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Cottarelli: “Fiducia o voto dopo agosto”

Cottarelli: “Fiducia o voto dopo agosto”

cms_9314/cottarelli_28maggio_adn.jpegIl presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha affidato l’incarico di formare il governo a Carlo Cottarelli che si è riservato di accettare. Il suo ritorno al Quirinale per sciogliere la riserva e presentare la lista di ministri è atteso per questa mattina.

Ce la metterò tutta. Il presidente – ha detto l’ex commissario alla spending review dopo il colloquio con il capo dello Stato – mi ha chiesto di presentarmi in Parlamento con un programma che porti il Paese ad elezioni. Conto di presentare in tempi molto stretti la lista dei ministri al presidente della Repubblica”.

“Mi presenterò in Parlamento con un programma che in caso di fiducia – ha spiegato – includa l’approvazione della legge di Bilancio per il 2019, dopo di che il Parlamento verrebbe sciolto con elezioni ad inizio 2019. In assenza di fiducia il governo si dimetterebbe immediatamente e il suo principale compito sarebbe la gestione dell’ordinaria amministrazione e di accompagnare il Paese ad elezioni dopo il mese di agosto“.

GLI SCENARI – Elezioni, quindi, tra fine estate e inizio autunno, con la necessità di verificare come arrivare allo scioglimento delle Camere in modo da non superare i 70 giorni tra il game over della legislatura e l’apertura delle urne, probabilmente tra la seconda metà di settembre e i primi di ottobre.

“Il governo – ha assicurato il premier incaricato – manterrebbe una neutralità completa rispetto al dibattito elettorale. Mi impegno a non candidarmi per le prossime elezioni e chiederò un simile impegno a tutti i membri del governo”.

LE TENSIONI – “Negli ultimi giorni – ha continuato – sono aumentate le tensioni sui mercati finanziari, tuttavia l’economia italiana è ancora in crescita e i conti pubblici rimangono sotto controllo”. “Un governo da me guidato – ha aggiunto – assicurerebbe una gestione prudente dei nostri conti pubblici”.

“Un dialogo con l’Europa in difesa dei nostri interessi – ha affermato Cottarelli – è essenziale e possiamo fare meglio che in passato. Ma deve essere un dialogo costruttivo, nel pieno riconoscimento che, come Paese fondatore dell’Unione europea, il nostro ruolo nell’Unione resta essenziale, come resta essenziale la nostra continua partecipazione all’area dell’euro”.

AL LAVORO – Al termine della rituale dichiarazione, il premier incaricato ha lasciato il Quirinale a bordo di un taxi, così come era arrivato, per recarsi a Montecitorio dove, dopo essere stato ricevuto dal presidente della Camera Roberto Fico, ha cominciato a lavorare. Poco prima delle 15:30 si è allontanato per incontrare a Palazzo Madama la presidente Elisabetta Casellati. Entrando al Senato, ai giornalisti che gli chiedevano se ce la farà, Cottarelli ha risposto: “Vediamo”. Da quanto si apprende, non dovrebbe tenere le consultazioni tra i partiti. Il premier incaricato è poi tornato alla Camera, al lavoro nella Sala dei Busti.

A 84 giorni dal voto, infatti, domenica è tramontato l’incarico che il presidente Mattarella aveva affidato a Giuseppe Conte per la formazione di un governo M5S-Lega. Il no a Paolo Savona all’Economia ha fatto saltare tutto, generando uno scontro istituzionale senza precedenti, con i 5 Stelle che si dichiarano pronti a chiedere l’impeachment per il capo dello Stato.

Di Maio: “2 giugno manifestazione a Roma”

cms_9314/dimaio_giornalisti_fg.jpgLuigi Di Maio chiama alla mobilitazione e annuncia un “grande evento” per il 2 giugno, dando appuntamento in piazza Bocca della Verità: “Ci vediamo tutti a Roma per dire insieme che #IlMioVotoConta. Sarà la festa della Terza Repubblica”.

Quella di ieri sera è stata la notte più buia della democrazia italiana“, con “il Presidente che ha deciso di scavalcare le sue prerogative costituzionali e di non fare andare al governo una forza politica che ha preso 11 milioni di voti. Un governo che avrebbe avuto la maggioranza assoluta grazie al contratto siglato con la Lega” afferma il capo politico M5S in un video postato su Facebook.

“Al governo Mattarella ha deciso di mettere dei tecnici che non hanno mai preso un voto, guidati da Cottarelli, con la sicurezza che non avranno nessuna maggioranza in Parlamento. Quindi avremo un governo non solo non votato dal popolo, ma nemmeno dal Parlamento: un vergognoso unicum nella storia della Repubblica” dice Di Maio. Quanto all’impeachment “si può fare, serve la maggioranza assoluta del Parlamento, se la Lega non fa un passo indietro abbiamo non la possibilità ma la certezza assoluta“.

MANIFESTAZIONE 2 GIUGNO – Di Maio invita a una campagna social, al grido di ’il mio voto conta’: “So che siete incazzati, ho ricevuto migliaia di messaggi in queste ore. Non possiamo rimanere a guardare, né farci anestetizzare dai media. Dobbiamo reagire subito e con fermezza. Io oggi appenderò una bandiera italiana fuori dalla mia finestra, affinché tutti la possano vedere: vi chiedo di fare altrettanto“.

Organizzeremo anche delle manifestazioni nelle principali piazze italiane – annuncia – delle passeggiate, tutto ciò che è possibile fare pacificamente per affermare il nostro diritto a determinare il nostro futuro. Il 2 giugno, il giorno della festa della Repubblica, invito tutti a venire a Roma, dove faremo un grande evento. E’ importante farci sentire e farci vedere perché già iniziano a circolare delle bugie”.

