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Da Bari a Matera: un anno di viaggi di Mattarella fra gli italiani

cms_6752/mattarella_amatrice_quirinale.jpgPresidente della Repubblica, garante dell’unità del Paese come stabilito dalla Costituzione e, soprattutto, capo silenzioso apprezzato da politica e cittadini. Sempre misurato, Sergio Mattarella si conferma per questo figura istituzionale più amata dagli italiani, almeno stando all’ultimo sondaggio dell’Istituto Piepoli che lo colloca, con il 58% delle preferenze, al primo posto fra i leader che ispirano maggior fiducia negli italiani.

Un rapporto, quello fra il Capo dello Stato e i cittadini, che sembra essersi consolidato nell’ultimo anno quando, insieme a viaggi ’ordinari’ e di rappresentanza, Mattarella si è trovato a dover rappresentare idealmente l’Italia intera anche in quei territori del Paese colpiti da catastrofi naturali o gravi incidenti.

E’ il caso ad esempio del viaggio a Bari di un anno fa, in visita ai superstiti del disastro ferroviario tra Andria e Corato che ha causato la morte di 23 persone, o a Malpensa per accogliere i feretri delle vittime dell’attentato di Nizza fianco a fianco con i famigliari. O ancora gli abbracci commossi e la vicinanza, lontano da telecamere e flash, alle popolazioni devastate dal terremoto. Visite apprezzate per l’umanità e l’affetto dimostrato dal presidente, al di là del dovere istituzionale.

Nel mezzo, in un solo anno Mattarella si è mosso dal Quirinale per attraversare il mondo, dal Messico agli Stati Uniti, passando per Bulgaria, Albania, Israele, Grecia e poi ancora Cina, Russia e Argentina per incontri con presidenti e leader del pianeta.

cms_6752/Matera_Sassi_Fg4.jpgIeri Mattarella si trovava a Matera, la ’città dei Sassi’ che sarà Capitale europea della Cultura nel 2019 dove, intervenendo all’inaugurazione della Cattedra ’Jacques Maritain’ è tornato a parlare di Europa, di accoglienza, civiltà e umanità, commentando le stragi di migranti che ogni giorno si compiono nel nostro mare: “Il Mediterraneo da luogo di scambi, di cultura, di commerci, di esperienze, di costumi è in questo periodo un luogo di sofferenze, di traffici disumani, spesso di morte. Occorre – ha detto – far prevalere e riaffermare in pieno il suo carattere di legame di civiltà, come è stato prevalentemente per i secoli.

Giovani disoccupati che non cercano lavoro, Italia da record in Europa

cms_6752/bullismo_fotogramma_3-1-1480440276.jpgL’Italia si conferma la patria dei Neet, i giovani che non hanno e cercano un lavoro né sono impegnati in un percorso di studi o di formazione (Not engaged in Education, Employment or Training). Lo conferma lil rapporto 2017 Employment and Social Developments in Europe Review, diffusa oggi dalla Commissione Europea.

Nel 2016 la percentuale di giovani tra i 15 e i 24 anni nell’Ue che non erano occupati, non studiavano e non facevano stage o apprendistati, i Neet, è stata dell’11,5%, in calo a causa dei disoccupati Neet che sono andati a lavorare.

In Italia la percentuale di Neet sul totale della popolazione tra i 15 e 24 anni di età resta la più alta dell’intera Ue, al 19,9%, anche se in calo dal 21,4% del 2015 e dal 22,1% del 2014 (il picco è stato nel 2013, al 22,2%). L’Italia ha avuto il primato europeo dei Neet anche nel 2015, nel 2014 e nel 2013. Nel 2012 era stata superata dalla Bulgaria, al 21,5%, mentre il nostro Paese era al 21%. La Bulgaria oggi è al 18,2%.

Milano, immigrato accoltella agente: “Volevo morire per Allah”

cms_6752/Milano_migrante_poliziottoftg.jpgSi aggirava nei pressi della stazione Centrale di Milano brandendo un coltello. Fortunatamente è stato visto e segnalato alla Polizia che è intervenuta con due pattuglie Volanti e una in moto. Uno degli agenti che lo ha immobilizzato è stato raggiunto da un fendente che ha oltrepassato il giubbotto antiproiettile e lo ha ferito leggermente. Il poliziotto è stato trasportato in Codice verde in ospedale. Arrestato l’uomo, originario della Guinea, 29 anni, che ora si trova a disposizione dell’Autorità giudiziaria. Sarà espulso dall’Italia immediatamente dopo la fine della pena detentiva.

L’uomo, con precedenti specifici per minacce a pubblico ufficiale, lesioni personali e resistenza, è un immigrato irregolare, già colpito da un ordine di espulsione scaduto. Dopo la segnalazione della sua presenza nella zona della stazione, è stato raggiunto dagli agenti. Quelli in forza alla prima pattuglia hanno cercato di tranquillizzarlo parlandogli. Gli altri lo hanno raggiunto alle spalle e immobilizzato. E proprio nel corso di questa azione, il capopattuglia è stato ferito lievemente alla spalla destra. Mentre veniva accompagnato in Questura l’uomo ha detto di volere ’morire per Allah’. Gli investigatori al momento non si sbilanciano nell’indicare le ragioni all’origine del gesto, dal momento che sono in corso accertamenti.

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18 Luglio 2017