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CORONAVIRUS VACCINO,UE: “DOMANI CONTRATTO CON BIONTECH/PFIZER”

cms_19936/ursula_von_der_leyen.jpgCoronavirus vaccino, Ue: “Domani contratto con BionTech/Pfizer”

“Domani la Commissione europea autorizzerà un contratto per fino a 300 mln di dosi del vaccino di Biontech e di Pfizer” contro la Covid-19, “il più promettente finora”. Lo annuncia la presidente Ursula von der Leyen, via social network, confermando la previsione del responsabile Salute del Ppe nel Parlamento Europeo Peter Liese, che stamani ha detto che il contratto sarebbe arrivato “molto presto, domani o dopodomani”. Quello con Pfizer e BionTech è “il quarto contratto” di preacquisto dopo quelli siglati con AstraZeneca, Sanofi-Gsk e Johnson & Johnson e “altri seguiranno”, conclude von der Leyen.

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cms_19936/2_Min_Sanita.jpgIn Italia, 35mila nuovi casi e 580 morti

Sono 35.098 i nuovi casi di coronavirus in Italia resi noti, secondo il bollettino del ministero della Salute. Sono stati registrati altri 580 morti, che portano il totale a 42.330 dall’inizio dell’emergenza legata al coronavirus. Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 217.758 tamponi. I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 2.971, con un incremento di 122 unità.

cms_19936/BRUSAFERRO.jpgBrusaferro: “Rt cresce più lentamente”

“L’indice Rt sta crescendo più lentamente. Quasi tutte le Regioni sono a rischio alto o moderato. Violare le regole, individualmente e socialmente, comporta la difficoltà di modellare la curva e la necessità di adottare provvedimenti più restrittivi a livello sociale”. Lo ha sintetizzato il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, in conferenza stampa al ministero della Salute sull’analisi dei dati del monitoraggio regionale della cabina di regia in relazione all’emergenza coronavirus. “Ci troviamo oggi in una fase di mitigazione, ovvero una situazione in cui sono necessarie misure sociali per rallentare i contatti tra le persone e, quindi, la diffusione del virus” Sars-CoV-2. “In tutto il paese la crescita” del contagio “è molto significativa. La battaglia per interrompere la circolazione del virus e riportare i numeri ad una dimensione sostenibile per i nostri servizi sanitari passa soprattutto attraverso le scelte e i comportamenti quotidiani di ognuno di noi”, afferma.

“La triade distanziamento, mascherina e igiene delle mani è la chiave di lettura che a marzo ci ha consentito di riportare pidamente la curva ad una dimensione contenuta e in decrescita per mesi. Violare le regole, individualmente e socialmente, comporta la difficoltà di modellare la curva e la necessità di adottare provvedimenti più restrittivi a livello sociale”, dice ancora.

“L’Rt sta crescendo più lentamente: a livello nazionale siamo a 1,7, con un intervallo di confidenza di 1,5. Questo ci dice che complessivamente il Paese è in uno scenario 3. Per il controllo” della situazione Covid, “l’indice Rt deve essere sotto 1” a livello nazionale. “Tutte le regioni sono puntualmente sopra l’1, in alcuni casi sfiorano il 2: la circolazione è molto significativa e merita attenzione particolare. La situazione sta diventando più complessa, i servizi sanitari sono messi più a dura prova e in alcune situazioni la soglia del 30-40% dei posti letto è stata superata. Tutte le regioni sono classificate a rischio alto o a rischio moderato con alta probabilità di progressione verso il rischio alto. Tecnicamente ci troviamo in una fase di mitigazione, sono necessarie misure sociali per rallentare la diffusione del virus. A partire dalla settimana 28 settembre-4 ottobre abbiamo segnalato un’accelerazione e il dato di oggi censisce questa accelerazione”, prosegue.

cms_19936/Andrea_Crisanti.jpgCrisanti: “Da giugno è stato fatto poco o nulla”

“La vera sfida è come evitare la terza ondata” di Covid-19. “E se si continua su questa strada, temo sarà inevitabile”. E’ il monito di Andrea Crisanti, docente di microbiologia all’università di Padova e direttore del Laboratorio di microbiologia e virologia dell’Azienda ospedaliera di Padova, che è stato sentito oggi in videocollegamento per un’audizione informale alla Commissione Affari sociali della Camera. “Possiamo investire in tutte le terapie intensive che vogliamo, su tutti gli ospedali, ma sicuramente non fermeremo così la terza ondata”. Serve creare una strategia per bloccare la trasmissione, ribadisce il virologo che propone un modello, basato sul network testing. “Chiaramente ci vogliono figure che conoscono i sistemi complessi e sanno farli funzionare. Ci vogliono professionalità che non vedo presenti nel Cts ora. Ci vuole il contributo anche di ingegneri dei sistemi, matematici, informatici, immunologi per creare una struttura che ci porti fuori da questa epidemia”.

IL NETWORK TESTING – “A Vo’, durante l’epidemia” di Covid-19 di marzo-aprile, “si è interrotta la trasmissione di Sars-CoV-2. Noi adesso sappiamo che se avessimo fatto solo il contact tracing, avremmo lasciato circa il 60% delle persone infette a ’piede libero’, creando un ulteriore carico di infezione e dopo 20 giorni il 50% della popolazione di Vo’” Euganeo “sarebbe rimasta infetta. Il messaggio di questo studio è che il contact tracing è inefficiente, non è scalabile e non è lo strumento giusto per bloccare la trasmissione. Lo strumento giusto è il network testing. Per ogni persona infetta, cioè, bisogna testare sistematicamente tutta l’area di relazione”.

“DA GIUGNO SI E’ FATTO POCO O NULLA” – “Io penso che siamo in questa situazione perché da giugno a oggi non abbiamo fatto nulla o abbiamo fatto molto poco”. Il virologo ha portato l’esempio di Vo’ Euganeo proponendo un modello per controllare l’epidemia, basato sul ’network testing’. Ma per realizzare questo modello, fa notare Crisanti, serve “una capacità di fare test diagnostici affidabili che non si lascino scappare casi con falsi negativi; c’è bisogno di una rete informatica, in cui anche l’App Immuni trova una collocazione, che sia in grado di ricostruire i cluster in maniera spazio-temporale e prevedere le regioni che sono a rischio; e poi c’è bisogno della logistica per portare i test dove c’è bisogno”. Su questi fronti però, a detta di Crisanti, non si sarebbe fatto abbastanza nei mesi estivi.

Data:

11 Novembre 2020