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COVID ECDC:”ITALIA RESTA ROSSO SCURO”

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Covid,Ecdc:’Italia resta rosso scuro’

cms_24764/ecdc_foto.jpgL’Italia e tutta l’Europa alle prese con coronavirus e variante Omicron continuano a rimanere interamente in rosso scuro, il colore che indica il livello massimo di rischio epidemiologico per Covid-19, nella mappa pubblicata ogni giovedì dall’Ecdc, Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, e disegnata sulla base di un criterio che ora prende in considerazione, oltre al tasso di positivi sul totale dei test effettuati e del numero dei nuovi positivi ogni 100mila abitanti, anche il tasso di vaccinazione. La situazione, nell’ultimo aggiornamento diffuso dal centro con sede a Stoccolma, resta immutata rispetto a quella della scorsa settimana, quando anche l’unica regione della Romania che ancora resisteva in rosso chiaro aveva capitolato.

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cms_24764/Min_Sanita_ISS_Prot_Civ.jpgIn Italia ulteriori 75.861 contagi e altri 325 morti

Sono 75.861 i nuovi contagi da coronavirus in Italia, secondo i dati e i numeri Covid – regione per regione – del bollettino della Protezione Civile e del ministero della Salute. Si registrano inoltre altri 325 morti. Sono oltre 150mila (150.221) le vittime da inizio emergenza. Sono 683.715 (-47.569) i tamponi effettuati ieri che portano il tasso positività all’11,1%. Sono 17.354 (-578) i ricoverati con sintomi. In calo anche le persone in terapia intensiva che sono 1.322 (-28), con 83 ingressi nelle ultime 24 ore. Le persone attualmente positive sono 1.813.274 (-61.351) mentre i guariti raggiungono il totale di 9.960.136 (+137.221). Dall’inizio dell’emergenza sono 11.923.631 le persone contagiate dal coronavirus.

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I dati delle Regioni

(Bollettino Covid-19 delle ore 18,00 – 10 Febbraio 2022)

LOMBARDIA – Sono 8.395 i nuovi contagi da coronavirus in Lombardia secondo il bollettino di oggi, 10 febbraio. Registrati inoltre altri 75 morti. A Milano città i nuovi casi sono 1.044. 102.963 i tamponi effettuati, con un tasso di positività dell’8,1%, in calo rispetto a ieri quando era dell’8,9% con 9.374 nuovi casi. Secondo quanto riporta il bollettino della Regione diminuiscono anche i pazienti in terapia intensiva, oggi 182, 10 meno di ieri, e i ricoverati nei reparti Covid ordinari: 2.272, 121 meno. Sale invece il numero di decessi: sono oggi 75 (ieri 29), per un totale di 37.867 morti nella regione da inizio pandemia.

Più in dettaglio, sono 2.673 i nuovi positivi a Sars-CoV-2 nella provincia di Milano, di cui 1.044 nella città capoluogo. Segue la provincia di Brescia con 1.032 nuovi contagi. Incremento a tre cifre in tutti gli altri territori della Lombardia: Varese +714; Bergamo +780; Monza e Brianza +617; Como +579; Pavia +477; Mantova +453; Cremona +312; Lecco +210; Lodi +162 e Sondrio +129.

LAZIO – Sono 8.133 i nuovi contagi da coronavirus oggi 10 febbraio 2022 nel Lazio, secondo dati e numeri dell’ultimo bollettino Covid-19 della Regione. Si registrano altri 15 morti. A Roma 4.067 casi di positività. “Oggi nel Lazio su 20.290 tamponi molecolari e 53.143 tamponi antigenici per un totale di 73.433 tamponi, si registrano 8.133 nuovi casi positivi (+137), sono 15 i decessi (-25), 1.994 i ricoverati (-48), 191 le terapie intensive (+1) e +11.699 i guariti. Il rapporto tra positivi e tamponi è all’11%.

I casi a Roma città sono a quota 4.067″ comunica in una nota l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, al termine della videoconferenza della task-force regionale per il Covid-19, che ha presieduto da remoto e in isolamento.

