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Crimi: “Preoccupa asse Francia-Germania su Mes” (Altre News)

Crimi: “Preoccupa asse Francia-Germania su Mes”

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“La notizia dell’accordo tra Francia e Germania che prevederebbe un pacchetto, tra cui il Mes, come strumento per fronteggiare l’emergenza Coronavirus, se da un lato non ci stupisce dall’altro ci preoccupa profondamente. Questa posizione purtroppo evidenzierebbe come non sia stato compreso o non si intenda accettare un fatto: il mondo sta cambiando radicalmente, Europa compresa”. Lo afferma il capo politico del Movimento 5 Stelle, Vito Crimi.

“È necessario – aggiunge – utilizzare strumenti nuovi, non quelli che giungono dal passato, pensati per altri scopi. Voltarsi ancora indietro, a ciò che è stato, non ci porterà da nessuna parte. Siamo fiduciosi che il presidente Conte e il ministro Gualtieri sapranno rappresentare con fermezza la posizione italiana”.

Coronavirus, Calenda: “Da Conte ’one man show’ pericoloso”

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“Non si può affrontare un’emergenza straordinaria con un assetto di Governo ordinario”. Parola di Carlo Calenda, che su Twitter torna ad attaccare la gestione dell’emergenza coronavirus da parte dell’esecutivo e, in particolare, del premier.

“Questo – aggiunge il leader di Azione – non vuol dire cambiare governo ma il modo di lavorare. Attingere a competenze e chiamare le forze migliori del paese. Il ’one man show’ di Giuseppe Conte è sbagliato e pericoloso”, accusa Calenda.

Coronavirus, Orlando: “Forse dopo crisi Sanità dovrà tornare a Stato”

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“Dopo la crisi bisognerà iniziare a ragionare, traendo una lezione da quanto successo e pensare se sia il caso di far tornare in capo allo Stato alcune competenze come la Sanità”. Lo ha detto il vice segretario del Pd Andrea Orlando durante il programma ’Petrolio’ su Rai Due. “Con 20 regioni che parlano 20 lingue diverse credo sia necessario riconsiderare l’ipotesi delle clausole di supremazia previste dalla riforma del 2016 -ha affermato Orlando-. Questo perché a seconda della qualità del sistema regionale che trovi, rischi di avere una speranza di vita differenziata. E ciò crea seri problemi di carattere costituzionale, il principio di eguaglianza salta”.

Coronavirus, Salvini: “Il Mes è un furto”

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“Il Mes, semplificando, è come un furto e a me se il furto viene portato avanti a mano armata, con il coltellino, con il cloroformio o con una botta in testa non interessa. Non mi interessa se il furto ha delle lievi condizioni, se mi feriscono tanto o poco, ma rimane pur sempre un furto”. Lo ha detto Matteo Salvini a L’intervista di Maria Latella su SkyTg24. Ogni euro che ci danno oggi dovrà essere restituito con interessi e sacrifici in via privilegiata al Mes. Questo fa rima con tassa patrimoniale, ulteriore precarizzazione del lavoro e aumento dell’età pensionabile”, ha spiegato il leader della Lega aggiungendo: “Abbiamo dato 58 miliardi e, se facciamo i bravi, accettiamo delle condizioni che saranno a carico dei nostri figli, ce ne danno indietro 36. Anche mia figlia capisce che c’è una fregatura”.

LE AZIENDE ITALIANE – “La prima richiesta che come Lega e tutto centrodestra unito abbiamo fatto al Governo e al presidente del Consiglio è di approvare la Golden Power, cioè che l’Italia possa dire no alla possibilità di acquistare da parte straniera, che può essere tedesca ma anche cinese”. “Sento che qualcuno si è dimenticato che il virus è arrivato dalla Cina, poi gli scienziati ci diranno come e perché, e che l’economia cinese è l’unica che crescerà quest’anno. Sarà una mazzata per l’economia occidentale, l’economia europea e americana ma l’economia cinese crescerà -ha aggiunto Salvini-. Non vorrei, quindi, che chi, per un motivo o per un altro, ha contagiato il mondo fosse colui che, con le sue aziende di Stato, perché la Cina non è una democrazia ma un regime comunista, andasse a comprare aziende in mezzo mondo”. “Quindi serve una Golden Power, una tutela dell’interesse strategico nazionale su Eni ma anche su tutte le migliori aziende che sono rimaste in Italia, penso alle telecomunicazioni, all’alimentare, al mobile e all’editoria. Difendere le aziende italiane anche a costo di pensare a un intervento dello Stato per proteggere i dati, il lavoro e il futuro degli italiani. Su questo siamo disposti a collaborare con chiunque”, ha specificato Salvini.

Coronavirus,Renzi: “Entro lunedì decreto liquidità”

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“Da quello che ci risulta il governo dovrebbe approvare il decreto liquidità entro lunedì”. Lo ha affermato Matteo Renzi durante una diretta Facebook, ribadendo la necessità di inserire nel provvedimento una misura che preveda per le piccole e medie imprese un credito pari “al 25 per cento del fatturato dello scorso anno” garantito dallo Stato. “Una misura che può fare la differenza, nei prossimi due giorni ci giochiamo i prossimi due anni, non costringiamo le partite Iva a fare il click day”, ha aggiunto il leader di Italia Viva.

Per Renzi è “una buona notizia” che i Cinquestelle “per la prima volta si sono dichiarati d’accordo sulla nostra proposta della commissione parlamentare di inchiesta” su quanto accaduto rispetto all’epidemia del coronavirus, “credo che sia una cosa molto importante”, ha sottolineato.

Poi l’Inps. “Stendo un velo pietoso su quello che hanno fatto all’Inps in questi giorni” ha detto il leader di Italia Viva.

Meloni: “Dietrofront Pizzarotti dopo pagliacciata”

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“Dietrofront del sindaco di Parma Pizzarotti”. Lo scrive su Facebook Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia. “Evidentemente resosi conto della pagliacciata commessa nei confronti delle famiglie in difficoltà, torna sui suoi passi e dice che la dichiarazione antifascista tramite modulo ’non vale per i bonus spesa’ e che si correggerà l’errore. La follia ideologica, almeno per ora, è stata contenuta”.

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5 Aprile 2020