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COVID, NEL MONDO PIU’ DI 5,4 MLN DI MORTI DA INIZIO PANDEMIA

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Covid, nel mondo più di 5,4 milioni di morti da inizio pandemia

Dall’inizio della pandemia nel mondo si sono registrati oltre 288,9 milioni di contagi Covid (288.996.583). Il numero di morti è salito a 5,439 milioni. E’ quanto emerge dai dati della Johns Hopkins University. A essere maggiormente colpiti sono gli Stati Uniti con 54.771.160 casi e 825.561 morti. Seguono il Regno Unito con 13.174.349 contagi e 149.250 decessi e la Francia con 10.296.909 casi e 124.839 morti.

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cms_24325/Min_Sanita_ISS_Prot_Civ.jpgIn Italia ulteriori 141.262 contagi e altri 111 morti

Sono 141.262 i nuovi contagi da coronavirus in Italia, secondo i dati e i numeri Covid – regione per regione – del bollettino della Protezione Civile e del ministero della Salute. Si registrano altri 111 morti.

Con 1.084.295 tamponi effettuati, il tasso di positività sale al 13%. Continuano ad aumentare i ricoverati con sintomi: 11.265 (+115), così come le terapie intensive, 1.297 (+37), con 135 ingressi giornalieri.

Il numero di attuali positivi supera quota un milione (1.021.607) con un incremento di 120.713. Il totale delle vittime dall’inizio della pandemia in Italia è di 137.513.

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I dati delle Regioni

(Bollettino Covid-19 delle ore 18,00 – 1 Gennaio 2022)

LOMBARDIA – Sono 37.270 i contagi da coronavirus in Lombardia oggi, 1 gennaio 2021, secondo numeri e dati covid del bollettino della Protezione Civile e del ministero della Salute. Registrati nella regione altri 37 morti, che portano il totale delle vittime a 35.095 dall’inizio dell’emergenza. Gli attuali positivi sono 284.897 (+ 32.517), mentre i dimessi/guariti sono 934.642 (+ 4.739).

LAZIO – Sono 12.345 i nuovi contagi da coronavirus nel Lazio registrati nel bollettino di oggi, 1 gennaio 2022. Registrati inoltre altri 6 morti. A Roma città i nuovi casi sono 6.752. Da lunedì la regione passerà in zona gialla. Rispetto al 1 gennaio dello scorso anno, si contano 1.598 ricoveri in meno in area medica, 152 in meno in terapia intensiva, 8.870 isolati a domicilio in meno e 17 decessi in meno. Sul fronte della campagna vaccinale, ieri sono stati somministrati 36 mila vaccini e le somministrazioni non si sono fermate nemmeno nella fascia notturna. Superata quota 11 milioni di somministrazioni totali di vaccino e 2 milioni di dosi booster pari al 42% della popolazione.

CAMPANIA – Sono 13.888 i nuovi contagi da coronavirus oggi 1 gennaio 2022 in Campania, secondo dati e numeri dell’ultimo bollettino Covid-19 della Regione. Si registrano altri 4 morti. I nuovi casi di positività sono emersi ieri dall’analisi di 132.821 test. Nel bollettino odierno diffuso dall’unità di crisi della Regione Campania sono inseriti 4 nuovi decessi, 3 dei quali avvenuti nelle ultime 48 ore e uno avvenuto in precedenza, ma registrato ieri. In Campania sono 55 i pazienti Covid ricoverati in terapia intensiva (7 in più rispetto a ieri), 686 i pazienti Covid ricoverati in reparti di degenza (+11 rispetto al dato diffuso ieri).

CALABRIA -Sono 1.230 i contagi da coronavirus in Calabria oggi, 1 gennaio 2022, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione. Registrati altri 12 morti. I nuovi casi sono stati individuati su 13.340 tamponi. Gli altri numeri: + 393 guariti, + 825 attualmente positivi, – 4 ricoverati (per un totale di 308) e, infine, terapie intensive stabili (per un totale di 28). Viene, infine, precisato che “dei 9 decessi comunicati oggi, 5 sono avvenuti a domicilio nel mese di dicembre 2021 e si è avuta notizia oggi in seguito a verifiche effettuate sulle schede Istat di morte”.

