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CRISTO NELL’ORTO – Del pittore El Greco

cms_30005/2_1680739241.jpgOggi vi presento «Cristo nell’Orto» del pittore El Greco.

Come è intuibile, il pittore Dominikos Theotokopoulos, nasce in Grecia, sull’isola di Creta. In giovane età si trasferisce a Venezia, dove diverrà discepolo del pittore Tiziano.

Il suo dipingere non è finalizzato alla fedele resa della realtà ma rappresentazione delle grazia in essa contenuta.

Dopo un soggiorno a Roma si trasferì a Toledo, in Spagna. Considerato tra le figure di spicco del Rinascimento spagnolo.

Il Cristo nell’orto fu realizzato tra il 1597 e il 1607 per la chiesa di Santa Maria Maggiore ad Andujar, dove ancora si trova.

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Nella parte superiore si vede Gesù e un angelo, mentre gli apostoli Pietro, Giovanni e Giacomo appaiono in basso addormentati.

La preghiera nell’Orto è il momento in cui l’ombra della croce si proietta, più che sul corpo, nello spirito di Gesù. La vera passione è qui; culmine dell’accettazione della croce. I Vangeli dicono che Gesù cadde in ginocchio. Così lo rappresenta El Greco. Gesù non è più il taumaturgo davanti al quale gli uomini si prostrano, come siamo abituati a vedere, bensì l’uomo che nella sua debolezza supplica il Padre. È il momento in cui Gesù è dalla parte dell’uomo che implora, non dalla parte di Dio che ascolta.

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Si rivolge al Padre chiamandolo «Abbà», che significa «babbo», termine confidenziale e affettuoso. Esprime confidenza, consapevolezza di essere figlio amato, anche adesso, nel momento della prova.

El Greco utilizza i colori per esprimere l’interiorità dei personaggi. Gesù ha la veste rossa, colore della carità, da la vita per gli uomini e del sangue, della sua umanità. Il mantello blu, colore del cielo, della divinità, è per terra. Gesù è veramente uomo, condivide con lui fino in fondo la prova, l’angoscia. L’angelo è bianco, colore della divinità, della purezza.

I Vangeli affermano che nell’Orto degli Ulivi «Gesù è in agonia». Significa cioè il combattimento. Dal termine agonia deriva agonismo, lotta, prova, gara. Gesù è consapevole che il Padre lo ama, lo ha donato al mondo per rivelare agli uomini il suo amore. Ora però gli uomini lo respingono. El Greco esprime questo dramma con colori cupi: da una parte Gesù non vuole ritirare il suo amore, il suo dono, nemmeno se gli uomini lo rifiutano, ma nello stesso tempo prova paura, angoscia, vorrebbe sottrarsi al destino che lo attende, «Padre se puoi allontana da me questo calice». È il calice della prova che vedi nelle mani dell’angelo.

In questa prova lacerante sboccia dal cuore di Gesù la preghiera, la richiesta di aiuto. Nell’ora della crisi Gesù chiede forza per essere fedele al Padre, a sé stesso e agli uomini. Si manifesta non nei gesti della potenza, ma nel miracolo della fede nuda, dell’abbandono. Anche nell’angoscia profonda riconosce la paternità di Dio, invocandolo con confidente tenerezza: «Abbà sia fatta la tua volontà».

Gesù si rialzerà da questa preghiera drammatica con la consapevolezza che il Padre non lo abbandona mai, anche se al momento sembra solo un assurdo e spaventoso fallimento.

L’artista rappresenta Gesù a metà tra una prostrazione ed un rialzarsi. Non è un disperato o un fallito, nemmeno è un esaltato o un arrabbiato. Si abbandona fiducioso pur nella tristezza del pensiero della morte. Ecco perché l’espressione del suo volto si presta a letture differenti: prostrazione, solitudine, stanchezza … ma anche serenità, forza, calma, grande concentrazione.

Sullo sfondo si intravedono soldati con delle torce guidati da Giuda che si avvicinano per arrestare Gesù. Tra le nuvole la luna piena. Indica la Pasqua che ricorre il primo plenilunio di primavera.

In primo piano un albero spezzato e un germoglio nuovo che fuoriesce è immagine di Gesù, stroncato dal dolore e dalla cattiveria degli uomini. Da questo dolore però germoglia salvezza e possibilità di vita nuova per l’uomo.

In basso tre apostoli addormentati. Gesù li aveva pregati di vegliare e restargli vicino. Nella prova solo la preghiera dona forza per andare avanti, per non cedere alla tentazione e allo scoraggiamento. La preghiera non risparmia la prova ma da coraggio per affrontarla e non cedere.

El Greco con la sua arte e la sua vita tormentata, ti incoraggia a metterti dentro i panni del «suo» Gesù, così oppresso nel corpo ma vittorioso e lucente nel capo. Se scegli l’amore sperimenti una lotta che sì, ti condanna spesso entro spazi angusti, ma, affidandoti all’Amore che non delude, puoi partecipare pure alla sua vittoria. Il tuo corpo si batterà nelle tenebre, ma il tuo capo brillerà nella luce, non sarai sopraffatto perché l’Amore stesso ti guiderà.

Data:

6 Aprile 2023