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Dal Pil al deficit, i numeri del Def

Dal Pil al deficit, i numeri del Def

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Attuazione del reddito di cittadinanza, riforma delle pensioni e flat tax per le Pmi. Sterilizzazione dell’aumento dell’Iva, sconti alle imprese che assumono giovani, rilancio degli investimenti pubblici e promozione dei settori chiave. Sono i punti principali che saranno contenuti nella prossima legge di Bilancio, illustrati nella nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (Def). Per mettere in campo nuove misure servono risorse e, allo stesso tempo, le novità che saranno introdotte produrranno effetti sui conti pubblici. Così per attuare il reddito di cittadinanza e la riforma delle pensioni occorre agire sul deficit ma, grazie a questi interventi, sarà possibile far crescere il prodotto interno lordo oltre le stime attuali.

Si tratta di un ’’ambizioso programma’’ che punta a ridurre la povertà in Italia, afferma il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, nell’introduzione della Nadef. Il programma verrà attuato con ’’gradualità’’ in modo da consentire di combinare in una strategia coerente ’’le istanze di cambiamento e le aspettative degli italiani con i vincoli economici e finanziari’’, assicura il ministro. Nel complesso, le risorse previste per reddito di cittadinanza, centri per l’impiego e pensionamenti anticipati assommano in media a circa lo 0,9% del Pil annuo (pari a 15,3 miliardi) nel periodo 2019-2021. Ma quali saranno gli effetti degli interventi contenuti nella legge di bilancio sull’economia del Paese?

PIL– La crescita del prodotto interno lordo, che quest’anno si ferma all’1,2%, nel 2019 salirà dell’1,5% e quello successivo dell’1,6%, mentre nel 2021 tornerà a calare, segnando un +1,4%. In valori assoluti il Pil, utilizzato per calcolare le percentuali degli indicatori di finanza pubblica, passa da 1.767,6 miliardi di quest’anno a 1.816,1 miliardi nel 2019; nel 2020 si attesta a 1.866,7 miliardi e nel 2021 1.915,6 miliardi.

DEFICIT – Il deficit, che quest’anno si attesta all’1,8%, nel 2019 salirà al 2,4% per poi scendere al 2,1 l’anno successivo e tornare all’1,8% nel 2021.

DEBITO – Per il debito si conferma il trend discendente che parte dal 130,9% di quest’anno per passare al 130% il prossimo, e poi al 128,1% nel 2020 e al 126,7% nel 2021.

RISORSE – Il saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato di competenza, si afferma nella Nadef, potrà aumentare fino a 68,5 miliardi di euro nel 2019, 56,5 miliardi nel 2020 e 45,5 miliardi nel 2021. Il corrispondente saldo netto da finanziare di cassa potrà aumentare fino a 147 miliardi di euro nel 2019, 110,5 miliardi nel 2020 e 96 miliardi nel 2021.

INVESTIMENTI – Si prevede un aumento degli investimenti pubblici rispetto allo scenario tendenziale, che supera 0,2 punti di Pil nel 2019 e cresce più di 0,3 punti nel 2021. Questo programma porterà gli investimenti pubblici dall’1,9 per cento del Pil stimato per quest’anno al 2,3 per cento nel 2021.

SALDO PRIMARIO – Il saldo primario, cioè la differenza tra le entrate e le spese delle amministrazioni pubbliche al netto della spesa per interessi, dall’1,8% di quest’anno scenderà all’1,3% il prossimo, per poi tornare a salire all’1,7% e al 2,1% rispettivamente nel 2020 e 2021.

DISOCCUPAZIONE – La disoccupazione, che quest’anno si attesta al 10,6%, nel prossimo triennio registrerà un calo costante passando dal 9,8% al 9,1% per terminare, nel 2021, all’8,6%.

OCCUPAZIONE – Cresce l’occupazione, che per quest’anno è stimata al 59%, dal 59,5% del 2019 al 60% del 2020, per finire al 60,6% nel 2021.

EFFETTI MANOVRA – La manovra avrà importanti effetti positivi sulla crescita che, secondo le stime, porteranno a un incremento del pil pari a 0,6 punti percentuali nel 2019, di 0,5 punti percentuali nel 2020 e di 0,3 punti nel 2021.

Reddito di cittadinanza, a chi spetta

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C’è anche il reddito di cittadinanza nella prima manovra targata M5S-Lega. Il governo infatti, stando alla Nota di aggiornamento al Def arrivata in nottata alle Camere, stanzierà 10 miliardi per finanziare il sussidio statale e la pensione di cittadinanza, entrambi cavalli di battaglia del M5S, ed il potenziamento dei centri per l’impiego. Il nuovo contributo, la cui durata non è ancora stata specificata, ammonterà a 780 euro mensili e sarà rivolto a circa 6,5 milioni di italiani che vivono sotto la soglia di povertà (cifra calcolata dall’Istat).

