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COVID:CHIUDE MEZZA EUROPA

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cms_19514/COVID_EUROPA.jpegCovid, record di casi: chiude mezza Europa

Paesi Bassi e la Catalogna hanno chiuso bar e ristoranti per un minimo di due settimane, la Repubblica Ceca e l’Irlanda del Nord anche le scuole, il Regno Unito ha introdotto il suo piano di misure restrittive a tre livelli, e la Francia potrebbe imporre il coprifuoco. “700mila nuovi casi in Europa questa settimana, 34% in più rispetto a quella precedente”, ha detto ieri l’Organizzazione mondiale della sanità, ed i governi si stanno mobilitando per tenere una seconda ondata di infezioni di Covid-19 sotto controllo.

Di seguito le misure nei principali Paesi dell’Ue.

FRANCIA – Il governo francese ha ripristinato lo stato d’emergenza sanitaria su tutto il territorio a partire dal 17 ottobre. E’ quanto si legge in un resoconto del consiglio dei ministri. Il precedente stato d’emergenza per il coronavirus era terminato il 10 luglio. Un coprifuoco di 4 settimane, a partire dalla mezzanotte tra sabato e domenica, dalle 21 alle 6 nella regione e nelle città dove “il virus circola rapidamente”, è stato poi annunciato dal presidente francese Emmanuel Macron in un intervento in tv. “La decisione che noi abbiamo preso si applicherà alla regione dell’Ile de France (quella di Parigi, ndr) e a otto metropoli: Grenoble, Lille, Lione, Aix-Marseille, Rouen, Tolosa, Montpellier, Saint Etienne. Sarà dalle 21 alle 6 e durerà quattro settimane. Noi andremo davanti al Parlamento per prolungarlo fino al primo dicembre. Sei settimane è un tempo che ci sembra utile”.

PAESI BASSI – Entra oggi in un lockdown parziale con la chiusura di bar e ristoranti per un mese, ed è in arrivo l’obbligo di indossare la mascherina nei luoghi pubblici al chiuso. Ernst Kuipers, responsabile della medicina d’emergenza, ha parlato di “una situazione più cupa” rispetto alla prima ondata, sottolineando che gli ospedali hanno già dovuto rimandare centinaia di operazioni e cancellare trattamenti medici.

SPAGNA – La Catalogna ha annunciato la chiusura da venerdì per almeno 15 giorni di bar e ristoranti nel tentativo di contenere la diffusione del coronavirus. L’annuncio è arrivato dal vice presidente della Generalitat, Pere Aragonès. Ha aggiunto che martedì prossimo verrà approvato un fondo iniziale di 240 milioni di euro per accompagnare il settore “in questo sforzo collettivo”. Madrid, la città più colpita del paese, è in parziale lockdown. Le misure restrittive includono il divieto di spostamenti non essenziali tranne che per motivi di lavoro, scolastici o sanitari.

GERMANIA – Per la prima volta da aprile i nuovi contagi nelle ultime 24 ore sono più di 5000, e sono 47 le zone dove è stata superata una media di 50 casi ogni 100mila abitanti. A Berlino e Francoforte, è già da qualche giorno che bar e ristornati chiudono entro le 23. In considerazione del numero crescente di contagi nel Paese, la cancelliera tedesca Angela Merkel nella riunione con i presidenti dei land ha discusso di un inasprimento delle regole. Al termine dell’incontro Merkel ha annunciato di aver concordato “notevoli restrizioni” sui contatti tra le persone, per prevenire la diffusione incontrollata del virus. In particolare, sono previste “limitazioni nei contatti nelle zone dove le nuove infezioni superano i 50 nuovi contagi per 1000 abitanti sia in pubblico che in privato”. La Germania, ha spiegato, è già “in una fase esponenziale” e il paese è di fronte a “un passaggio cruciale”. Merkel ha fatto appello ai cittadini, in questa “fase decisiva e critica”, affinché tutti aderiscano e seguano le regole. “Possiamo combattere questo virus”, ha detto la cancelliera sottolineando l’importanza di seguire le regole e “ridurre i contatti tra le persone’’.

PORTOGALLO – Il paese ha decretato lo “stato di calamità”, che entrerà in vigore dalla mezzanotte. Tra le misure, massimo 50 partecipanti a battesimi e matrimoni e raduni limitati a cinque persone.

IRLANDA DEL NORD – Annunciata questa mattina la chiusura delle scuole per due settimane da lunedì, pub e ristoranti per quattro. Da venerdì, restrizioni anche per funerali e matrimoni, con un massimo di 25 partecipanti consentiti. Sarà anche vietata la vendita di alcolici nei supermercati dopo le 20, e i servizi di ospitalità saranno limitati a consegne a domicilio e takeaway. Le regole saranno inizialmente in vigore per quattro settimane, prima di essere riviste. Il primo ministro Arlene Foster ha detto di essere determinata a renderle un “intervento a tempo limitato”.

REPUBBLICA CECA – Iniziato ieri un lockdown parziale di tre settimane, dopo la dichiarazione dello stato di emergenza, con la chiusura di scuole, alloggi universitari, bar e discoteche. Vietato anche il consumo di alcol in luoghi pubblici. Assembramenti al chiuso limitati a 10 persone, 20 all’aperto.

