemia. Secondo il Global Times, possono lasciare la città le persone sinora “bloccate” che “non sono sotto sorveglianza medica o in quarantena”. La stessa fonte precisa che gli abitanti di Wuhan possono “uscire” dall’area, “se non contagiati da virus, per operazioni urgenti in altre città”.

Coronavirus: Corea del Sud, Corea del Nord, Iran, Iraq, Kuwait, Bahrein, Afganistan

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COREA DEL SUD – Continua a salire il numero dei contagiati in Corea del Sud a causa del nuovo coronavirus. Gli ultimi dati diffusi dal Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie (Kcdc) parlano di un totale di 833 casi confermati di contagio, 231 in più rispetto a ieri quando nel Paese è stato decretato l’allarme rosso a causa dell’epidemia che in Corea del Sud ha fatto 7 morti.

COREA DEL NORD– La Corea del Nord avrebbe messo in quarantena 380 stranieri. Lo riporta l’agenzia sudcoreana Yonhap. Dalla Corea del Nord non sono sinora arrivate notizie di contagi. “Finora in tutto il Paese sono stati messi in quarantena circa 380 stranieri e sono state rafforzate le misure di isolamento e controllo medico sulle persone rientrate da viaggi all’estero, su chi è entrato in contatto con loro e su chi mostra sintomi anomali”, ha riferito la Yonhap citando la Korean Central Broadcasting Station. Non ci sono dettagli sulle identità dei 380 stranieri, ma secondo l’agenzia sudcoreana tra loro ci sarebbero diplomatici stranieri a Pyongyang. Inoltre, stando alle notizie diffuse dalla Yonhap, circa 3.000 persone che hanno manifestato sintomi sospetti vengono “monitorate” nella provincia del Pyongan Settentrionale, vicino alla Cina.

IRAN – Sarebbero circa 50 i morti a causa del nuovo coronavirus solo nella città iraniana di Qom. Lo riporta la tv satellitare al-Arabiya rilanciando una notizia dell’agenzia semi-ufficiale iraniana Ilna che cita un deputato di Qom, Ahmad Amirabadi Farahani, critico nei confronti delle autorità. “Circa 50 persone sono morte a causa del coronavirus”, ha detto Amirabadi Farahani, parlando di dati aggiornati alla notte scorsa e sostenendo che ogni giorno a Qom muoiano dieci persone. La città, ha denunciato, è in uno “stato critico e il governo non è riuscito a controllare la diffusione del coronavirus”.
Gli ultimi dati confermati ufficialmente dalle autorità della Repubblica Islamica parlano invece di 12 morti e 64 casi confermati. L’Iran “ha risorse sanitarie a sufficienza per la battaglia contro il nuovo coronavirus”, ha sostenuto stamani il ministro della Salute, Saeed Namaki.

IRAQ – Secondo le autorità sanitarie di Najaf, si tratta di uno studente iraniano di teologia entrato in Iraq prima della chiusura dei confini con l’Iran. La frontiera è stata sigillata giovedì scorso.

KUWAIT – Primi tre casi di contagio in Kuwait. La notizia è stata confermata dalle autorità sanitarie locali, come riporta l’agenzia ufficiale Kuna. Si tratterebbe di persone che erano state in Iran. Secondo quanto confermato dal ministero della Salute del Kuwait, le tre persone sono rientrate nel Paese del Golfo dalla città iraniana di Mashhad. Una delle tre persone è un cittadino saudita.

BAHREIN – Primo caso anche in Bahrein. Secondo il ministero della Salute di Manama, si tratta di un cittadino del Bahrein che è tornato nel Paese dall’Iran. Lo riferisce l’agenzia ufficiale Bna. Secondo le autorità sanitarie di Najaf, si tratta di uno studente iraniano di teologia entrato in Iraq prima della chiusura dei confini con l’Iran. La frontiera è stata sigillata giovedì scorso.

AFGHANISTAN – Il nuovo coronavirus arriva anche in Afghanistan. Il ministero della Salute di Kabul ha confermato il primo caso nella provincia occidentale di Herat, che confina con l’Iran. Il ministro Firuzuddin Firuz ha dichiarato l’emergenza nella provincia dove ieri erano stati segnalati tre casi sospetti e ha invitato gli afghani a evitare gli spostamenti da e per Herat. L’Afghanistan, martoriato da decenni di guerre, ha anche temporaneamente chiuso il confine con l’Iran.

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25 Febbraio 2020