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Del Grande è in Italia: “Io vittima di violenza istituzionale”

cms_6111/del_grande_compagna_fg.jpgGabriele Del Grande è libero” e “ho avuto la gioia di avvisare i suoi familiari”. Così il ministro degli Esteri Angelino Alfano ha annunciato su Twitter la liberazione del regista e blogger italiano arrestato in Turchia e atterrato poco prima delle 11 a Bologna.

“Missione compiuta” ha poi detto il titolare della Farnesina all’aeroporto Marconi per accogliere il giornalista 34enne. “Sono felice per il buon esito della vicenda – ha aggiunto – abbiamo constatato che sta bene ed è la migliore vigilia della nostra festa della liberazione”.

Il ministro ha poi ringraziato il collega turco Mehmet Cauvosglu, con cui “ho whatsappato, ci sono state telefonate, ovviamente nel silenzio della mia comunicazione pubblica, perché non potevo dire tutto quello che si stava facendo”.

“Ringrazio il collega turco e il governo, perché anche nei momenti di massima tensione non abbiamo mai perso il contatto”, ha sottolineato Alfano.

LE PRIME PAROLE – “Oggi io sono libero ma mando un pensiero caro a tutti i detenuti e tutti i giornalisti che sono ancora in carcere, in condizioni molto peggiori della mia, anche in Turchia e in altri Paesi del mondo” ha detto Del Grande, che ha voluto “ringraziare non soltanto le istituzioni italiane, la stampa italiana, la società civile, la mia famiglia; ringrazio anche chi a livello di istituzioni turche si è mosso, dall’ambasciatore al ministro degli esteri, agli avvocati turchi che hanno preso in carico il mio caso”. Ma ancora “non ho capito perché sono stato fermato, non mi è stato rilasciato nessun provvedimento”.

“Sto bene – ha rassicurato -. La più grande difficoltà è stata la detenzione, la privazione della libertà; anche se nessuno mi ha mai mancato di rispetto o mi ha mostrato violenza. E’ una violenza istituzionale quella di cui sono stato vittima, considero illegale quello che mi è successo”.

“Sono stato fermato da agenti in borghese’’ ha aggiunto. ’’Mi hanno fatto domande relative al mio lavoro. Ho saputo della liberazione stanotte quando sono venuti a prendermi e mi hanno portato via dal posto in cui ero detenuto’’, ha proseguito.

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Raccontando del suo caso, Del Grande ha parlato di “un giornalista che viene privato della libertà per 14 giorni mentre sta svolgendo il proprio lavoro in un Paese amico”.Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha parlato in mattinata con il padre di Gabriele Del Grande, esprimendo la sua grande soddisfazione per l’arrivo in Italia del giornalista. “Frutto – ha sottolineato il premier – dell’impegno svolto con discrezione e determinazione dalla nostra diplomazia”. Massimo Del Grande lo ha ringraziato: “Oggi è una bellissima giornata”.

Alitalia, i lavoratori bocciano il piano

cms_6111/alitalia_afp.jpgI lavoratori di Alitalia dicono no. Chiamati ad esprimersi con il referendum, gli oltre 10mila lavoratori hanno detto no al preaccordo per il salvataggio, aprendo così la strada al commissariamento della compagnia. Sottoposto a referendum a Roma, Milano e sedi periferiche, l’accordo – che prevedeva, tra l’altro, 980 esuberi e tagli medi degli stipendi dell’8% – è stato sonoramente rispedito al mittente. Il ’no’ vince nettamente, affermandosi con 6.816 voti, contro 3.206 sì, vale a dire con il 67%.

“Rammarico e sconcerto per l’esito del referendum Alitalia che mette a rischio il piano di ricapitalizzazione della compagnia”, hanno dichiarato in un comunicato congiunto il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Graziano Delrio e il ministro del Lavoro Giuliano Poletti: “A questo punto l’obiettivo del Governo, in attesa di capire cosa decideranno gli attuali soci di Alitalia, sarà quello di ridurre al minimo i costi per i cittadini italiani e per i viaggiatori”.

La vittoria del no apre uno scenario complesso. L’unica soluzione al momento è l’arrivo di un commissario e la successiva liquidazione nel giro di sei mesi. Oggi si dovrebbe riunire il Cda, per deliberare la richiesta di amministrazione straordinaria speciale. Probabile la contestuale uscita dei soci per consegnare di fatto ’le chiavi’ dell’azienda al governo.

