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Cramarossa: «A Modugno serve una politica della concertazione»

Due legislature terminate prima del previsto, un territorio da rivalutare, cittadini in cerca di risposte ai tanti problemi e interrogativi. Il Comune di Modugno, ormai da mesi commissariato, a maggio tornerà nuovamente alle urne per scegliere, si spera in maniera continuativa, il suo nuovo primo cittadino. A rompere il ghiaccio e parlare di programmi è stato Fabrizio Cramarossa, prossimo candidato sindaco dell’area di centrosinistra, psichiatra presso il centro salute mentale di Bitonto, 45enne, padre di due bambini. Si presenta assieme a una coalizione di cui fanno parte, tra le altre sigle, anche IDV, Pianeta Solidale e Modugno in Comune. Sulla scena politica istituzionale da quattro anni, ma impegnato nel sociale da quando frequentava l’associazione “Il Dialogo” negli anni novanta, Cramarossa è entrato in consiglio comunale quattro anni fa, prima in maggioranza e poi all’opposizione con la Giunta Magrone. Raccolgo il suo pensiero all’interno del suo F-hub, un cantiere aperto nel centro storico della città, locale spartano e sobrio pronto ad accogliere tutti coloro che porteranno idee e progettualità per Modugno.

D.: Quali sono i motivi di questa scelta a candidarti come sindaco di Modugno?

cms_1859/Cramarossa.jpgR.: Provengo da una lunga militanza nell’associazionismo, tra cui anche “Città Plurale Modugno” frequentata con una forte passione civile. Oggi questa passione si è trasformata con l’esperienza: se da un lato è vero che un’amministrazione comunale si trova nel giogo del patto di stabilità che la mette nella condizione di non riuscire a dare risposte immediate alla disperazione di alcuni, dall’altro c’è la consapevolezza che un comune può attivare azioni virtuose a favore del territorio. Come per esempio mettere insieme azioni che riguardano l’assetto urbano e in generale la promozione del Territorio; può scegliere di adottare strumenti urbanistici complessi come il PUG (Piano Urbanistico Generale), all’interno del quale si può decidere quale peso dare a luoghi di pregio della città, luoghi che possono rappresentare un punto di riferimento per la cittadinanza. Il PUG quindi oltre a valorizzare i luoghi di pregio, tutelare le Lame, adottare la valutazione ambientale strategica come criterio per mitigare l’impatto ambientale dell’edilizia, serve anche a porsi di fronte a questa crisi in maniera diversa sulle strategie da adottare, in primis coinvolgendo l’impresa privata in questa logica di rinnovamento, piuttosto che stigmatizzarla.

Partiamo dal cosiddetto programma di governo.

cms_1859/palazzo_comunale.jpgPiù che di programma elettorale preferirei parlare in termini di Piano di sviluppo, strumento di pianificazione che traduce il programma elettorale in linee di governo. Seguendo i possibili obiettivi di sviluppo, abbiamo cominciato a svolgere diversi forum tematici mediante due chiavi di lettura principali: il recupero dell’identità della comunità e tutte le azioni che possono contribuire a questo scopo; il welfare, che significa anche prendersi cura della Città per fasce di bisogni (bambini e anziani) e non solo dei ceti sociali impoveriti. (n.d.r., i prossimi incontri si terranno il 18, sul tema dello sviluppo locale, e il 4 marzo sull’agricoltura)

Altro tema scottante è quello del lavoro.

cms_1859/_Tersan_Puglia-2.jpgDecine di vertenze sono aperte circa la situazione della zona industriale di Bari. Rispetto a queste vertenze un’amministrazione comunale non ha potere contrattuale, perché si rapporta con multinazionali con cui lo stesso ministero del lavoro stenta a rapportarsi. Però il ruolo di un Comune può essere quello di individuare settori dell’economia locale anticiclici come quello dell’agricoltura dove mettere insieme imprese agricole locali e di trasformazione agro-alimentari per ragionare sulla possibilità di avere prodotti autoctoni di qualità e rivalutare così, per esempio, due prodotti tipici del territorio come il cardo e il cece nero di Modugno. Associarsi ai GAL, Gruppi di Attuazione Locale, può servire a promuovere il territorio, favorire il riconoscimento IGP di alcuni prodotti locali e nello stesso tempo favorire l’ingresso anche delle imprese private non solo agricole, per coniugare questo settore di qualità con la valorizzazione dei luoghi di pregio come Balsignano per esempio, sito di assoluto pregio nazionale.

Sarà una lunga campagna elettorale, in cui non mancheranno probabilmente anche i colpi bassi. Quale sarà la tua strategia elettorale?

cms_1859/modugno_(1).jpgUna parola: credibilità, sia della persona che si presenta ai cittadini sia del progetto che si vuole portare avanti, un progetto poco intriso di vane promesse. L’idea complessiva città che si vuole trasmettere alla gente deve avere poche idee portanti di sviluppo, capaci di restituire alla Città un senso di se stessa e la fiducia di potersi scrollare di dosso il senso del brutto che l’accompagna da anni. Bisogna altresì dire in maniera chiara che una buona politica in questo momento difficilmente potrà dare risposte immediate alla disperazione vera di tanta gente. Ma di fronte a questa impotenza, l’unica risposta è quella di allargare la discussione, condividere le proposte con la Città intera, partendo dal presupposto che una ripartenza dopo una stagione difficile ha bisogno di tempo.

Data:

18 Febbraio 2015