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DAL BRASILE ALL’ITALIA PASSANDO PER IL VENETO

Nella seconda metà del novecento, migliaia di italiani decisero di emigrare in Brasile. Attualmente possiamo considerare questa nazione come una “filiale” dell’Italia in quanto vanta una comunità di circa 30 milioni di persone. E non è un caso che i due popoli siano essi molto vicini seppur distanti tra loro.

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Gli italiani in Brasile iniziarono a coltivare le terre messe a loro disposizione con viti idonee a produrre vino per il consumo familiare… sì perché dovevano rispondere ad un bisogno prima ancora che economico, affettivo, avendo lasciato nel “bel paese” usi, costumi, tradizioni, affetti, avevano bisogno di sentirsi vicino e sognare un giorno di poter tornare in patria. Crearono città chiamandole con nomi che evocassero la propria origine come Nova Venécia, Nova Bassano, ecc. Iniziarono a creare comunità, oggi divenute cooperative di grande produzione vinicola, dove potersi ritrovare per intonare canti, dialogare, creare nuovi stili di vita. In pratica ebbero la possibilità di plasmare il territorio per poterlo far diventare il proprio futuro. Erano intenzionati a sviluppare qualcosa che potesse diventare la loro piccola Italia, nella quale ritrovarsi un giorno con i propri affetti lasciati a migliaia di chilometri di distanza ed anche per dare un senso di costruzione a ciò che era stata la loro volontà di partire verso l’ignoto. Sulla facciata del palazzo della civiltà italiana, conosciuto anche come Colosseo Quadrato, che si trova all’EUR, a Roma, è impressa questa frase: un popolo di poeti di artisti di eroi di santi di pensatori di scienziati di navigatori di trasmigratori.

cms_29893/1.jpgDevo dire che fa un certo effetto se collego questa frase a ciò che hanno costruito a distanza i nostri concittadini. Si sviluppa un senso di composta riconoscenza considerata la nostra confort zone nella quale viviamo. Pensare di partire senza un vero obiettivo, abbandonando tutto e tutti sapendo che forse non torneremo mai indietro, rende l’idea di quello che è stato. Il 41% degli emigranti proveniva dalla regione Veneto ed infatti non era inusuale sentire parlare il dialetto locale quasi per far finta che la vita non aveva subito variazioni così importanti. Tutt’ora questo dialetto è in uso.

Ben presto le conoscenze viticole, al seguito degli emigranti italiani, ebbero il sopravvento iniziando a creare vini destinati al commercio. Ora il Brasile è 14° nella produzione mondiale di vino e le zone di Rio Grande do Sul e Santa Catarina sono i territori dove si concentra la grande produzione. Il 90% delle aziende produttrici hanno qualche legame con l’Italia ma non mancano situazioni più complesse che interessano più la sfera affettiva che produttiva. E’ il caso di Patricia Siviero, nata in Brasile da genitori italiani. Ad un certo punto della sua vita sente il bisogno di appagare la sua conoscenza delle origini pertanto torna in Italia per scoprire il suo passato. Ricorda con chiarezza un momento della sua famiglia tramandato nei racconti, “era giunta l’ora di salire a bordo, io stavo con mio padre, si diresse verso la passerella e si fermò qualche istante prima di posare il piede lasciando il suolo italiano, forse per sempre, mi guardò e riprese il primo passo… sussurrò… attraversiamo”

Scopre la storia della sua famiglia e decide di fermarsi per rendere omaggio al nonno Americo, creando un prosecco in zona Valdobbiadene che dedicherà a lui, dando origine inconsapevolmente ad un legame forte tra le due nazioni.

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Il vino unisce i popoli; mai, come ora, questa frase ha un senso pieno. Grazie al Brasile, grazie all’Italia ma, soprattutto, grazie ai nostri concittadini che hanno superato momenti di assoluto sconforto supportati dall’unico obiettivo di sentirsi fieri in terra straniera, ringraziando l’accoglienza avuta da questo paese a cui hanno donato la fatica delle proprie braccia per il bene futuro.

Non entro nel merito della qualità dei prodotti creati perché soltanto per la storia rappresentata… abbiamo già molta qualità in bottiglia.

Buona degustazione.

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Data:

28 Marzo 2023