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Dem accelerano su impeachment Trump

Dem accelerano su impeachment Trump

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I democratici accelerano l’inchiesta di impeachment e puntano ad avere un voto alla Camera entro novembre. E per centrare l’obiettivo hanno deciso di restringere la portata dell’inchiesta, concentrandosi unicamente sulla richiesta fatta da Donald Trump al presidente ucraino di indagare il suo avversario politico Joe Biden.

“Questa è una cosa chiara e comprensibile per gli americani”, ha detto Nancy Pelosi alla squadra della leadership dem, secondo quanto riferiscono fonti, riporta oggi il Telegraph. L’obiettivo è quello di non trascinare la questione, che potrebbe essere controproducente a livello elettorale, dell’impeachment fino all’inizio delle primarie democratiche all’inizio del 2020.

Le sei commissioni della Camera che stanno conducendo in modo coordinato l’inchiesta di impeachment – che poi dovrà essere ratificata dalla commissione Giustizia prima di passare al voto dell’intera aula dove sulla carta ci sono già i 218 voti necessari a mettere sotto accusa Trump – già dalla prossima settimana hanno fissato un intenso calendario di audizioni. Sono stati convocati cinque funzionari del dipartimento di Stato – tra i quali Kurt Volker, l’ex ambasciatore alla Nato che si è dimesso venerdì dall’incarico di inviato speciale per l’Ucraina – e l’ispettore generale dell’intelligence community, Michael Atkinson. E’ stato Atkinson a comunicare al Congresso che era stata bloccata dall’amministrazione Trump la denuncia del funzionario dell’intelligence che ha scatenato il Kievgate. Inoltre è stato inviato un mandato a Mike Pompeo in cui gli si dà tempo fino a venerdì prossimo per consegnare i documenti relativi all’Ucraina che finora a ora si è rifiutato di consegnare al Congresso.

Nancy Pelosi sa di dover andare avanti sulla strada dell’impeachment anche a costo di perdere le elezioni e la maggioranza democratica alla Camera nel 2020. Rispondendo a chi le chiedeva se non fosse preoccupata per il fatto che il passo da lei intrapreso possa trasformarsi in un boomerang elettorale, la Speaker democratica ha risposto che questo “non importa”. “La nostra prima responsabilità è proteggere e difendere la Costituzione degli Stati Uniti – ha detto intervenendo ad una manifestazione organizzata dal Texas Tribune – la gente dice che facendo questo ci prendiamo un rischio politico, ma non importa. Perché non possiamo avere un presidente degli Stati Uniti che mina il suo giuramento, la lealtà al suo giuramento, la nostra sicurezza nazionale e l’integrità delle nostre elezioni”.

Cile, violenta scossa di terremoto

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Un terremoto di magnitudo 7.2 della scala Richter è stato registrato oggi a 67 km da Constitucion, nella parte centrale del Cile. Lo ha reso noto l’Agenzia geologica degli Stati Uniti, secondo cui l’epicentro del sisma è stato localizzato a 9,79 chilometri di profondità.

Violenti scontri a Hong Kong

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Violenti scontri ad Hong Kong durante la manifestazione contro il “totalitarismo” che gli attivisti per la democrazia hanno convocato oggi in occasione del 70esimo anniversario del Partito comunista cinese che si celebra martedì prossimo. La tensione è cresciuta con il passare delle ore.
La polizia dell’ex colonia britannica prima ha sparato lacrimogeni e usato un cannone ad acqua contenente una sostanza chimica abrasiva che lascia macchie blue su chi viene colpito contro i manifestanti riuniti per la marcia, non autorizzata, nel distretto commerciale della città. Oltre a caricare una manifestazione in corso di fronte al quartier generale del governo e una base dell’esercito cinese, arrestando decine di manifestanti, hanno anche sparato in aria alcuni colpi di avvertimento.

Mentre i dimostranti stavano lanciando pietre e bottiglie molotov, la polizia anti-sommossa ha attaccato i manifestanti di lato, cogliendoli di sorpresa. Negli scontri, gruppi di poliziotti hanno bloccato a terra manifestanti continuandoli a colpire anche quando erano immobilizzati.

Una barriera di ombrelli, il simbolo della rivoluzione del 2014 ripreso dal movimento di oggi, è stata impiegata oggi per proteggersi dal lancio dei lacrimogeni e dai cannoni ad acqua della polizia. “Ci proteggiamo con gli ombrelli per preparare una difesa”, ha spiegato Leonard, studente di 18 anni, che protetto da una maschera e con cappello e guanti, è schierato in prima fila. “Sappiamo che possiamo essere arrestati, facciamo del nostro meglio per non essere presi – ha poi aggiunto – ma dobbiamo rimanere fermi perché Hong Kong è la nostra casa, io sento la responsabilità di protestare”.

La marcia di Hong Kong contro il totalitarismo è un’espressione della rabbia contro il governo locale e contro Pechino. “Non è solo contro il Partito Comunista cinese, è contro l’intera autorità del governo”, ha detto uno dei manifestanti, che si descrive come un professionista di 30 anni, difendendo il diritto di manifestare pacificamente per “esprimerci fino a quando abbiamo la libertà di espressione”. “Non è una cosa che è successa in pochi giorni – aggiunge – stiamo assistendo ad una crescente influenza del governo cinese e non ascoltano quello che vuole la gente, a me appaiono come dei tiranni”.

Migranti, Orban a Conte: “Pronti a proteggere il confine italiano”

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“Caro primo ministro Conte, se necessario, siamo disposti ad assumerci noi la protezione di alcune sezioni del confine italiano”. E’ quanto ha detto il premier ungherese Viktor Orban in un passaggio del suo discorso dopo la rielezione a presidente del partito Fidesz al termine del 28mo congresso. E poi, ha aggiunto, “avvieremo il rimpatrio di un numero significativo di migranti da qualunque posto provengano”.

Austria, Kurz trionfa e ultradestra crolla

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“Oggi il popolo ha votato per riportarci al governo” ha detto il leader austriaco Sebastian Kurz commentando le proiezioni che danno il partito dei Popolari al 37%, dopo la chiusura dei seggi. “Sono stati quattro mesi difficili, faremo del nostro meglio per essere all’altezza della fiducia” degli elettori, ha aggiunto Kurz, senza dire nulla sulle possibili alleanze di governo, dopo che il Fpoe ha annunciato che andrà all’opposizione”.

L’ultradestra del Fpoe, travolta dall’Ibizagate che aveva costretto alle dimissioni il suo leader Heinz Strache crolla del 10%. “Non abbiamo ricevuto un mandato chiaro per continuare la coalizione” con i Popolari, ha detto l’europarlamentare Harald Vilimsky. Cifra record per i Verdi del 14,3%, il 10,5% in più, mentre arretrano i socialdemocratici, fermi al 22, mentre i liberali di Neos arrivano al 7,4%.

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29 Settembre 2019