PIEMONTE – Sono 4.027 i contagi da coronavirus in Piemonte oggi, 10 febbraio 2022, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione. Registrati 10 morti. I nuovi casi (di cui 3.118 dopo test antigenico) sono pari al 8,1% di 49.511 tamponi eseguiti, di cui 42.142 antigenici. Dei 4.027 nuovi casi gli asintomatici sono 3.292 (81,7%). I casi sono 3.115 di screening, 639 contatti di caso, 273 con indagine in corso

Il totale dei casi positivi diventa 938.304. I ricoverati in terapia intensiva sono 99 (-3 rispetto a ieri). I ricoverati non in terapia intensiva sono 1.794 (-83 rispetto a ieri). Le persone in isolamento domiciliare sono 77.861. I tamponi diagnostici finora processati sono 14.951.314 (+49.511 rispetto a ieri).

Sono 10, 1 di oggi, i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte. Il totale diventa quindi 12.795.

FRIULI VENEZIA GIULIA – Sono 1.936 i nuovi contagi da coronavirus in Friuli Venezia Giulia secondo il bollettino di oggi, 10 febbraio. Registrati inoltre altri 8 morti. Su 8.380 tamponi molecolari sono stati rilevati 602 nuovi contagi, con una percentuale di positività del 7,18%. Sono inoltre 14.540 i test rapidi antigenici realizzati, dai quali sono stati rilevati 1.334 casi (9,17%).

Si riducono le persone ricoverate in terapia intensiva che risultano essere 39, cosi come i pazienti ospedalizzati in altri reparti che sono 407. Lo ha comunicato il vicegovernatore della Regione con delega alla Salute Riccardo Riccardi.

CAMPANIA – Sono 7.362 i nuovi contagi da coronavirus oggi 10 febbraio 2022 in Campania, secondo dati e numeri dell’ultimo bollettino Covid-19 della Regione. Si registrano altri 20 morti. I nuovi casi di positività sono emersi dall’analisi di 56.503 test.

Dei 20 nuovi decessi, 14 sono avvenuti nelle ultime 48 ore e 6 avvenuti in precedenza, ma registrati ieri. In Campania sono 80 i pazienti Covid ricoverati in terapia intensiva, 1.270 i pazienti Covid ricoverati nei reparti di degenza.

CALABRIA – Sono 1.412 i nuovi contagi da coronavirus oggi 10 febbraio 2022 in Calabria, secondo dati e numeri dell’ultimo bollettino Covid-19 della Regione. Si registrano altri 6 morti. I 1.412 nuovi contagi sono stati rilevati su 8.531 tamponi effettuati. Sono +1.518 i guariti. In totale 1.979 decessi da inizio emergenza. Il bollettino, inoltre, registra -112 attualmente positivi, -15 ricoveri (per un totale di 356) e, infine, -2 terapie intensive (per un totale di 23).

EMILIA ROMAGNA – Sono 5.947 i nuovi contagi da coronavirus oggi 10 febbraio 2022 in Emilia Romagna, secondo dati e numeri dell’ultimo bollettino della Regione. Si registrano altri 43 morti. Nel dettaglio, dall’inizio dell’epidemia da coronavirus, in Emilia Romagna si sono registrati 1.130.327 casi di positività, 5.947 in più rispetto a ieri, su un totale di 36.306 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore, di cui 14.998 molecolari e 21.308 test antigenici rapidi.

Complessivamente, la percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti è del 16,4%. I pazienti attualmente ricoverati nelle terapie intensive dell’Emilia-Romagna sono 135 (-2 rispetto a ieri, pari a -1,5%), l’età media è di 64,2 anni. Per quanto riguarda i pazienti ricoverati negli altri reparti Covid, sono 2.180 (-62 rispetto a ieri, -2,8%), età media 74,4 anni.

PUGLIA – Sono 5.778 i contagi da coronavirus in Toscana oggi, 10 febbraio 2022, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione. Registrati 21 morti. I nuovi contagi sono stati individuati su 40.824 tamponi. I nuovi casi per provincia – Provincia di Bari: 1.600; Provincia di Bat: 408; Provincia di Brindisi: 579; Provincia di Foggia: 936; Provincia di Lecce: 1.482; Provincia di Taranto: 717; Residenti fuori regione: 35; Provincia in definizione: 21.

Le persone attualmente positive sono 101.544. I pazienti covid in ospedale ricoverati in area non critica sono 748. In terapia intensiva, invece, 68 persone.

TOSCANA – Sono 4.946 i contagi da coronavirus in Toscana oggi, 10 febbraio 2022, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione anticipato dal governatore Eugenio Giani su Telegram. “I nuovi casi registrati in Toscana sono 4.946 su 45.253 test di cui 12.891 tamponi molecolari e 32.362 test rapidi. Il tasso dei nuovi positivi è 10,93% (59,7% sulle prime diagnosi)”, scrive Giani, aggiungendo che i vaccini attualmente somministrati in Toscana sono 8.454.694 di cui 2.196.392 dosi booster.