TOSCANA – Sono 14.994 i nuovi contagi registrati in Toscana secondo il bollettino di oggi, 1 gennaio 2022. Si registrano inoltre altri 4 morti. 66.723 i test effettuati, di cui 22.991 tamponi molecolari e 43.732 test rapidi. Il tasso dei nuovi positivi è 22,47% (66,4% sulle prime diagnosi). I nuovi casi sono il 3,9% in più rispetto al totale del giorno precedente. I guariti crescono dello 0,1% e raggiungono quota 300.155 (75,7% dei casi totali).

VENETO – Sono 14.270 i nuovi contagi da coronavirus in Veneto secondo il bollettino di oggi, 1 gennaio 2022. Si registrano inoltre altri 12 morti. Gli attualmente positivi nella Regione sono 103.891, il totale dei decessi da inizio pandemia sale a 12.395.

EMILIA ROMAGNA – Sono 12.255 i nuovi contagi da coronavirus in Emilia Romagna secondo il bollettino di oggi, 1 gennaio 2022. Si registrano inoltre altri 15 morti. Dall’inizio dell’epidemia, nella regione si sono registrati 549.175 casi di positività, il totale dei tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore è di 51.575. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti è del 23,7%, un valore non indicativo dell’andamento generale visto il numero di tamponi effettuati, che nei giorni festivi è inferiore rispetto agli altri giorni e soprattutto i tamponi molecolari vengono fatti prioritariamente su casi per i quali spesso è atteso il risultato positivo. Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid. Alle ore 14 sono state somministrate complessivamente 8.458.268 dosi; sul totale sono 3.610.748 le persone over 12 che hanno completato il ciclo vaccinale. Le terze dosi sono 1.383.709.

FRIULI VENEZIA GIULIA – Sono 2.331 i nuovi contagi da coronavirus in Friuli Venezia Giulia secondo il bollettino di oggi, 1 gennaio 2022. Registrati inoltre altri 12 morti. Su 9.401 tamponi molecolari sono stati rilevati 1.825 nuovi contagi, con una percentuale di positività del 19,41%. Sono inoltre 17.561 i test rapidi antigenici realizzati, dai quali sono stati rilevati 506 casi (2,88%). Lo ha comunicato il vicegovernatore della Regione con delega alla Salute Riccardo Riccardi.

PUGLIA – Sono 3.000 i nuovi contagi da coronavirus in Puglia secondo il bollettino di oggi, 1 gennaio 2022. Non si registrano invece nuovi decessi. 67.636 i test giornalieri effettuati, 27.367 le persone attualmente positive, 278 quelle ricoverate in area non critica e 31 in terapia intensiva. Per quanto riguarda i dati complessivi, sono 312.157 i casi totali nella Regione, 5.830.157 i test eseguiti finora, 277.803 i guariti e 6.987 le persone decedute.

SARDEGNA – In Sardegna si registrano oggi 891 ulteriori casi confermati di positività al Covid, sulla base di 4727 persone testate. Sono stati processati in totale, fra molecolari e antigenici, 21267 tamponi. I pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva sono 15 ( 1 in meno di ieri). I pazienti ricoverati in area medica sono 142 (4 in meno di ieri) mentre 8505 sono i casi di isolamento domiciliare ( 675 in più di ieri). Si registra il decesso di una donna di 88 anni, residente nella provincia di Oristano.

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cms_24325/Zona-gialla-italia.jpgCovid Italia e variante Omicron, altre 4 Regioni in zona gialla da domani

Il passaggio in zona gialla comporta l’obbligo di mascherina all’aperto, obbligo però che per decreto è stato successivamente stabilito per tutto il territorio nazionale. Diverso il discorso per il passaggio in zona arancione che comporta regole e misure più restrittive.

Alcune Regioni pur essendo in giallo stanno già adottando misure più restrittive relativamente ad alcune specifiche aree dei territori. L’ultima in ordine di tempo è la Calabria un’ordinanza firmata dal presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto ha stabilito che da oggi e fino al 9 gennaio 2022 passeranno in ’zona arancione’ i Comuni di Campo Calabro, Cinquefrondi, Ferruzzano, Galatro, Laureana di Borrello, Melicucco, Rizziconi, Roghudi, Rosarno, San Roberto e Taurianova, tutti nella provincia di Reggio Calabria.