In particolare, il reddito di cittadinanza sarà destinato a chi è senza lavoro o in stato di indigenza e che rispetta determinati requisiti: essere cittadini italiani, aver compiuto almeno 18 anni, essere disoccupati o percepire un reddito considerato al di sotto della soglia di povertà. Il contributo, dunque, sarà riservato ai soli cittadini italiani e a chi risiede in Italia da almeno 10 anni. Ma il suo importo non sarà uguale per tutti.

Il reddito di cittadinanza potrebbe variare, infatti, in base ai componenti del nucleo familiare mentre chi ha qualche forma di entrata dovrebbe avere solo un’integrazione. “Chi ha un reddito di 500 euro, ad esempio, ne percepirà 280 euro; chi ha un reddito di 200 euro ne percepirà 580…chi ha un reddito pari a zero percepirà 780 euro”, ha spiegato il vicepremier Luigi Di Maio.

Dovrebbe percepire solo una parte del sussidio anche chi, pur privo di reddito, risulta proprietario di un appartamento. Agli intestatati di una casa, infatti, dovrebbe essere scalato il cosiddetto ’affitto imputato’, “circa 400 euro”, ha sottolineato ancora Di Maio, ovvero “l’equivalente dell’affitto” calcolato in base ai prezzi di mercato.

Avere diritto al sussidio imporrà inoltre il rispetto di alcune regole, pena l’esclusione. Tra queste, l’iscrizione al centro per l’impiego, la partecipazione a progetti di utilità sociale organizzati dal Comune di residenza per un massimo di 8 ore settimanali e soprattutto l’accettazione di uno fra i primi tre lavori offerti dal centro per l’impiego. Rifiutando tre offerte, infatti, i cittadini saranno esclusi dal sussidio.

Verona, passa mozione antiaborto. Sì anche dal Pd

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Il Consiglio comunale di Verona ha approvato, con 21 voti favorevoli e 6 contrari, la mozione a firma del consigliere della Lega Alberto Zelger che, in occasione del 40° anniversario dell’entrata in vigore della legge 194 del 1978, impegna il sindaco e la giunta a sostenere iniziative per la prevenzione dell’aborto con “l’inserimento nel prossimo assestamento di bilancio di un congruo finanziamento ad associazioni e progetti che operano nel territorio del Comune di Verona; la promozione del progetto regionale ‘culla segreta’, stampando e diffondendo i suoi manifesti pubblicitari nelle Circoscrizioni e in tutti gli spazi comunali; a proclamare ufficialmente Verona ‘città a favore della vita’“. “Alcuni punti della legge – sottolinea il consigliere Zelger – sono stati in gran parte disattesi, nonostante le numerose iniziative pubbliche dell’assessorato alla Sanità del Veneto per evitare che l’aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite. Per questo, si ritiene che anche il Comune debba adoperarsi per la diffusione di una cultura di accoglienza della vita”.

Tra i 21 voti a favore della mozione, sottoscritta anche dal sindaco Federico Sboarina, c’è stato anche quello della capogruppo del Pd Carla Padovani. Una scelta criticata decisamente dal segretario veneto Dem, Alessandro Bisato: “La destra a Verona ci riporta al Medioevo, con una mozione in consiglio comunale che dichiara la città a favore della vita e implicitamente contro le donne”. Bisato si dice “allibito dall’iniziativa della Lega e della maggioranza a Verona la cui enfasi a favore della maternità si esprime auspicando azioni che puntano esclusivamente a limitare la libertà e il diritto di autodeterminazione delle donne”.

“Si tratta di un attacco esplicito alla legge 194 – rimarca Bisato – e, mentre in tutto il Veneto i consultori sono sotto dotati in termini di risorse umane e finanziarie, la maggioranza a Verona suggerisce azioni che prevedono il congruo finanziamento a soggetti antiabortisti: limitazione all’uso di anticoncezionali, ostacolo all’accesso alla procreazione assistita e spinta all’obiezione di coscienza, quando è dimostrato che (specie in Veneto) il numero di obiettori impedisce di fatto l’accesso all’aborto”. “Questa – conclude il segretario regionale – è la posizione ufficiale del Partito Democratico Veneto sulla vicenda al di là di qualsiasi presa di posizione personale”.

