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CRUISE COLLECTION 2024…AGAIN!

Il variopinto mondo del fashion system continua a viaggiare in giro per il mondo per assistere alle cruise collection, ma non sempre a sognare. Si parte da Dior che vola in Messico per rendere omaggio alla pittrice e poetessa, Frida Khalo per approdare con Versace a Cannes che, sulla scia del clamore del Festival del Cinema di Cannes, ha presentato la sua idea di vacanza glamour. Il viaggio fashionista, almeno per il momento, si ferma all’Isola Bella sul Lago Maggiore con la presentazione della cruise collection di Louis Vuitton. Ma se il viaggio fashionista ha un pit stop, le cruise no, e la maison Roberto Cavalli presenta la sua cruise collection con un lookbook che è un omaggio sì al DNA della maison, ma in versione più glam e contemporanea grazie al prezioso lavoro del suo direttore creativo, Fausto Puglisi.

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Riavvolgiamo il nastro e partiamo dal Messico e dalla cruise di Dior che nemmeno la pioggia sferzante ha fermato. Arriviamo a Città del Messico nel collegio di San Ildefonso dove la Khalo ha studiato e conosciuto il suo più grande e tormentato amore: Diego Rivera. La direttrice creativa, Maria Grazia Chiuri rende omaggio alle tradizioni e agli abiti messicani senza mai scadere nel folk più banale che quasi mai fa rima con chic. I tipici gonnelloni a ruota vengono decontestualizzati da ricami, pizzi, plissé, da camicie in chiffon di seta, dal velluto e dai motivi jacquard. La tradizione messicana viene portata in passerella attraverso l’huipil, la tunica tradizionale che, attraverso la canapa e la seta, acquista quell’allure parisienne tanto caro alle clienti della maison Dior. Il fil rouge della collezione è la farfalla che prende vita attraverso le stampe, le silhouette degli abiti, i ricami, gli accessori e che porta con sé un messaggio di rinascita e di metamorfosi. La farfalla non è solo l’unico esemplare di fauna celebrato dalla Chiuri, ma ci sono anche scimmie e pappagalli, animali molto popolari nella cultura messicana. Come in tutte le sue attività, anche questa volta, la direttrice creativa ha instaurato un rapporto stretto con le comunità artigianali del luogo lasciando che, attraverso il loro lavoro sui tessuti e nella creazione di ricami tradizionali, possano raggiungere una visione e un’attenzione internazionale. Maria Grazia Chiuri ha voluto fortemente incorporare il lavoro artigianale delle donne messicane nella sua collezione per dar la speranza di raggiungere un’emancipazione ancora troppo lontana. In Messico il lavoro artigianale è relegato alle donne e declassato a semplice lavoro “domestico” che ha poca attrattiva tra le più giovani. Il messaggio di Dior è quello di rendere queste antiche tecniche appetibili affinché non scompaiano nel panorama del fashion portando, attraverso sostegni economici e stage presso la sede parigina, le più giovani ad innamorarsi di questo antico e prezioso lavoro.

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Tutt’altro mood e spirito visionario è stato quello che si è respirato e visto a Cannes durante la presentazione della collezione “la Vacanza” della maison Versace, una collezione see-now-buy-now in collaborazione con la cantante pop Dua Lipa. Donatella Versace ha definito questa collezione un omaggio all’estate, stagione che adora, alla spensieratezza, alla voglia di rilassarsi a bordo piscina con un outfit super glam. La collezione “a quattro mani” ha tutto per accontentare i followers della cantante: il total black, le nuance pop come il rosa bubble, il monospalla, gli abiti a sirena, i cut-out, i sandali fetish, i polka dots, i tessuti metal, il gold, ma siamo certi che la collezione abbia incontrato il favore dei buyers e degli estimatori della maison Versace? La collezione è un rimando, mal riuscito, agli anni ’90 di Gianni Versace, ma per rendere appetibile quello che non lo era è stata chiamata una star internazionale come arma di distrazione per buyers e clienti. Anche la maison Versace resta intrappolata nella rete del cosiddetto potere di certe star che possono trascinare all’acquisto i followers, così da accontentare le esigenze di mercato e la necessità di fare utili sempre più pressanti nel fashion system. L’amarezza più grande, per la sottoscritta che ha sempre ritenuto Gianni Versace il più grande designer di sempre, è constatare come il suo lavoro e il suo genio creativo sia stato svilito solo per mero merchandising e per rincorrere bilanci più floridi.

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Il direttore creativo di Louis Vuitton, Nicolas Ghesquiere sceglie l’Isola Bella, la seconda isola più grande dell’arcipelago delle isole Borromee che si affacciano sul lago Maggiore per presentare la sua donna in versione sirena, una sirena incantatrice che esce dalle acque del lago per congiungersi con i comuni mortali. “Creature alladeriva che abbandonano le dimore acquatiche per la scoperta delle meraviglie terrestri”, questo è quanto si legge nel comunicato stampa per definire il mood della collezione resort. Anche in questo fashion show, come in quello di Dior, l’invitata non gradita è stata la pioggia incessante che ha portato gli organizzatori a far sfilare in anticipo le modelle. Le quali hanno percorso, prima i giardini botanici del palazzo Borromeo, poi l’interno del palazzo con passo più consono ad una sfilata che non all’incedere della pioggia che, nonostante i disagi, ha reso ancor più magico il fashion show. La donna-sirena di Louis Vuitton passa, senza un battito di ciglia, dall’indossare capi in tessuto scuba ad abiti in impalpabile chiffon che rievocano il movimento elegante delle onde, ma sempre con gli anfibi o le sneakers ai piedi, perché le sirene moderne corrono veloci e dei tacchi non sanno proprio che farne. I tessuti spalmati danno la sensazione di indossare l’acqua e le paillettes sugli abiti da sera sembrano squame super glam da portare con voluta nonchalance. I cinquanta outfit hanno come fil rouge l’acqua e i suoi elementi più evocativi come le ancore che dondolano dagli abiti da sera, i dettagli in corda, i colli a forma di conchiglia, i colori dolenti della laguna. Gli accessori, da sempre fiore all’occhiello della maison, sembrano sbiadire e non colpire l’immaginario collettivo.

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Come la maison Bottega Veneta, anche la maison Roberto Cavalli sceglie di far parlare la collezione cruise attraverso un lookbook, una collezione che è stata una vera scoperta di creatività e bellezza. Il direttore creativo, Fausto Puglisi continua nel solco della sottrazione e del liberare la maison delle ridondanze che avevano portato il designer, Roberto Cavalli ad imporsi a livello internazionale, ma che oggi non sarebbero in linea con il sentire del mercato. La sottoscritta non è mai stata un’estimatrice del designer Roberto Cavalli e del suo lavoro, ma da quando alle redini della maison è approdato Fausto Puglisi la linea creativa appare sorprendentemente moderna. Il designer conserva l’attitude sexy della maison utilizzando la lycra per gli abiti da sera che esaltano la silhouette, anche le stampe, su tutte quella animalier, da sempre elementi identificativi della maison, con Puglisi assumono un’aria più urban e contemporanea. La stampa di limoni e serpenti in verde e bianco che prende vita su di un abito da sera con dettagli cut-out è un manifesto all’essere sexy, ma senza eccessi. La maison, salvata nel 2019 dal miliardario Hussain Sajwani, nelle mani di Fausto Puglisi sembra avere ottime prospettive per il futuro.

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Data:

27 Maggio 2023