Ieri il bollettino di Protezione Civile e ministero della Salute ha fatto registrare 141.262 nuovi contagi e altri 111 morti, con un tasso di positività al 13%. Buone notizie sul fronte dei vaccini: nel Report esteso sull’andamento del Covid in Italia l’Iss riferisce che l’efficacia dei vaccini anti Covid contro la malattia grave è al 97% con la dose booster.

EFFICACIA VACCINI – “L’efficacia nel prevenire la diagnosi e i casi di malattia severa – si legge – sale rispettivamente al 86,6% e al 97,0% nei soggetti vaccinati con dose aggiuntiva/booster”. “Rimane elevata l’efficacia vaccinale nel prevenire casi di malattia severa, in quanto l’efficacia del vaccino nei vaccinati con ciclo completo da meno di 90 giorni e tra i 91 e 120 giorni è pari rispettivamente al 95,7% e 92,6%, mentre cala all’88% nei vaccinati che hanno completato il ciclo vaccinale da oltre 120 giorni” è scritto nel Report.

OVER 80 – Nell’ultimo mese il tasso di ricovero nella fascia over-80 per i non vaccinati (568 per 100.000) è otto volte più alto rispetto ai vaccinati completi da meno di 120 giorni e 41 volte più alto in confronto ai vaccinati con booster, riferisce l’Iss. Il tasso di decesso nella fascia ’over 80’, nel periodo dal 5 novembre al 5 dicembre scorsi, nei non vaccinati è circa dieci volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo entro i 120 giorni e 64 volte più alto rispetto ai vaccinati con dose aggiuntiva/booster.

MINORI – Nell’ultima settimana si osserva un aumento dell’incidenza in tutte le fasce d’età: in particolare nella popolazione di età 12-19 anni e la fascia di età sotto i 12 anni. “Nella classe di età 6-11 anni si evidenzia, a partire dalla seconda settimana di ottobre, una maggiore crescita dell’incidenza rispetto al resto della popolazione in età scolare, con un’impennata nelle ultime settimane. Nell’ultima settimana si osserva anche un’impennata nell’incidenza per la classe di età 16-19 anni” spiega l’Iss.

DOSI VACCINO SOMMINISTRATE – Le dosi di vaccino anti Covid somministrate in Italia sono 111.199.243. E’ quanto emerge dal report Vaccini Anti Covid-19 del commissario straordinario per l’emergenza sanitaria aggiornato alle 19.17 di oggi. Il totale con almeno una dose è pari a 48.059.745 (88,98% della popolazione over 12), il numero di persone che hanno completato il ciclo vaccinale si attesta a 46.375.042 (85,86% della popolazione over 12) mentre il totale dose addizionale/richiamo (booster) si attesta a 19.597.153 persone (il 63,21% della popolazione potenzialmente oggetto di dose addizionale o booster che hanno ultimato il ciclo vaccinale da almeno cinque mesi).

Il totale con almeno una dose + guariti da al massimo 6 mesi è pari a 48.466.928 (89,74% della popolazione over 12). Per quanto riguarda la platea 5-11 anni, sono 312.659 i bambini con almeno una dose (8,55% della popolazione 5-11). Ad aver completato il ciclo vaccinale sono 320 (0,01% della popolazione 5-11). Il totale dei guariti è pari a 125.525 (3,43% della popolazione 5-11 guarita da al massimo 6 mesi).

QUARANTENA – Sulle nuove regole per la quarantena covid, il direttore generale Prevenzione del ministero della Salute, Giovanni Rezza, ha firmato la circolare di ’Aggiornamento sulle misure di quarantena e isolamento in seguito alla diffusione a livello globale della nuova variante Voc Sars-CoV-2 Omicron (B.1.1.529)’.

“I primi dati sull’efficacia dei vaccini nei confronti della variante Omicron” di Sars-CoV-2, si legge nella premessa della circolare, “suggeriscono che sarebbe in grado di ridurre l’efficacia dei vaccini nei confronti dell’infezione, della trasmissione e della malattia sintomatica, soprattutto in chi ha completato il ciclo di due dosi da più di 120 giorni. La terza dose riporterebbe tuttavia l’efficacia dei vaccini a livelli comparabili a quelli contro la variante Delta, conferendo una buona protezione nei confronti della malattia grave”. “Per tali ragioni – si precisa – è opportuno promuovere la somministrazione della terza dose di richiamo (booster) e differenziare le misure previste per la durata e il termine della quarantena sia in base al tempo trascorso dal completamento del ciclo vaccinale primario che alla somministrazione della dose booster”.