Poi, parlando con i cronisti alla Camera dopo aver incontrato Matteo Salvini, il capo politico del M5S spiega: “Lavoriamo per far partire le commissioni parlamentari e iniziare a realizzare il contratto di governo dal Parlamento. Finché non si va al voto il Parlamento ha un’unica maggioranza, M5S-Lega, e un contratto di governo da realizzare”. “Domani – riferisce – si incontrano i capigruppo di Lega e Cinque stelle per far partire le commissioni”.

La prima cosa che chiediamo è andare al voto il prima possibile” sottolinea con i giornalisti. Anche ad agosto? “Il prima possibile”, ribadisce il leader M5S. Come 5 Stelle, aggiunge, “siamo totalmente convinti di andare avanti sull’impeachment” nei confronti del presidente Sergio Mattarella ma “aspettiamo ancora qualche giorno perché un’altra ragione per promuoverlo è che si manda alle Camere un governo che non ha la maggioranza. Una cosa assurda”.

“Sono stato un profondo estimatore di Mattarella e sono veramente deluso – rimarca ancora – Il governo del cambiamento era pronto ed è stato un atto ignobile non aver consentito” che partisse. “La verità – aggiunge – è che andrebbe messo in stato d’accusa qualche consigliere di Mattarella ma non esiste questo istituto…”.

Quanto a un’alleanza con la Lega alle prossime elezioni, è “prematuro parlarne ora” dice Di Maio.

Il leader del M5S interviene poi a ’Pomeriggio Cinque’. “L’ultimo governo votato dal popolo è stato il governo Berlusconi. Nel 2011 lo hanno buttato giù con la scusa dello spread e hanno fatto la stessa cosa con noi… – afferma – In Italia le decisioni politiche le prendiamo noi italiani o la finanza internazionale?”.

“PER L’ECONOMIA FATTI ALTRI NOMI” – “Io sono molto arrabbiato” sottolinea Di Maio, secondo il quale a Mattarella, “non andava bene nessuno che fosse come Savona. Io personalmente avevo fatto arrivare nomi alternativi – Bagnai, Siri – ma non andavano bene” perché “in passato avevano espresso posizioni critiche sull’Europa. I ministri li scelgono gli italiani o le agenzie di rating, le banche e gli altri Paesi? attacca.

LA NOTA DEL QUIRINALE – Su quest’ultima dichiarazione arriva una nota dell’Ufficio stampa del Quirinale. “Non risponde a verità – si legge – la circostanza riferita dall’onorevole Luigi Di Maio a ’Pomeriggio 5’ che al Presidente della Repubblica siano stati fatti i nomi di Bagnai e Siri come ministri dell’Economia”.

Ma Di Maio conferma “di aver fatto pervenire al Quirinale i nomi di Bagnai e Siri per uscire dall’impasse sul ministro dell’Economia”. Poi, a ’Matrix’, svela che per il Tesoro “quando abbiamo parlato a Giorgetti, lui ha detto a me e Salvini: ’se mettete me ai tavoli europei, io non ho conoscenze e competenze per avere i risultati’”.

Salvini: “Alleanza con Forza Italia? Ci penserò…”

cms_9314/salvini_durso_pomeriggio5_fb.jpgForza Italia? Siamo fuori dai Mondiali… Per quanto riguarda la politica, chiedete a Berlusconi…”. Dopo l’intervista a Di Maio, è il turno di Matteo Salvini negli studi di Pomeriggio Cinque, dove il leader leghista ha espresso incertezza sull’unità della coalizione di centrodestra in previsione della prossima tornata elettorale. “Alcune dichiarazioni di esponenti di Fi sono state spiacevoli – mi hanno detto brutto, traditore, irresponsabile, razzista – io – dice – ho tenuto salda l’alleanza anche quando mi promettevano ministeri perché non tradisco, e poi mi vomitano addosso tutto questo. Ci penserò, ti dico questo…”.

Un’alleanza col M5S? “Ora sono incazzato come un bufalo, deluso e amareggiato, vedremo… sicuramente il lavoro portato avanti in queste settimane non è stato inutile”, risponde Salvini, che spiega: “Ero partito con diffidenza, ti posso dire che abbiamo lavorato bene? Ho visto persone serie, disposte ad ascoltare e cambiare idea. Se poi questa diventerà un’alleanza di governo lo vedremo nelle prossime settimane, sicuramente siamo persone libere e senza ricatti”.

“A qualcuno in Italia – commenta poi il leader del Carroccio tornando agli ultimi eventi che hanno visto la fine dell’esperienza di governo gialloverde ancor prima del suo inizio -, ma soprattutto all’estero, un governo che rimette al centro gli italiani era sgradito. In Europa hanno bisogno di un Italia di serie b, che paga ed è schiava”.

“A me interessano i programmi, faccio parte di una coalizione”, ma gli alleati “o mi danno una mano” perché se dicono “viva l’Europa, viva la Merkel, viva le banche, come ho visto ieri, la situazione si fa difficile”, anche perché “se non cambiano alcune regole Ue andrà sempre peggio“.

“Io faccio una cosa se ne sono convinto e la studio. Non è una guerra Salvini-Mattarella“, risponde il leghista a chi gli chiede dell’impeachment proposto da Fdi e da M5S contro il presidente della Repubblica. “Caro Presidente – dice poi rivolgendosi al Capo dello Stato -, ci rivedremo tra qualche mese. Saremo di più, più forti e il governo lo facciamo“.

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Data:

28 Maggio 2018