Formalizzata la richiesta, il ministero dello Sviluppo Economico procederebbe con la nomina di uno o più commissari (fino a 3). Senza acquirenti o nuovi finanziatori al commissario non resterebbe infine che chiedere il fallimento della compagnia, con la conseguente dichiarazione di insolvenza da parte del Tribunale. Il curatore fallimentare inizierebbe la procedura liquidatoria, con 2 anni di cassa integrazione, Naspi e quindi disoccupazione per i lavoratori, contestualmente la cessione ’spezzatino’ degli asset della compagnia.

“Sgozziamo gli infedeli”, jihadista voleva colpire l’Italia

cms_6111/carabinieri-del-Ros-indagini-719x445.jpgAveva “esternato la volontà di pianificare un attentato terroristico nel nostro Paese ed era alla ricerca di altri sodali per la sua realizzazione” il 29enne M. E. A., arrestato dai carabinieri del Ros in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip presso il Tribunale di Torino. L’uomo è ritenuto “gravemente indiziato dei reati di associazione finalizzata al terrorismo internazionale e di istigazione a delinquere ed apologia di reato aggravati”.

Il provvedimento, sottolinea la Procura di Torino, “scaturisce dagli elementi raccolti nell’ambito delle attività condotte dal Ros dei Carabinieri nell’ambito di una indagine coordinata dalla Procura della Repubblica torinese”. Nell’ambito delle attività di prevenzione e contrasto del fenomeno dei cosiddetti “foreign fighters” e “lone wolves”, nel mese di settembre dello scorso anno “era stato individuato un internauta residente in Italia che, utilizzando il nickname ’Salah Deen’ sul social network Facebook, aveva condiviso immagini di propaganda jihadista di difficile reperibilità, elemento che indicava il potenziale inserimento dell’utente nell’organizzazione terroristica Isis”.

“Contestualmente alle attività dirette all’identificazione dell’utente “Salah Deen”, nell’ambito della cooperazione internazionale di polizia, il Federal Bureau of Investigation (Fbi) statunitense aveva riferito alcune informazioni a proposito di un soggetto attivo in una chat room sul social network Zello con il nickname “ibn dawla7” (“figlio dello Stato” inteso Stato Islamico)”. In particolare, come sarebbe meglio emerso in seguito, “lo stesso era tra gli amministratori di un canale chat tematico denominato “Lo Stato del Califfato Islamico” e, localizzato in Italia, aveva esternato la volontà di pianificare un attentato terroristico nel nostro Paese ed era alla ricerca di altri sodali per la sua realizzazione”.

Lo sviluppo delle informazioni raccolte aveva quindi permesso di localizzare l’indagato a Torino “e di avviare un’intensa attività indagine, inizialmente coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma. Successivamente, il relativo fascicolo processuale era stato trasmesso per competenza territoriale alla Procura della Repubblica di Torino”.

L’uomo, immigrato irregolare, in Italia dal 2008, era riuscito a conquistarsi la fiducia di due italiani S.M. e F.G., madre e figlio, “tanto da farsi ospitare per nove anni e da essere da loro considerato quasi alla stregua di un figlio adottivo. Grazie a tale sistemazione di comodo ed adottando tutte le cautele suggerite nella pubblicistica diffusa dallo Stato Islamico per i mujaheddine in Europa, lo stesso si era garantito nel tempo la massima copertura, in particolare – viene rilevato – utilizzando utenze telefoniche intestate a terze persone italiane (tra cui quelle dei propri ospiti), riuscendo così a non destare sospetti circa le sue reali intenzioni, nemmeno nei predetti ospitanti, ancorché costoro ne conoscessero l’orientamento ideologico di tipo radicale”.

Dalle intercettazioni anche telematiche del Ros era poi emerso che E. A. “era tra gli amministratori di alcune chatroom dell’applicativo “Zello”, una delle quali denominata appunto “Lo Stato del Califfato Islamico”, nelle quali promuoveva l’ideologia dell’IS (Islamic State); affermava di essere il portavoce dell’organizzazione terroristica e di aver giurato fedeltà al suo emiro, Abu Bakr Al-Baghdadi; divulgava le notizie dell’agenzia “Amaq”, organo di stampa ufficiale di “Stato Islamico”; in particolare, nel mese di febbraio si era rivolto agli altri membri del gruppo dicendo: “Evviva Abu Bakr Al Baghdadi, io giuro fedeltà a lui in tutte le situazioni. Lui è il mio Califfo, perché se lo è meritato. Io ho giurato fedeltà a lui con tutto me stesso”, fornendo così ulteriore conferma di aver prestato giuramento allo Stato Islamico)”.