LE NUOVE REGOLE – Per quanto riguarda il capitolo ’Quarantena e sue modalità alternative’, il documento distingue fra “contatti stretti (ad alto rischio)” e “contatti a basso rischio”. Fra i contatti ad alto rischio si differenziano 4 gruppi.

Il primo gruppo comprende i “soggetti non vaccinati o che non abbiano completato il ciclo vaccinale primario (i.e. abbiano ricevuto una sola dose di vaccino delle due previste) o che abbiano completato il ciclo vaccinale primario da meno di 14 giorni”: per loro “rimane inalterata l’attuale misura della quarantena prevista nella durata di 10 giorni dall’ultima esposizione al caso, al termine del quale periodo risulti eseguito un test molecolare o antigenico con risultato negativo”.

Il secondo gruppo riguarda i “soggetti che abbiano completato il ciclo vaccinale primario da più di 120 giorni e che abbiano tuttora in corso di validità il Green pass: se” sono “asintomatici la quarantena ha durata di 5 giorni, purché al termine di tale periodo risulti eseguito un test molecolare o antigenico con risultato negativo”.

Il terzo gruppo comprende i “soggetti asintomatici che abbiano ricevuto la dose booster, oppure abbiano completato il ciclo vaccinale primario nei 120 giorni precedenti, oppure siano guariti da infezione da Sars-CoV-2 nei 120 giorni precedenti”: per loro “non si applica la quarantena ed è fatto obbligo di indossare dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo Ffp2 per almeno 10 giorni dall’ultima esposizione al caso. Il periodo di auto-sorveglianza termina al giorno 5. E’ prevista l’effettuazione di un test antigenico rapido o molecolare per la rilevazione dell’antigene Sars-Cov-2 alla prima comparsa dei sintomi e, se ancora sintomatici, al quinto giorno successivo alla data dell’ultimo contatto stretto con soggetti confermati positivi al Covid-19”.

Nel quarto gruppo ci sono “gli operatori sanitari”, che “devono eseguire tamponi su base giornaliera fino al quinto giorno dall’ultimo contatto con un soggetto contagiato”.

Quanto invece ai contatti a basso rischio, “qualora abbiano indossato sempre le mascherine chirurgiche o Ffp2”, secondo la circolare ministeriale “non è necessaria quarantena, ma dovranno essere mantenute le comuni precauzioni igienico-sanitarie. Se non è stato possibile garantire l’uso della mascherina, tali contatti dovranno sottostare a sorveglianza passiva”.

Poi c’è il capitolo ’Isolamento’, relativo alle persone positive a Covid-19: “Quanto ai soggetti contagiati che abbiano precedentemente ricevuto la dose booster, o che abbiano completato il ciclo vaccinale da meno di 120 giorni – si legge – l’isolamento può essere ridotto da 10 a 7 giorni, purché i medesimi siano sempre stati asintomatici, o risultino asintomatici da almeno 3 giorni, e alla condizione che, al termine di tale periodo, risulti eseguito un test molecolare o antigenico con risultato negativo”.

cms_24325/italia_covid_2.jpgCovid e Italia: il 2022 per Bassetti, Galli, Crisanti e Pregliasco

Matteo Bassetti per il 2022 ipotizza il 95% di italiani protetti dal covid a primavera. Massimo Galli auspica un vaccino ’universale’ più efficace. Andrea Crisanti solleva dubbi sulla strategia anti coronavirus. Fabrizio Pregliasco vede ancora la mascherina protagonista. Inizia il nuovo anno e il covid, complice la variante Omicron, è ancora protagonista, in Italia e non solo.

Tra previsioni e auspici, gli esperti che hanno accompagnato l’Italia nei primi 2 anni di pandemia si pronunciano ora sul 2022 tra speranze, scenari, critiche, suggerimenti.

cms_24325/Bassetti,Infettirologo.jpgBASSETTI – “Per la primavera 2022 avremo il 95% della popolazione protetta” da Covid-19, “o per via diretta perché le persone hanno fatto la malattia o indirettamente perché coperte dal vaccino. In entrambi i casi ci sarà una protezione contro la malattia grave e quindi avremo depotenziato il virus”, dice all’Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive all’ospedale Policlinico San Martino di Genova. Secondo l’esperto, non elimineremo completamente il virus “perché continueremo a conviverci. Ma un conto è affrontare un’influenza, altro è una polmonite severa come accadeva in passato”.

