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DELITTO D’ONORE

Il delitto d’onore uccide diverse migliaia di persone ogni anno, in particolare donne e minori. In India e in Pakistan, oltre che in altri paesi asiatici, è permesso sposarsi solo con membri della propria casta. Questo sistema è perpetrato all’infinito ed è immutabile. Per secoli, i matrimoni combinati sono stati la tradizione nella società asiatica; con il passare degli anni, il progressivo allargamento degli spazi di democrazia e l’avvento della modernità, la situazione è mutata pochissimo.Le antiche tradizioni, specialmente quelle legate al matrimonio di membri della stessa casta, continuano ad esistere in maniera preponderante soprattutto nelle campagne, nelle tribù e nei centri rurali più arretrati dell’Asia. Il delitto d’onore è esercitato ancora oggi anche in altre parti del mondo, laddove i genitori e i parenti di giovani in età da matrimonio, di fronte alla disobbedienza, puniscono con pene corporali, o addirittura con la morte, i propri figli e nipoti. Anche la violazione della castità è vista come un affronto all’onore della famiglia. Le ragazze sospettate di aver fatto sesso prima o dopo il matrimonio vengono uccise dai familiari mediante un diritto maturato dalla consuetudine, che scaturisce dalla mentalità prettamente maschilista.

cms_9089/2v.jpgE’ cronaca di questi giorni l’uccisione di una giovane pakistana di 25 anni, residente a Brescia. Uccisa in patria, probabilmente dal fratello e dal padre, perché colpevole di essere innamorata di un italiano e di volerlo sposare. Il delitto è avvenuto nel distretto pakistano di Gujarat, paese natale della giovane, dove era tornata un paio di mesi fa dalla sua famiglia. Sono in stato di fermo i due presunti colpevoli, nell’attesa del responso dell’autopsia del corpo della donna.

Un altro delitto si è consumato nel Panjab ai danni di una giovane cristiana, bruciata viva dal fidanzato musulmano, perché non accettava di convertirsi alla religione islamica e al matrimonio imposto dalla famiglia. Cosparsa di kerosene, ha riportato ustioni su tutto il corpo. Il fidanzato si è costituito alla giustizia.

A Gujrat, sempre nella provincia del Panjab, due sorelle pakistane, mentre erano ferme alla fermata di un autobus, sono state avvicinate da alcuni ragazzi che hanno lanciato loro dell’acido sul viso, fuggendo poi su una moto. Una delle due ragazze, destinata ad un matrimonio con uomo imposto dalla sua famiglia, si è opposta ed è stata punita insieme alla sorella, che aveva appoggiato la posizione di rifiuto.

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Per questo genere di reati le condanne sono minime, perché rispecchiano la convinzione che uccidere non sia un crimine, e molti carnefici se la cavano impunemente. La responsabilità appartiene dunque ad una società che crede in un diritto tutto al maschile, in quanto gli uomini sono cresciuti nella convinzione che nessuna donna abbia il potere di dire di no, incoraggiati verso qualunque atto di violenza e abuso.

Le potenzialità di queste donne sfortunate sono negate e costrette al silenzio, con un futuro inesistente e senza il diritto di ribellarsi. Molte giovani vite vengono spezzate, perché non si inchinano ai desideri di coloro che pensano di averne il possesso. Anzi la colpa viene attribuita alla vittima, colpevolizzandola in quanto disubbidiente, ritenuta inferiore e priva di diritti e dignità.

Sono tanti i giovani che risultano oppositivi al volere parentale, e vengono trovati solitamente con bruciature elettriche, in quanto questa è la pratica che generalmente viene utilizzata quando si ribellano al volere genitoriale. Le famiglie costituiscono una loro personale pratica di giudizio, infliggendo pene scaturite da loro consigli tribali, come le shuras.

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Spesso i karocari – i delitti d’onore nella lingua pakistana – non arrivano alla presenza della giustizia, in quanto culturalmente acquisiti, sicché il crimine diventa consuetudine. Spesso l’omicidio viene fatto passare per incidente, per suicidio, ma sempre un atto necessario per salvare l’onore parentale.

Non sottovalutiamo il fatto che anche in altre parti del mondo esista questa struttura ideologica di matrice patriarcale: il femminicidio è una realtà confermata, con numeri in continuo aumento. Con l’alibi dell’amore, si uccidono donne di cui gli uomini pensano di essere proprietari, dimostrando un attaccamento e un amore malato, frutto di pregiudizi e di una mentalità gretta, ancora ampiamente diffusa, che va decisamente combattuta con nuovi provvedimenti e leggi, per dare un giusto valore all’identità umana.

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30 Aprile 2018