E. A., inoltre, “diffondeva consigli indirizzati dall’IS ai “lupi solitari” e ai “foreign terrorist fighters”; pubblicava materiale su tecniche di combattimento, di assassinio, di depistaggio dei controlli delle forze di polizia e sui comportamenti da tenere nei Paesi occidentali per diventare “invisibili”; giustificava, inneggiava e approvava gli attentati recentemente commessi in Germania, Svezia e Francia; istigava a compiere attentati contro i “miscredenti””.

Il canale “Zello” “conta attualmente moltissimi sottoscrittori, che possono liberamente fare ingresso nel gruppo, fruire dei contenuti di matrice jihadista, ascoltare le notizie sullo Stato Islamico diffuse all’interno del canale, partecipando al processo di radicalizzazione. I nuovi membri, però, possono intervenire attivamente nelle conversazioni solo a seguito della pronuncia di uno specifico atto di giuramento di fedeltà, che cita testualmente: “Allah benedica il Profeta Muhammad, pace e benedizione su di lui, i nostri signori Abu Bakr, Otmane, Omar, Alì e la madre di tutti i credenti Aisha”. Il canale permette inoltre di accedere a materiali di propaganda, come documenti e libri, direttamente diffusi da organi del Califfato ufficiali, a ciò preposti, come Al-Wafa’ o l’agenzia Aamaq, e poi condivisi”.

La rilevanza di tali documenti, prosegue la Procura di Torino, “è ravvisabile già dai titoli degli stessi, come ad esempio: “Disposizioni sull’omicidio di volontari e servi del Cristianesimo”, che contiene citazioni della rivista “Rumiyah” circa l’uccisione di preti cristiani o “Dal potere al potere”, a sostegno dell’IS o ancora “Lo stato islamico e il suo Califfato moderno””.

Nel corso dell’indagine , E. A. “ha più volte invitato fedeli musulmani ad unirsi allo Stato Islamico, facendo di esso e delle relative azioni criminali concreta apologia, come, ad esempio, quando ha scritto: “…noi vogliamo Medina, Mecca, Gerusalemme, la Casa Bianca e Roma, con il permesso di Allah ma non soltanto Siria…”, augurandosi che gli eventuali “traditori” siano messi “…nello spiedino del kebab…” e dati ai cani “… dopo averli arrostiti…”, invitando i fratelli a fare il jihad “…sgozzandoli con un coltello.. bruciandoli e facendoli a pezzi e rendendo le loro vite impossibili…”, dando agli stessi mujaheddin consigli come ad esempio:“…taglia la testa del Kafir, brucialo, annegalo, colpiscilo con il coltello, fallo esplodere, fai quello che vuoi, il sangue del Kafir non è Halal…”.

Diversi sono infine i manuali di combattimento e di propaganda jihadista condivisi in rete o visionati dall’utente, grazie ai quali l’Is riesce a garantirsi il forte impatto mediatico voluto, utile a reclutare i soggetti più malleabili. Tra i materiali condivisi più di recente anche un video nel quale viene mostrato al “nuovo jihadista” come uccidere i miscredenti con i coltelli, come avvicinarli e sorprenderli, nonché come fabbricare esplosivi rudimentali.

Quanto all’importanza del ruolo assunto dall’indagato nell’organizzazione dell’Is, così si esprime il Giudice per le indagini preliminari nel provvedimento cautelare: “All’interno di un’organizzazione particolarmente frastagliata ed articolata in tutto il mondo come Daesh, spesso sostenuta da elementi singoli che non hanno veri e propri legami con l’apparato direttivo centrale, la presenza di un ’promotore’ qualificato (“portavoce ufficiale dello stato islamico”), responsabile della propaganda e del proselitismo ed in grado di “condividere” fonti ed informazioni ufficiali ed aggiornate, è fondamentale e di importanza (rispetto al perseguimento dei fini dell’organizzazione terroristica) pari a quella di un “combattente”, figura peraltro dall’indagato costantemente evocata e proposta (anche per se stesso) in termini positivi ed eroici”.