VENETO – Sono 7.427 i nuovi contagi covid in Veneto, secondo i dati dell’ultimo bollettino. Si registrano altri 27 morti, considerando la differenza tra il totale indicato ieri dal ministero della Salute e quello presente nel bollettino diffuso oggi dalla regione. Attualmente risultano ancora positive 132.132 persone in tutta la regione.

Il totale dei positivi da inizio pandemia sale a 1.250.599, quello dei decessi a 13.480. I ricoverati nelle aree non critiche degli ospedali veneti sono 1.635, 61 in meno rispetto a ieri. Un calo si vede anche nelle terapie intensive, dove ci sono 148 pazienti (-9).

SARDEGNA – Sono 2.365 i nuovi contagi da coronavirus in Sardegna secondo il bollettino di oggi, 10 febbraio. Si registrano inoltre altri 14 morti. 1.603 i casi diagnosticati da antigenico. Sono stati processati in totale, fra molecolari e antigenici, 17.519 tamponi. I pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva sono 30 (0). I pazienti ricoverati in area medica sono 403 (-1). 31.186 sono i casi di isolamento domiciliare (+560).

ABRUZZO – Sono 1.745 i nuovi contagi da coronavirus in Abruzzo secondo il bollettino di oggi. Si registrano inoltre altri 9 morti. I nuovi casi positivi di (età compresa tra 2 mesi e 97 anni) portano il totale dall’inizio dell’emergenza – al netto dei riallineamenti – a 238.803. Dei positivi odierni, 1227 sono stati identificati attraverso test antigenico rapido. Il bilancio dei pazienti deceduti registra 9 nuovi casi (di età compresa tra 57 e 91 anni, 4 in provincia di Chieti, 2 in provincia di Teramo, 2 in provincia dell’Aquila, 1 risalente ai giorni scorsi e comunicato solo oggi dalla Asl) e sale a 2864.

Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 126304 dimessi/guariti (+4634 rispetto a ieri). Gli attualmente positivi in Abruzzo (calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti) sono 109635* (-2899 rispetto a ieri). Lo comunica l’Assessorato regionale alla Sanità precisando che nel totale sono ricompresi anche 68160 casi riguardanti pazienti persi al follow up dall’inizio dell’emergenza, sui quali sono in corso verifiche.

VALLE D’AOSTA – Sono 109 i contagi da coronavirus in Valle d’Aosta oggi, 10 febbraio 2022, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione. Registrato un morto. I nuovi casi portano il totale delle persone positive da inizio emergenza a 30.570. I positivi attuali sono 2.450 di cui 2.406 in isolamento domiciliare, 49 ricoverati in ospedale, tre in terapia intensiva. I guariti complessivi 27.598: sono 231 in più rispetto a ieri. I casi fino ad oggi testati sono 125.997, i tamponi complessivamente effettuati 452.005. Con il decesso segnalato oggi salgono a 514 le persone decedute in Valle d’Aosta risultate positivi al covid da inizio epidemia.

BASILICATA – Sono 685 i nuovi contagi da coronavirus oggi 10 febbraio in Basilicata, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19. Si registrano altri 2 morti. I nuovi casi sono stati individuati su un totale di 4.678 tamponi (molecolari e antigenici). Le persone decedute risiedevano a Baragiano e Matera. Sono state registrate 814 guarigioni. I ricoverati per Covid-19 sono 101 (+3) di cui 6 in terapia intensiva: 51 (di cui 3 in TI) nell’ospedale di Potenza; 50 (di cui 3 in TI) in quello di Matera. Nel complesso gli attuali positivi residenti in Basilicata sono circa 20.100. Per la vaccinazione, ieri sono state effettuate 2.099 somministrazioni. Finora 464.999 lucani hanno ricevuto la prima dose del vaccino (84 per cento della popolazione che ammonta a 553.254 residenti), 428.692 hanno ricevuto la seconda (77,5 per cento) e 319.985 sono le terze dosi (57,8 per cento), per un totale di 1.213.676 somministrazioni effettuate.

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cms_24764/Mascherine_all’aperto_e_al_chiuso.jpgMascherine all’aperto e al chiuso, dove c’è obbligo e cosa cambia, Rcciardi, Cartabellotta.