“I numeri sono cambiati”, osserva Bassetti che per il 2022 si dice “ottimista. Suggerisco a tutti di guardare questi numeri in forte salita con un atteggiamento riflessivo, perché i ricoveri e le malattie gravi sono nettamente inferiori rispetto alle ondate precedenti. Stiamo navigando verso l’uscita dall’emergenza”, prevede il medico.

cms_24325/massimo-galli.jpgGALLI – “Il 2022 mi auguro sia l’anno in cui riusciremo a chiudere i conti con il virus pandemico. Sarebbe molto importante, ad esempio, riuscire a disporre, in tempi ragionevolmente brevi, di un vaccino in grado di essere più efficace nei confronti di questa ultima variante circolante, l’Omicron. E sarebbe fondamentale riuscire ad estendere la vaccinazione davvero ai Paesi poveri del mondo, dove questo virus continua ad avere la possibilità di mutare”, dice Massimo Galli, già direttore di Malattie infettive all’ospedale Sacco di Milano.

” Due anni di pandemia saranno ricordati nella storia. Sono stati molto particolari e decisamente pesanti”. A fare la differenza sarebbe la vaccinazione estesa al mondo intero, “ma visto che questa cosa non è tanto semplice, temo che si dovrà ricorrere Sars-CoV-2 nelle su varianti a mano a mano che si presenteranno. Teniamo conto che questo virus ha messo in campo le varianti maggiori, in grado di sbaragliare il campo, nell’arco di meno di 12 mesi: Alfa, Delta e Omicron”.

cms_24325/Crisanti.jpgCRISANTI – “Per il 2022 non faccio previsioni. La fine della pandemia? Magari. Ma il problema sono le scelte che facciamo. Se andiamo avanti così, siamo nelle mani del processo di evoluzione del virus”, dice il virologo Andrea Crisanti. Guardando allo scenario che si prospetta per il 2022, alle ultime misure del 2021 e alla variante Omicron di Sar-CoV-2 che corre sempre più veloce facendo impennare i contagi, Crisanti ironicamente alla magnanimità del virus per il nuovo anno, spiega all’Adnkronos Salute.

Il direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell’università di Padova ieri aveva definito “non supportate dai dati” le nuove regole sulla quarantena dei contatti stretti di positivi (eliminata per i vaccinati da meno di 4 mesi o con richiamo fatto, a patto che si autosorveglino e indossino la mascherina Ffp2). Una “rinuncia al tracciamento”, per Crisanti. L’esperto aveva anche identificato come “peccato originale” il “non pensare in anticipo”, come è successo con le “terze dosi”, che a suo avviso sarebbero dovute “partire già a giugno” e avrebbero potuto “mitigare la situazione attuale”.

“Ecco perché dico che dobbiamo sperare che il virus ci grazi – conclude – e che non diventi ancora più virulento e resistente”.

cms_24325/Pregliasco.jpgPREGLIASCO – “Immagino un 2022 ancora ’in mascherina’, con la necessità cioè di continuare a rispettare il nuovo ’galateo’ anti-Covid, ma con la possibilità di una convivenza migliore col virus”, dice il virologo Fabrizio Pregliasco, docente all’università Statale di Milano. “Spero anche nell’efficacia e nella disponibilità di farmaci antivirali che serviranno in modo complementare ai vaccini” a contrastare Sars-CoV-2, dice all’Adnkronos Salute.

L’auspicio del medico per il nuovo anno “non può che riguardare quella che è la mia passione, lo studio dell’influenza – spiega – Di fatto, già con gli interventi messi in atto contro Covid-19 abbiamo compreso la necessità di una maggiore responsabilizzazione verso le malattie respiratorie. Un tempo guardavamo strano gli orientali che venivano da noi indossando le mascherine, ora ci viene chiesto di fare lo stesso” e anche per il futuro saremo chiamati a coesistere con il nuovo nemico invisibile.

Del resto “una volta con l’influenza andavamo a lavorare lo stesso”, precisa Pregliasco. “Ecco – conclude – per il 2022 confido in una nuova attenzione verso le malattie respiratorie per il peso che hanno: magari un rischio specifico basso, ma un effetto rilevante per la sanità pubblica”.

Data:

2 Gennaio 2022