Nel valutare il pericolo di reiterazione del reato, lo stesso giudice ha affermato che “in conclusione si tratta di un soggetto estremamente pericoloso, che sta attualmente svolgendo un’importante opera di proselitismo ed incitamento ad azioni violente e letali per un numero indeterminato di persone e che, per intenti e personalità, presenta un altissimo rischio di passare direttamente all’esecuzione di tali gravi atti di violenza”.

Arriva la sanatoria per le liti fiscali

cms_6111/calcolatrice_soldi_scontrino_fg.jpgPrimo step della sterilizzazione delle clausole di salvaguardia. Nel decreto legge che contiene la manovra di primavera viene dato un anticipo per bloccare l’aumento Iva nel 2018. Nel testo del provvedimento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, si legge che l’aliquota agevolata al 10% aumenterà di 1,5 punti (in sostituzione dei precedenti 3 punti).

Arriva inoltre la sanatoria per le cause pendenti ’’in ogni stato di grado e giudizio’’ tra l’Agenzia delle Entrate e i contribuenti. E’ quanto si legge nel decreto legge omnibus. Le controversie potranno essere definite con il pagamento di tutti gli importi dell’atto impugnato e degli interessi da ritardata iscrizione a ruolo, calcolati fino al sessantesimo giorno successivo alla notifica dell’atto. Le domande andranno presentate entro il 30 settembre.

La manovra di primavera avrà degli effetti ’’migliorativi’’ nel 2017 sul’indebitamento netto pari a 3,1 miliardi di euro e sul saldo netto da finanziare pari a 2,4 miliardi.

Il provvedimento è composto da 67 articoli e si divide in cinque capitoli: disposizioni in materia di entrate; disposizioni in materia di giustizia tributaria; disposizioni in materia di enti territoriali; interventi in favore delle zone terremotate; misure per lo sviluppo. Del primo capitolo (entrate) fa parte l’estensione dell’ambito di applicazione dello split payment, il meccanismo della scissione di pagamenti Iva, a tutte le amministrazioni, gli enti e soggetti inclusi nel conto consolidato della pubblica amministrazione, le società controllate dallo Stato e dagli enti territoriali, e le società quotate inserite nell’indice Ftse mib della borsa Italia.

Inoltre vengono introdotte misure per contrastare le compensazioni fiscali indebite; viene incrementato il prelievo sui giochi e sono modificate le modalità di determinazione della base di riferimento su cui calcolare il rendimento nozionale ai fini Ace (aiuto alla crescita economica).

Il secondo capitolo (giustizia tributaria) è composto da un unico intervento: la definizione agevolata delle controversie tributarie. Il terzo capitolo (enti territoriali) comprende: il riparto del Fondo di solidarietà comunale; il contributo a favore delle province della Regione Sardegna e della città metropolitana di Cagliari; il contributo a favore delle province delle regioni a statuto ordinario; fabbisogni standard e capacità fiscali per Regioni; attribuzione quota investimenti Regioni; trasporto pubblico locale; flussi informativi delle prestazioni farmaceutiche; spazi finanziari per investimenti in favore delle Regioni; innalzamento turn over e disposizioni personale Province. Il pacchetto del quarto capitolo (interventi a favore delle zone terremotate) contiene il fondo per l’accelerazione della ricostruzione e zona franca.

Mentre l’ultimo capitolo (misure per lo sviluppo) prevede: il potenziamento degli incentivi alle quotazioni con riferimento alle piccole e medie imprese (equity crowfunding); l’estensione temporale delle agevolazioni per le start-up innovative; il contenimento dei costi dei servizi di navigazione aerea forniti dall’Enav negli aeroporti a basso traffico; l’allineamento della disciplina del regime patent box (introdotto dalla legge di stabilità 2015) alle linee guida Ocse. Ci sono poi gli interventi per la qualità del servizio di trasporto pubblico locale ed il rinnovo del materiale rotabile; norme per agevolare la finanza di progetto nell’ammodernamento degli impianti sportivi pubblici.

Nello stesso pacchetto sono contenute anche misure che, da diverso tempo, si cerca di inserire nei provvedimenti più disparati, come le disposizioni per la realizzazione del progetto sportivo ’Ryder Cup 2022’ e per quello delle finali di coppa del mondo di sci a marzo 2020 e i campionati mondiali di sci alpino che si terranno a Cortina d’Ampezzo nel febbraio 2021.

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25 Aprile 2017