Mascherine all’aperto, da oggi venerdì 11 febbraio stop all’obbligo in Italia. L’ordinanza firmata dal ministro della Salute, Roberto Speranza, prevede comunque che anche in zona bianca vengano sempre portate con sé e restino obbligatorie in caso di assembramenti.

Fa eccezione la Campania: l’ordinanza del governatore Vincenzo De Luca dispone il mantenimento di obbligo di mascherina all’aperto.

Nel resto di Italia, le mascherine sono obbligatorie al chiuso fino al 31 marzo e già si guarda oltre quella data. Ma alcuni esperti avvertono: è troppo presto per eliminarle con questa circolazione del virus e la variante Omicron.

L’ORDINANZA

cms_24764/Roberto_Speranza.jpgNell’ordinanza sulle mascherine del ministro della Salute si legge che “fino al 31 marzo 2022 è fatto obbligo sull’intero territorio nazionale di indossare i dispositivi di protezione delle vie respiratorie nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private”.

Il provvedimento specifica inoltre che l’obbligo “non sussiste quando, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantito in modo continuativo l’isolamento da persone non conviventi. Sono fatti salvi, in ogni caso, i protocolli e le linee guida anti-contagio previsti per le attività economiche, produttive, amministrative e sociali, nonché le linee guida per il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici o aperti al pubblico”.

“Le disposizioni sull’uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie – prosegue il documento – sono comunque derogabili esclusivamente in applicazione di protocolli validati dal Comitato tecnico-scientifico”. Si precisa inoltre che l’uso della mascherina “integra e non sostituisce le altre misure di protezione dal contagio”.

OBBLIGO DI PORTARE MASCHERINE CON SÉ

Obbligatorio, fino al 31 marzo, portare sempre con sé la mascherina e indossarla anche all’aperto in caso di assembramento, secondo quanto prevede l’ordinanza.

“Fermo restando quanto diversamente previsto da specifiche norme di legge o da appositi protocolli sanitari o linee guida, nei luoghi all’aperto – si legge nel documento – è fatto obbligo sull’intero territorio nazionale di avere sempre con sé i dispositivi di protezione delle vie respiratorie e di indossarli laddove si configurino assembramenti o affollamenti”.

NO MASCHERINE DURANTE ATTIVITÀ SPORTIVA

Durante l’attività sportiva non è obbligatorio indossare le mascherine di protezione anti-Covid, sottolinea l’ordinanza firmata dal ministro della Salute. Il provvedimento ricorda anche che “non hanno l’obbligo di indossare il dispositivo di protezione delle vie respiratorie: i bambini di età inferiore ai sei anni; le persone con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina, nonché le persone che devono comunicare con un disabile in modo da non poter fare uso del dispositivo”.

COSA DICONO GLI ESPERTI

cms_24764/RICCIARDI_Walter_.jpgMa cosa succederà dopo il 31 marzo? “Le mascherine al chiuso dovremo tenerle almeno fino all’estate” dice Walter Ricciardi, consigliere scientifico del ministro della Salute. “Ora le togliamo all’aperto ma con la cautela di portarle con sé e, nel momento in cui anche all’aperto ci sia un assembramento o un ravvicinamento, di indossarle. Questo – ammonisce lo scienziato – non è stato enfatizzato abbastanza. Quando uno sta da solo in mezzo alla strada, al momento con questa circolazione del virus non c’è pericolo, ma nel momento in cui c’è un assembramento sì”.

“E a maggior ragione al chiuso, dove è una follia togliere le mascherine – avverte Ricciardi – perché questa variante è straordinariamente contagiosa e infettiva e, nel momento in cui c’è un soggetto suscettibile che non è vaccinato, oppure non è protetto anche se vaccinato, si prende il virus sicuramente. Quindi al chiuso non se ne parla proprio: le mascherine vanno portate ancora per un periodo di tempo”.

cms_24764/Nino_Cartabellotta,_presidente_della_Fondazione_Gimbe.jpgDi “follia” parla anche Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe. “Con il fatto che si sta avvicinando la scadenza dello stato di emergenza”, il 31 marzo, “nel dibattito scientifico e politico si stanno introducendo termini che ci convincono poco. Si parla di un virus rabbonito o di fine pandemia. Sono distorsioni della realtà molto azzardate. Si parla anche di abolizione delle mascherine al chiuso, che in questo momento mi sembrerebbe una follia” dice Cartabellotta.

