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Cuneo, scandalo molestie

Tutto è partito dalla denuncia dei genitori di una ragazza ai danni di un docente di 33 anni della scuola media Riberi di Caraglio, nel cuneese. L’accusa è di aver abusato della propria figlia, e di aver manifestato un interessamento particolare” verso altre ragazzine. Dopo aver effettuato le indagini, con pedinamenti e appostamenti, la Procura, nella persona del Sostituto Procuratore Francesca Lombardi, ha accusato l’uomo di aver intrattenuto rapporti sessuali anche con altre allieve. Ad aggravare la sua posizione anche le foto trovate nel cellulare del docente, ritenute sufficienti per accertarne gli abusi su diverse ragazze.

Ulteriori prove sono state trovate in altri suoi device elettronici, “il cui esame”, a dettadella Procura, “ha permesso di acquisire concreti e più circostanziati elementi di responsabilità sul reato di atti sessuali con minori ed ha condotto all’acquisizione di elementi probatori inerenti l’uso e la cessione di sostanze stupefacenti ad alcune studentesse. Sono in corso altre indagini sul conto dell’educatore, per individuare eventuali ulteriori casi di abusi commessi dall’uomo ai danni di altre adolescenti”.

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Proseguono le indagini per accertare quante alunne siano state vittime del docente. Intanto, l’uomo è stato allontanato dalla provincia di Cuneo e gli è stato imposto dal Tribunale il divieto di avvicinamento, entro i trecento metri, dai luoghi frequentati da una delle ragazze coinvolte in questa tragica vicenda.

“Sono basita. Conosco questa persona da 11 anni e non ho mai avuto segnalazioni dai genitori, né dagli insegnanti, né dagli alunni, né sentori che potessero sussistere problemi così gravi – commenta esterrefatta la dirigente scolastica Raffaella Curetti – Anzi devo dire che in tutto questo tempo, l’educatore ha assunto un ruolo di riferimento anche importante per i collaboratori della scuola. Tra l’altro, non è un insegnante, ma un assistente all’autonomia dei ragazzi disabili e lavorava sempre in presenza degli docenti. Ora faremo una riflessione con i ragazzi, nei confronti dei quali l’attenzione è stata sempre massima”.

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“La nostra preoccupazione prioritaria adesso è la tutela dei minorenni coinvolti. Di certo è una notizia che sconvolge la nostra comunità, ma non può gettare discredito sulla professionalità e l’attenzione dell’istituto comprensivo, in cui ripongo piena fiducia, così come nell’operato delle forze dell’ordine” queste le parole del sindaco Giorgio Lerda.

Su queste parole nasce la profonda riflessione sul bisogno di una maggior educazione rivolta a tutti, soprattutto agli insegnanti e ai genitori – il cui ruolo è fondamentale per gli equilibri del nucleo familiare – affinché vicende come queste cessino di verificarsi.

Data:

13 Marzo 2018