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Cosa rivela il sondaggio di Confedilizia?

Circa tre italiani su quattro abitano in una casa di proprietà, tuttavia la categoria dell’immobile per la maggior parte di essi è media. L’Osservatorio del Mercato Immobiliare costituisce una rilevante fonte d’informazioni relative al mercato immobiliare nazionale, proponendosi come un utile strumento per tutti gli operatori del mercato, per i ricercatori e gli studiosi del settore immobiliare, per gli istituti di ricerca pubblici e privati, per la pubblica amministrazione e, più in generale, per il singolo cittadino.

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Gli immobili censiti rivelano che vi sono più abitazioni medie e meno case di lusso. Sono diminuite infatti le abitazioni signorili (A/1). Vi è un andamento delle nuove costruzioni sempre più orientato verso una fascia media. È vero che l’abitare si configura come un’esperienza esistenziale che trascende e completa l’esperienza della casa, e che ha a che fare sia con la natura dello spazio aperto e pubblico che con la natura delle relazioni ospitate dallo spazio stesso. L’abitare è dunque un’esperienza che ha a che fare con la natura delle relazioni tra le persone, tuttavia una casa rappresenta un bene immobiliare per la sopravvivenza, un posto dove trovare riparo ed in cui sia possibile crescere con o senza comfort. Ma vediamo come mai nel nostro Paese c’è un orientamento volto a prediligere le abitazioni di media categoria.

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Come attestano le statistiche del catasto dell’Agenzia delle Entrate,il patrimonio immobiliare italiano è in movimento, sempre più ci si sposta verso le categorie di abitazioni o in generale immobili su cui l’imposta sulla prima casa non si paga, a scapito di quelle, tendenzialmente di lusso, su cui invece tocca pagare le tasse. Secondo le ultime statistiche catastali, dopo l’aumento già registrato nel 2016, lo scorso anno sono non a caso cresciuti del 3,2% gli immobili “non idonei a produrre reddito” e quindi non soggetti ad alcuna tassa”. A beneficiare del regime di favore sono le abitazioni di tipo civile (cat. A/2), le abitazioni di tipo economico (cat. A/3), le abitazioni di tipo popolare (cat. A/4), le abitazioni di tipo ultrapopolare (cat. A/5), le abitazioni di tipo rurale (cat. A/6).

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Un altro rilevante problema che emerge dal sondaggio per conto di Confedilizia riguarda invece il numero degli immobili abbandonati al degrado, che è quasi raddoppiato, passando da 278 mila a 520 mila unità, con un balzo dell’87%. “Si tratta di immobili per i quali i proprietari non sono in grado di far fronte alle spese di mantenimento e alla abnorme tassazione patrimoniale Imu- e che raggiungono condizioni di fatiscenza per il semplice trascorrere del tempo o, addirittura, a causa di atti concreti dei proprietari, che mirano così a liberarsi almeno degli oneri che comportano”. Probabilmente una tassazione meno elevata sulle seconde case avrebbe evitato lo stato di abbandono di alcuni immobili e con essi dello spazio circostante.

Data:

19 Luglio 2018