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COSTA D’AVORIO: IL PRIMO MINISTRO ACHI SI DIMETTE

Il primo ministro Patrick Achi, nominato nel marzo 2021 dopo la morte di cancro del predecessore Hamed Bakayoko, ha presentato le proprie dimissioni insieme agli altri membri del governo presso il palazzo presidenziale di Abidjan-Plateau.

Come molti paesi del continente, la Costa d’Avorio sta affrontando l’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità che grava sul bilancio delle famiglie più povere; una situazione recentemente esacerbata dalla guerra in Ucraina. Il più grande produttore mondiale di cacao, la Costa d’Avorio, importa generi alimentari come riso e grano. Il governo ha adottato misure forti per limitare i danni e il mese scorso ha fissato un tetto massimo ai prezzi di una ventina di prodotti, come riso e zucchero.

Per di più, il paese sta affrontando la minaccia jihadista, proveniente dai confinanti Mali e Burkina Faso, nella sua porzione settentrionale, afflitta da diversi anni dalle violenze di gruppi legati ad Al-Qaeda e allo Stato Islamico. Il governo, che ha già varato un vasto piano di assistenza sociale per i giovani in queste regioni di confine, intende andare oltre e quindi ha bisogno di mobilitare fondi.

La settimana prossima dovrebbe essere nominata una nuova squadra rafforzata da una trentina di membri in più, contro i 41 di oggi, al fine di monitorare al meglio la situazione economica.

Di conseguenza il presidente Alassane Ouattara, per rafforzare l’efficacia dell’azione del governo e per tenere conto dell’attuale situazione economica mondiale, ha deciso di ridurre il numero dei ministri del governo, reindirizzando la spesa statale verso la resilienza sociale e previdenziale.

Secondo l’intelligence africana il capo dello Stato potrebbe presto annunciare la nomina di un vicepresidente, incarico previsto dalla Costituzione, ma vacante da quasi due anni. Ci si chiede a questo punto se Patrick Achi, che gode di buoni rapporti con il presidente ivoriano, possa ereditare questo incarico.

Il congresso sullo stato della Nazione, previsto nella capitale politica Yamoussoukro, a cui prenderanno parte tutti i parlamentari, sarà un’occasione per il presidente Ouattara per rimescolare le carte in tavola posizionando diversi luogotenenti: un vicepresidente, un primo ministro ed un segretario generale alla presidenza.

In Costa d’Avorio le prossimi elezioni, municipali e regionali, si terranno nel 2023, mentre le presidenziali sono previste per il 2025. La questione della successione di Alassane Ouattara si pone già nelle file del partito presidenziale, anche se il presidente non ha ancora comunicato ufficialmente la propria intenzione di candidarsi per il quarto mandato.

Il 4 aprile il deputato indipendente Antoine Assalé Tiémoko ha presentato all’Assemblea due proposte di legge, una delle quali ha suscitato molte reazioni poiché si tratta di fissare a 75 anni l’età massima di eleggibilità per le elezioni presidenziali.

La seconda invece mira a modificare il codice elettorale e a rendere più vincolante l’obbligo di dichiarare i beni degli eletti.

Se il primo testo dovesse essere adottato, potrebbe squalificare i principali leader politici del Paese, ovvero l’attuale presidente Ouattara e i suoi due predecessori, Laurent Gbagbo e Henri Konan Bédié, che alle prossime elezioni del 2025 avranno rispettivamente 83, 79 e 90 anni.

Data:

20 Aprile 2022