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David Cameron: We will bar EU nationals from benefits ’for four years’

David Cameron will announce plans today to ban European Union nationals from claiming in-work benefits in Britain for four years as the Prime Minister attempts to regain the political initiative on immigration.

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He will also set out moves to bar jobless EU nationals from receiving benefits and to toughen rules on removing them from the country. He will also promise to end the payment of child benefit to youngsters living abroad.

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The Government was reeling yesterday from new figures revealing a dramatic leap in net annual migration to more than a quarter of a million, which it blames on a surge of new arrivals from the EU. The sharp increase – one of the biggest on record – left the Prime Minister’s pledge to cut immigration from hundreds of thousands to tens of thousands by next year’s general election in ruins.

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In a long-awaited speech, Mr Cameron will detail proposals to be included in the Tory manifesto for a four-year ban on EU migrants claiming in-work benefits such as tax credits and housing benefit, as well as on entitlement to social housing. Jobless EU nationals will be barred from receiving out-of-work benefits including the new universal credit. And he will announce moves to make unemployed migrants liable for removal if they have been out of work for six months. The moves are designed to reduce the “pull factor” of Britain’s buoyant economy, which ministers believe is attracting some migrants, as well as responding to accusations that Britain is a “soft touch” for migrants.

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Mr Cameron believes he will gain support from other EU nations for some of his plans, but Tory sources acknowledged the proposals on in-work benefits, deporting unemployed migrants and child benefit would require EU treaty change. Mr Cameron is also expected to announce proposals to limit the right to freedom of movement within the EU, arguing that Britain has unfairly shouldered the burden of recent population shifts within the Union.

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The Prime Minister’s speech comes 24 hours after official figures showed net migration rose to 260,000 in the 12 months to June, compared with 182,000 the previous year. But yesterday’s figures showed net migration was now higher than the 244,000 that the Government inherited from Labour. The bulk of the new arrivals are economic migrants from the EU – principally from Eastern Europe as well as Mediterranean countries – who have full entitlement to work in Britain, although there was also a rise in arrivals from outside the EU.

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The immigration minister, James Brokenshire, said the figures were proof of need to limit freedom of movement within the EU. According to the Office for National Statistics, 583,000 people moved to the UK over the period, a “statistically significant increase” from the 502,000 in the previous 12 months. It included a 45,000 rise from the EU and 30,000 from outside the EU, undermining Government claims that immigration totals are being driven by new arrivals from within the EU. Net migration to the UK – the difference between those arriving and leaving – was 260,000 in the period, up from 182,000 in the previous 12 months, as 323,000 people emigrated from the country. The 43 per cent annual leap is among the highest on record.

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David Cameron: per quattro anni esenteremo dai benefici i cittadini provenienti dall’UE

Discorso a lungo atteso in materia di immigrazione aumenta i consensi all’interno della coalizione.

David Cameron ha annunciato oggi i piani nei quali si vieta ai cittadini dell’Unione Europea di rivendicare sussidi professionali nei prossimi quattro anni, un modo attraverso il quale il primo ministro cerca di riconsiderare l’iniziativa politica in materia di immigrazione. Saranno inoltre definite norme per impedire ai cittadini europei senza lavoro di ricevere sussidi e inasprire le norme sull’espulsione dal paese. Il premier ha anche promesso che metterà fine all’erogazione di assegni familiari per i giovani che vivono all’estero. Il governo è stato scosso dai nuovi dati che dimostrano un aumento drammatico dell’immigrazione annuale salita di un quarto di milione, che riguarda maggiormente i nuovi arrivi dall’Unione Europea. Il forte incremento – uno dei più alti mai registrato – ha impegnato il primo ministro nel diminuire l’immigrazione da centinaia di migliaia a decine di migliaia prima delle elezioni generali del prossimo anno, pena la rovina. In un discorso a lungo atteso, il premier Cameron ha reso noto le proposte incluse nel “manifestoTory” riguardo il divieto per quattro anni dei migranti dell’UE di richiedere sussidi professionali quali crediti fiscali e sussidi per l’alloggio, nonché la titolarità sugli alloggi sociali. I cittadini senza lavoro dell’UE saranno esclusi dal ricevere sussidi, i disoccupati saranno esclusi dall’accesso al credito universale. Il premier ha annunciato azioni affinché gli immigrati senza lavoro per più di sei mesi potranno essere espulsi. Queste azioni saranno intraprese per ridurre il “fattore di richiamo” dell’economia britannica, i cui ministri credono attiri migranti, un modo per rispondere alle accuse che la Gran Bretagna ha nel manifestare un “atteggiamento morbido” nei confronti dei migranti. Cameron crede di poter ottenere sostegno dalle altre nazioni europee per alcuni dei suoi piani, ma fonti Tory sono consapevoli che proposte riguardo i sussidi professionali, voler espellere gli immigrati disoccupati ed eliminare gli assegni familiari richiederebbe modifiche del trattato europeo. Cameron dovrebbe inoltre annunciare proposte che limitino il diritto di libera circolazione all’interno dell’UE, sostenendo che la Gran Bretagna ha ingiustamente sulle spalle il fardello dei recenti spostamenti di popolazione all’interno dell’Unione. Il discorso del primo ministro arriva 24 ore dopo i dati ufficiali che mostrano come il saldo migratorio sia salito di 260.000 unità in dodici mesi (fino a giugno), rispetto alle 182.000 unità dell’anno precedente. Ma i dati di ieri hanno mostrato come il saldo migratorio sia superiore alle 244.000 mila unità ereditato dal governo laburista. La maggior parte dei nuovi arrivati sono migranti dell’UE – principalmente dall’Europa orientale e dai paesi del Mediterraneo – che hanno pieno diritto a lavorare in Gran Bretagna, anche se c’è anche un aumento degli arrivi dai paesi extra UE. Il ministro dell’immigrazione, James Brokenshire, ha detto che le cifre sono la prova della necessità di limitare la circolazione all’interno dell’UE. Secondo l’Ufficio Nazionale di Statistica, 583.000 persone sono emigrate verso il Regno Unito, un “aumento statisticamente significativo” rispetto ai 502.000 dei dodici mesi precedenti. Si registra un aumento di 45.000 unità dell’UE e 30.000 da paesi extra UE, confermando le ipotesi del governo secondo cui il totale di arrivi di immigrati sia maggiorato dai nuovi arrivi comunitari. Il saldo migratorio nel Regno Unito – la differenza tra coloro che arrivano e quelli che partono – è di 260.000 unità, un aumento dai 182.000 dell’anno precedente, 323.000 persone sono emigrate dal paese. Un aumento annuale del 43 per cento è tra i più alti mai registrati. (Tradotto dall’articolo David Cameron: we will bar EU nationals from benefits ‘for four years’, scritto da Nigel Morris, pubblicato sul sito www.independent.co.uk, venerdì 28 novembre 2014.)

Data:

29 Novembre 2014