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DALL’UCRAINA ALLA GEORGIA – Lavrov: “tentativo di rovesciare gli equilibri con la forza”

Trecentottantunesimo giorno di guerra, dall’Ucraina alla Georgia. La battaglia per Bakhmut continua, con notizie diavanzamento russo alternate a notizie di resistenza dell’esercito di Kiev, unica costante l’altissimo numero di morti e feriti sul campo di battaglia, ormai ovunque. Dopo che la battaglia per il controllo della città di Donbass è diventata particolarmente importante per entrambe le parti, non è nemmeno esclusa la possibilità di un contrattacco da parte dei difensori. Intanto si contano vittime e danni dell’ondata di missili che giovedì ha colpito il Paese. Almeno 10 persone sono state uccise in attacchi contro obiettivi in ​​tutto il paese. La corrente è stata interrotta per diverse ore in diverse zone, compresa metà della capitale. Tre impianti sono stati danneggiati, almeno temporaneamente. Mosca utilizza anche sei nuovi missili ipersonici chiamati Kinzhal (Pugnali), che hanno una velocità massima di oltre 12.000 chilometri all’ora.

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In questo scenario militare ancora ambiguo, i fallimenti politici del Cremlino devono essere documentati. La “sconfitta” è stata totale in Georgia, dove le proteste popolari hanno costretto il governo a rinegoziare una legge sugli “agenti stranieri”, ispirata a un’analoga legge liberale russa contro la stampa e le associazioni.

Il Parlamento ha quindivotato per ritirare il testo approvato in prima lettura. Il tentativo di Mosca di denunciare la “mano invisibile che non si può dire” tenterà di aggiungere un elemento anti-russo alle manifestazioni in corso a Tbilisi. Il ministro degli Esteri Sergei Lavrov ha affermato che gli eventi in Georgia in questi giorni sono orchestrati dall’estero per creare problemi al confine russo, e le proteste contro la legge sugli “agenti stranieri” sono “solo un pretesto per un tentativo di cambiamento con la forza”. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov in un’intervista alla TASS.

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Lavrov ha affermato che gli eventi in Georgia sono stati simili all’Euromaidan del 2014 a Kiev, che ha portato al rovesciamento del presidente filo-russo Viktor Yanukovich. La Russia vede il rovesciamento di Yanukovich come un “colpo di stato” sostenuto dall’Occidente. Il tentativo del Cremlino di collegare gli eventi in Georgia all’insurrezione di Maidan, quando le forze filo-russe in Ucraina furono sconfitte nelle strade (e ovviamente spalleggiate dall’Occidente) mostra come Putin abbia paura dei movimenti popolari, e come tutto il suo sistema di potere sia basato sulla repressione e l’ipocrisia E la prossima mobilitazione. Secondo questi ragionamenti, non deve esserci posto per la vera espressione della volontà civica. Tanto più che, per la maggior parte, vanno contro i suoi sogni imperiali. Quindi Tbilisi sta inviando un segnale rassicurante che l’Europa nel suo insieme – leader e opinione pubblica – dovrebbe prenderla sul serio.

Data:

11 Marzo 2023