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COVID-19:LE NEWS DE “LA PAGINA DELLA CULTURA”

I colori della cultura sono infiniti. Ricorderete che mi appellai a questa affermazione per condividere con i lettori della rubrica il mio modo di intendere il voler fare cultura. Entro, dunque, oggi nella pagina dedicata alla comunicazione per dimensionare, in un breve focus, la pandemia da Coronavirus, nel rispetto dell’informazione di servizio e coniugando le ultime evidenze scientifiche con le finalità divulgative di contesto.

1.Le misure dell’Esecutivo per contenere la diffusione

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Quanto deliberato dal Governo italiano è di dominio pubblico: analogamente agli altri euroomologhi l’Esecutivo nostrano ha dovuto adottare un provvedimento emergenziale per contenere le dimensioni della seconda ondata della pandemia. La determinazione contenuta nel DPCM del 3 novembre 2020 vuole la suddivisione del territorio nazionale in tre aree su base regionale con tre diversi livelli di rischio cui corrisponde un pari numero di colori (aree gialle, arancioni e rosse) stabiliti sulla base indicatori (fissati in 21) relativi alla completezza dei dati ricevuti dalle Regioni e Province autonome, alla stabilità della trasmissione, alla tenuta dei sistemi sanitari e alla loro resilienza. Per ciascuna area trovano applicazione misure progressivamente più severe per almeno per quattro settimane.

2. L’attuale Coronavirus trend

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Dal 3 di novembre ad oggi il rallentamento nella rapidità di crescita delle curve a livello nazionale sembra ancora poco significativo. Per correttezza espositiva riporto l’esistenza di una diffusa opinione propensa ad ammettere la decrescita della virulenza ma, con altrettanta conferenza ai dati pubblici, debbo dirvi che è opinione più diffusa il dichiarare la persistente gravità del Coronavirus trend. La seconda tesi è suffragata dalla non facile rilevabilità della sua positiva risoluzione dovuta alle molteplici variabili cui è esposta (fenomeni di saturazione delle capacità di testing e di ricovero nei reparti ordinari e nelle terapie intensive).

In base ai dati relativi all’intero Paese forniti Ministero della Salute alla data del 9 novembre risultano: 26.440 ricoverati con sintomi, di cui 2.749 in terapia intensiva, e 529.447 sono i positivi in isolamento domiciliare.

Nove Regioni hanno superato il 30% di occupazione dei letti di terapia intensiva e cinque di esse sono oltre la soglia del 50% (fonte: Infodata – Il Sole 24 ore).

3. Le dimensioni nelle varianti

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Un quadro, quello appena esposto, che obbiettivamente non appare rassicurante anche perché il virus di recente sta assumendo alcune performance. Stando, infatti, a quanto emerso da uno studio non ancora peer reviewed ha sviluppato una nuova variante genetica (N439K) che sembrerebbe – condizionale d’obbligo – dare a Sars-Cov-2 una maggiore attrattiva con i recettori cellulari e, di conseguenza, con la possibilità di evadere la risposta immunitaria (Thomson 2020).

E ancora restando nell’ambito delle evidenze inquietanti: la resistenza ad anticorpi neutralizzanti è nella nuova variante di SARS-CoV-2 nel nord della Danimarca, associata all’allevamento dei visoni che, infettati dagli esseri umani, potrebbero aver trasmesso il virus, mutato, ad almeno 12 persone.

Sappiamo che i visoni non hanno mai goduto di buona e lunga vita presso i sapiens ma addolora dover sapere a quale mattanza siano stati sottoposti. Ben oltre 15 milioni di inermi bestiole, ree di aver incontrato l’umano genere, sono state sottoposte alla soppressione (WHO 2020).

4. Le cure: quali possibilità

Evase le drammatiche notizie a potenziale ansiogeno vediamo cosa ci riservano gli studi recenti. Diversi sono gli studi sulla risposta immunitaria all’infezione pubblicati la scorsa settimana hanno dimostrato la presenza di anticorpi contro SARS-CoV-2 in campioni di siero precedenti la comparsa del virus (potrebbe essere una reattività crociata indotta dai coronavirus del raffreddore (Ng K 2020?) (Science)

cms_19929/4.jpg La pubblicazione in pre-print (ossia non ancora soggetta a revisione) dei risultati del Trial Solidarity (WHO Solidarity Trial Consortium 2020) condotto in 405 ospedali di 30 Paesi ha decretato che i quattro farmaci utilizzati fin dall’inizio della pandemia (Remdesivir, Idrossiclorochina, Lopinavir e Interferone) non hanno mostrato vantaggi relativamente a mortalità, necessità di ventilazione o durata del ricovero.

Concludo queste flash Covid news con la decisione assunta dall’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA). L’EMA non intende stabilire una soglia a priori per la valutazione dei vaccini anti-Covid-19, quando i dati delle sperimentazioni cliniche le saranno sottoposti precisando che si tratta di una posizione discostante da quella della Food and Drug Administration statunitense (FDA) che, invece, non prenderà in considerazione prodotti con un’efficacia inferiore al 50% delle persone vaccinate (Reuters Health Information).

Data:

11 Novembre 2020