Commentando i dati sull’andamento di Covid-19 relativi alla settimana 2-8 febbraio, “siamo sicuramente nella fase discendente della quarta ondata”, evidenzia, con “quasi il 30% in meno di nuovi casi settimanali. Si stanno riducendo i tassi di positività, ma bisogna aggiungere che rispetto alla settimana passata è stato fatto il 16,7% di tamponi in meno. Stanno scendendo anche le curve dei ricoveri, in maniera decisa quelli della terapia intensiva. Abbiamo però circa 2.600 morti a settimana”.

“Siamo in una fase che ci vede verso l’uscita da questa quarta ondata soprattutto grazie ai vaccini”, rimarca Cartabellotta. Osservando tuttavia che, “nonostante l’obbligo vaccinale per gli over 50, in questa fascia d’età c’è un’ulteriore discesa del numero di persone che si vaccinano per la prima volta: abbiamo il 40% in meno rispetto alla settimana precedente”. Inoltre, “nella fascia pediatrica 5-11 solo un terzo della popolazione ha fatto la prima dose. Questi dati sono il nostro Tallone d’Achille”.

cms_24764/VACCINO_quarta_dose.jpgVaccino covid, quarta dose o richiamo?

Quarta dose di vaccino anti Covid, si farà? E quando? I riflettori sono accesi oltre il booster e ci si interroga sui tempi di un’ulteriore somministrazione. “Non sarà una quarta dose, ma un richiamo che auspichiamo annuale” e “dovremo forse fraternizzare anche con quello” dice il direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Nicola Magrini, rispondendo a una domanda sulla durata dell’immunità dei vaccini, sulla quale “il dato è molto a favore, confortante”, aggiunge.

cms_24764/Nicola-Magrini-e1579189125920.jpg“L’efficacia di questi vaccini – sottolinea il Dg – è andata anche meglio del previsto”, in quanto “sono stati scoperti così in fretta. Il dato degli studi in base ai quali sono stati registrati è stato del 95% di efficacia e che è stato confermato in molti Paesi nel primo trimestre di utilizzo reale. C’è stata poi una lenta graduale perdita di efficacia nel secondo trimestre, che ci ha portato all’idea della dose booster che ormai abbiamo ampiamente fatto, anche per una variante che l’ha parzialmente ridotta. Dunque a livello globale – evidenzia – la comunità scientifica ha concordemente visto lo straordinario beneficio di questi vaccini”.

cms_24764/Nino_Cartabellotta,_presidente_della_Fondazione_Gimbe.jpgAttualmente, rileva Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, “nonostante l’obbligo vaccinale per gli over 50, in questa fascia d’età c’è un’ulteriore discesa del numero di persone che si vaccinano per la prima volta: abbiamo il 40% in meno rispetto alla settimana precedente”.

Inoltre, “nella fascia pediatrica 5-11 solo un terzo della popolazione ha fatto la prima dose. Questi dati sono il nostro Tallone d’Achille”.

cms_24764/CICCOZZI_Massimo_,_Università_Campus_Bio-Medico_di_Roma.jpgMassimo Ciccozzi, responsabile dell’Unità di Statistica medica ed Epidemiologia della Facoltà di Medicina e Chirurgia del Campus Bio-Medico di Roma, evidenzia il ruolo del Green pass nelle vaccinazioni. “Non lo toglierei già il 31 marzo – dice l’epidemiologo – aspetterei l’estate, poi verso giugno non avrà più senso avercelo. Il Green pass adesso ha ancora una funzione incentivante a fare la terza dose di vaccino, che ci dà una protezione molto più alta delle due dosi. Ma quando avremo una quarta dose di richiamo consigliata, come per l’influenza, solo per over 65 e fragili, il Green pass non serve più”.

cms_24764/Carmit-Cohen.jpgIntanto, da uno studio condotto da Carmit Cohen dello Sheba Medical Center di Ramat Gan, in Israele, e colleghi, emergono nuovi dati. “Con Omicron – spiega Cohen – i vaccinati sono meglio protetti da malattie gravi, tuttavia la quarta dose di vaccino, ora somministrata a molti over 60 e agli immunocompromessi, non sembra essere protettiva contro l’infezione.

Penso che le persone più interessanti da seguire ora siano quelle guarite da varianti precedenti e poi reinfettate e guarite da Omicron.Ipoteticamente, dovrebbero avere prestazioni anticorpali molto alte contro la maggior parte delle varianti”.

Data:

11 Febbraio 2022