INGHILTERRA – Il primo ministro Boris Johnson ha annunciato un nuovo sistema di restrizioni a tre livelli. Il primo prevede restrizioni a livello nazionale, inclusa la chiusura di pub e ristoranti entro le 22 e il divieto di assembramenti di oltre sei persone. Il secondo livello coinvolge principalmente il nord dell’Inghilterra ed aggiunge il limite di due nuclei familiari a contatto. Il terzo livello interessa le zone più colpite, come la città di Liverpool, imponendo la chiusura di pub, ristoranti, palestre e casinò per almeno quattro settimane. Vieta anche i contatti con altri nuclei familiari.

BELGIO – Massima allerta nella capitale Bruxelles, dove bar e ristornati rimarranno chiusi per altre 3 settimane.

DANIMARCA – le restrizioni in vigore nella capitale, Copenhagen, sono state estese a tutto il paese. Chiusura di bar e ristoranti entro le 22 e obbligo di mascherina anche per i posti a sedere.

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cms_19514/Min_Sanita_ISS.jpgIn Italia oltre 7300 nuovi casi e 43 morti

Sono 7332 i nuovi casi di coronavirus in Italia. Lo rende noto il ministero della Salute. Nelle ultime ore sono stati registrati 43 decessi, che portano il totale a 36.289 dall’inizio dell’emergenza. Da ieri sono stati eseguiti 152.196 tamponi. I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 539, con un incremento di 25 unità.

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cms_19514/Andrea_Crisanti.jpgRischio lockdown prima di Natale, l’allarme dei virologi

Di giorno in giorno crescono i contagi e anche i morti per Covid. In molti tra i virologi cominciano a prospettare un possibile nuovo lockdown a dicembre.

Tra questi Andrea Crisanti, direttore del dipartimento di Medicina molecolare dell’università di Padova e del laboratorio di Microbiologia e virologia dell’azienda ospedale-università di Padova che, ospite a ’Studio24’ su Rainews24, sostiene che “potrebbe essere necessario un lockdown in Italia durante le feste di Natale per bloccare la diffusione del coronavirus e aumentare l’efficienza del tracciamento dei contagi sul territorio”. “Sono preoccupato – sottolinea – per la limitata capacità che abbiamo di bloccare la trasmissione del coronavirus sul territorio. Riusciamo a mettere in quarantena solo il 5% dei positivi”. “Le terapie intensive e i decessi da Covid-19 aumentano sempre con alcune settimane di ritardo rispetto all’aumento dei contagi. Visti i dati, ci aspettiamo quindi un incremento del loro numero nei prossimi giorni”. Crisanti non si risparmia una ’frecciatina’: “Nel Comitato tecnico scientifico manca il supporto tecnico e scientifico degli esperti del mondo accademico. Le persone che ne fanno parte hanno visto la pandemia solo in televisione e non sul campo”.

cms_19514/Pregliasco.jpgIl rischio di un secondo lockdown prima di Natale “c’è” anche per Fabrizio Pregliasco, virologo e direttore sanitario dell’Istituto Galeazzi di Milano. “Ma se prendiamo provvedimenti – aggiunge nel suo intervento a ’Non è un Paese per giovani’ su Rai Radio 2 – credo che potremmo convivere con la presenza del virus”. “E’ necessario scovare più positivi possibile, soprattutto gli asintomatici; più li controlliamo e meno contagiano” e fare tesoro del “galateo che abbiamo usato nel primo lockdown per scongiurare il secondo”. “Le terapie intensive sopra 50-60% dei posti letto è un dato che può essere considerato ’il punto di non ritorno’ – ha aggiunto – perché la situazione diventa difficile da gestire e il rischio è di passare da una crescita lineare a una esponenziale.” Le dosi di vaccino anti-Covid “arriveranno da metà del prossimo anno in una quantità disponibile per tutti”. E tra un anno come staremo? “Tra un anno avremo ancora effetti e ferite. Il virus potrà essere declassato a più gestibile e governabile anche da un punto di vista terapeutico e dell’assistenza ai pazienti”. Infine un passaggio sul vaccino antinfluenzale, “che è un’opportunità per tutti”, sottolinea Pregliasco, “ma che diventa necessario per i soggetti a rischio. Risolve in parte la diagnosi differenziale, riduce la quota di complicanze per l’influenza quindi l’impatto dei servizi sanitari e addirittura sembra che aumenti le difese immunitarie riducendo le possibilità di infezione da Covid”.

cms_19514/giorgio-palu.jpgDi diversa opinione Giorgio Palù, past president delle Società italiana ed europea di virologia. Un nuovo lockdown a Natale per fermare la corsa del virus? “Macché”, taglia corto parlando con l’Adnkronos Salute. Sottolinea come piuttosto sia arrivato il punto di “implementare il distanziamento: è l’arma più potente, e va attuata sempre. Non solo nelle scuole, ma anche nei supermercati e sui mezzi pubblici. La ragionevolezza e il buonsenso, purtroppo, non sono contagiosi. Ma questo virus sì. Valutiamo i modi per fare distanziamento”. Secondo il virologo, inoltre, “è ora di finirla con questo bollettino di guerra dei contagiati. Chiamiamoli positivi, anche perché non sappiamo se sono contagiosi oppure no”. Quello dei trasporti resta un nodo fondamentale per frenare la corsa di Covid-19 nel Belpaese. “I numeri ci dicono che ormai la curva di riproduzione virale è di tipo esponenziale: ormai è un’iperbole. E’ dunque fondamentale assicurare il distanziamento sui mezzi pubblici, dove non si è mai fatto. Se i bambini rispettano il distanziamento a scuola, ma non sugli scuolabus, sui mezzi pubblici, nei supermercati, mi chiedo che senso abbia”.

Data:

15 Ottobre 2020