Divampa la polemica. “Con chiarezza: la legge 194 a difesa delle donne e della maternità consapevole non si tocca – scandisce il segretario dem Maurizio Martina – Chi vuole ricacciare il Paese nel passato degli aborti clandestini deve sapere che tutto il Pd si è battuto e si batterà sempre per difendere questa conquista di civiltà a tutela della libertà e della salute delle donne. Non può esserci nessuna ambiguità su questo punto tanto più oggi di fronte alle provocazioni di alcuni esponenti della maggioranza di governo che immaginano per l’Italia un ritorno al Medioevo”.

“Credo che gli organismi di garanzia debbano avviare le procedure per espellere la capogruppo al consiglio comunale di Verona. Il suo voto è contro i valori del nostro partito e contro decenni di lotte delle donne” scrive su Twitter Andrea Orlando.

Critico il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. “Così non va – afferma in una nota – Non si procede con colpi di mano ideologici su temi così delicati. Non si rispetta la vita se non si rispettano le scelte delle donne, soprattutto quando sono difficili come lo è quella di interrompere una gravidanza. L’Italia ha una legge seria, la 194, che va applicata”.

“Speriamo che nel frattempo sostengano altrettanto, finanziariamente, le associazioni che promuovono idee e culture diverse” commenta all’Adnkronos Emma Bonino. “C’è sempre stato nel nostro Paese un filone anti aborto. Hanno l’assoluta libertà, purché non sparino menzogne, di divulgare le loro tesi – osserva – ma anche le associazioni che hanno idee diverse ricevano lo stesso sostegno”.

Nubifragial Sud. A Lamezia, morti mamma e figlio

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Due vittime per la violenta ondata di maltempo che sta colpendo la Calabria. La donna dispersa da giovedì sera insieme ai suoi due figli nella zona di Lamezia Terme, colpita dal maltempo, è stata trovata morta insieme a uno dei due bimbi, di 7 anni. I corpi delle due vittime sono stati trovati in un torrente tra i comuni di San Pietro a Maida e San Pietro Lametino. Disperso l’altro figlio le cui ricerche vanno avanti e proseguiranno tutta la notte.

Sul posto un centinaio di vigili del fuoco impegnati nelle ricerche, rese difficoltose anche dai temporali, che continuano. I pompieri, che hanno installato un posto di comando avanzato sulla zona, stanno svuotando alcune vasche di raccolta acque per verificare la possibile presenza del corpo del bimbo. A supporto sono intervenute anche squadre da Salerno e da Benevento.

CROLLA PONTE – Sulla strada provinciale 19, nel comune di Curinga (Catanzaro), è crollato il ponte delle Grazie. La zona è stata colpita duramente dal maltempo la notte scorsa. Sulla stessa strada due vetture sono rimaste coinvolte in uno smottamento: nessuno è rimasto ferito.

CRITICITA’ – Ancora criticità in molti comuni della Calabria dove continuano gli interventi dei vigili del fuoco a causa del maltempo. Nel catanzarese problemi permangono nel lametino. Nel comune di San Vito sullo Ionio proseguono le operazioni di messa in sicurezza del torrente Scorzone. E’ stata evacuata una famiglia di quattro persone perché l’abitazione era invasa da fango e detriti, dunque inagibile. E’ stato richiesto l’intervento dell’elicottero dei vigili del fuoco per il trasferimento di una persona in dialisi da Polia a Catanzaro a causa di una frana sulla strada provinciale che di fatto ha interrotto la viabilità. A Siderno le forti raffiche di vento hanno divelto il tetto di un’abitazione mentre a Reggio Calabria, a causa del forte vento, si sono registrati interventi per alberi divelti e cornicioni pericolanti.

ALLERTA ROSSA – Sulla base delle previsioni disponibili, il dipartimento della Protezione civile d’intesa con le Regioni coinvolte ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse. L’avviso prevede dal primo mattino di oggi, il persistere di precipitazioni, anche a carattere di rovescio o temporale, su Calabria, Basilicata e Puglia, con fenomeni più intensi e precipitazioni, anche abbondanti, sulle aree ioniche. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento”.

Sulla base dei fenomeni previsti e in atto, “è stata valutata per la giornata di oggi allerta rossa sui Bacini del Lato e del Lenne in Puglia e allerta arancione sulla Puglia meridionale, sul settore ionico della Basilicata, sulla Calabria. Allerta gialla, invece, sull’area costiera centro-meridionale della Toscana, sull’Umbria, sul Lazio, sull’Abruzzo, su gran parte della Campania, sul resto della Basilicata, sulla Puglia settentrionale, sul versante ionico e su quello occidentale della Sicilia, sulla Sardegna”.

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6 Ottobre 2018