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CRISI UCRAINA

L’obiettivo del Presidente francese nella sua doppia trasferta a Mosca e a Kiev è ambizioso: intestarsi l’assist decisivo per dirigere la crisi ucraina verso una soluzione diplomatica, impugnare il timone europeo per la politica estera e quindi ritornare a Parigi da vincitore pronto per il rush finale in vista delle presidenziali di inizio aprile.

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Emmanuel Macron incontra Vladimir Putin di persona al Cremlino. Loro due, circondati dai soli traduttori e pochi fidati funzionari senza delegazioni allargate, quasi a dimostrare che si tratta dell’incontro di cartello della mobilitazione diplomatica dell’ultimo mese.

In queste ore il capo dell’Eliseo ha fatto nuovamente al telefono il punto con la Casa Bianca. Joe Biden ha ribadito i suoi capisaldi: in caso di invasione scatterà l’intervento.

I primi contingenti americani hanno raggiunto i Paesi Baltici mentre il cancelliere tedesco Scholz si dice pronto a inviare truppe da Berlino.

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Per questo motivo Macron va a Mosca a chiedere di ritirare parte consistente dei soldati schierati al confine, ora la domanda è cosa offrirà in cambio. Putin chiede garanzie solide che Kiev non entri nella Nato e che si smantellino le batterie missilistiche atlantiche sul fronte orientale.

Ecco che l’Eliseo potrebbe proporre di rivedere gli accordi di Minsk cioè quelli siglati nel 2014 dopo l’annessione russa della Crimea. Riscrivere quel patto potrebbe attribuire molta più autonomia alle regioni ucraine russofone di Donetsk e Luhansk compreso il potere di opporre veti al Governo centrale a decisioni troppo filo-occidentali. Una strada che Macron vuole intraprendere e magari coronare portandola a Kiev programmando un incontro a breve tra i due Presidenti Putin e Zelensky.

Data:

8 Febbraio 2022