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Di Maio: “8 ore di lavoro gratis per reddito cittadinanza”

Di Maio: “8 ore di lavoro gratis per reddito cittadinanza”

cms_9514/dimaio_profilo_pap_fg.jpgSul reddito di cittadinanza il governo intende andare avanti senza tentennamenti. “Io nel reddito di cittadinanza ci credo e non arretreremo. Ci metteremo insieme con le forze politiche e anche quelle sociali che vorranno condividerlo per realizzarlo senza abiure”, garantisce infatti il ministro dello sviluppo e del lavoro Luigi Di Maio, dal palco del XVII congresso della Uil.

“E’ uno strumento che crea le giuste obiezioni perché non lo conosciamo ma – dettaglia ancora Di Maio – l’obiettivo non è dare soldi a qualcuno perché stia su un divano ma per dire con franchezza: tu hai perso il lavoro e ora devi seguire un percorso per formarti ed essere reinserito nel mondo del lavoro. Ma ma siccome hai figli mentre ti formi io ti do un reddito e in cambio tu dai al tuo sindaco 8 ore di lavoro gratuito di pubblica utilità”.

VITALIZI – Il ministro si è poi soffermato sulla questione vitalizi: “Questa – ha garantito – è la settimana buona per abolire i vitalizi dei parlamentari. E’ una questione di giustizia sociale. E subito dopo taglieremo le pensioni d’oro, quelle sopra i 5mila euro netti, percepite senza aver versato i contributi corrispondenti”.

EUROPA – “La vera lebbra è l’ipocrisia europea. Ed è l’ipocrisia di alcuni Stati che respingono gli immigrati a Ventimiglia e poi fanno la morale a noi su come gestirli”, ha poi replicato Di Maio dal palco dell’Eur alle parole del presidente francese Macron, che ieri aveva definito la crescita dei populisti in Europa “come una lebbra”. Quella del presidente francese Macron sull’Italia è un’uscita “sicuramente infelice”, ha tuonato Di Maio, “stiamo assistendo a cose inedite a livello internazionale e soprattutto europeo, comportamenti anche scomposti da parte di Capi di Stato, del Presidente della Repubblica francese, che prima ha parlato di rapporti di buon vicinato quando i governi italiani stavano zitti e adesso attacca a fasi alterne, un giorno dice che non vuole offendere l’Italia e un giorno parla di lebbra”.

Reddito di cittadinanza, Tria frena sui tempi

cms_9514/reddito_manifestazione_2_fg.jpg“Non so a cosa si riferiva” il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Luigi Di Maio quando ha auspicato l’introduzione del reddito di cittadinanza entro quest’anno, “ma nelle mie discussioni con il ministro non si è mai entrati in questo dettaglio e non mi è stata mai espressa questa idea. Non posso esprimermi né a favore né contro, è una cosa che va vista in questo ambito”. Così il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha risposto, in conferenza stampa a Lussemburgo, a chi gli chiedeva se l’auspicio del vicepresidente del Consiglio, che comunque ha spiegato che prima vanno resi efficienti i centri per l’impiego, sia realizzabile o meno.

Tria ha comunque spiegato che si tratta di un provvedimento “importante” per accelerare la modernizzazione dell’economia italiana. “Per il 2018, essenzialmente – ha continuato – i giochi ormai sono quasi fatti, quindi ci muoveremo soprattutto, e dovremo farlo in modo molto rapido, con interventi di riforma strutturale che non hanno costi ma sono importantissime, per esempio per far decollare gli investimenti pubblici”.

“Per il 2018 – ha aggiunto – il profilo di finanza pubblica, cioè gli aggregati di finanza pubblica, verranno mantenuti. Non c’è nessuna discussione. Poi quando si parla di reddito di cittadinanza, per prima cosa non commento quando detto da un altro ministro, ma è una misura importante, perché serve a dare stabilità sociale”.

“Viene visto – ha proseguito Tria – come un provvedimento di assistenza: io lo vedo come un provvedimento che consente, con stabilità sociale, di andare in modo un po’ più deciso verso riconversioni, ristrutturazioni, innovazione tecnologica: il mondo sta cambiando e l’Italia deve seguire la rivoluzione tecnologica e scientifica”.

“Questo – ha aggiunto – pone dei problemi di transizione. Schumpeter parlava della distruzione creatrice, ma per la politica il problema è, quando si distrugge, dove si crea? Quindi, per non mettere un freno alla positiva distruzione creatrice, bisogna avere delle forme” di ammortizzazione, quello che “è sempre stato il ruolo del welfare state. Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza, è chiaro che per il 2018 bisogna vedere quali sono i provvedimenti che verranno proposti dal ministro competente, come verranno articolati e come verrà distribuito nel tempo”.

“Uno può già decidere delle misure oggi – ha concluso – ma quando entreranno in vigore saremo nel bilancio 2019. Dal mio punto di vista, bisogna vedere qual è l’effetto di spesa, o di maggiori entrate, speriamo, quando questo effetto si realizzerà. E’ chiaro che si rivendicano giustamente gli obiettivi del governo, ma non è che c’è un diretto impatto sui flussi di entrata o di uscita, e quindi sui saldi di bilancio”.

Intercettazioni, Bonafede: “Bloccherò la riforma”

cms_9514/bonafede_microfoni_fg.jpg“Il provvedimento sulle intercettazioni verrà senz’altro bloccato”. E’ quanto ha detto il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede intervenuto al convegno ’Verso il codice dell’organizzazione degli uffici giudiziari’ organizzato dal Consiglio Superiore della Magistratura, sottolineando di aver constatato che “sono stati fatti investimenti, sono stati spesi soldi in una quantità notevole“.

“Siccome non ci piace buttare i soldi – ha spiegato il ministro – e comunque l’impegno che è stato profuso, non solo bloccherò il provvedimento ma attraverso un confronto che avvierò già la prossima settimana con tutti gli addetti ai lavori, voglio vedere come procedere. Avrò l’arduo compito di cercare di massimizzare l’utilità di ciò è stato speso”.

L’ex ministro della Giustizia Andrea Orlando (Pd) commenta: “Inviterei il ministro Bonafede, con il massimo rispetto per il ruolo che ricopre, a non rilasciare dichiarazioni affrettate senza avere prima approfondito le questioni. Mi riferisco – precisa – alla sua dichiarazione circa la valutazione che sta facendo sulle risorse che il Ministero, allora da me guidato, ha investito sulle strumentazioni per realizzare la riforma delle intercettazioni”. Orlando chiarisce che “quelle risorse non sono legate alla riforma delle intercettazioni, ma a rendere più sicuro il sistema informatico che le raccoglie e le gestisce”.

“Gli investimenti sono stati funzionali a mettersi in linea con le indicazioni del garante del 18 luglio 2013 e con le sempre più necessarie misure di sicurezza dei sistemi informatici Non abbiamo quindi investito risorse per sfizio, ma per attuare – aggiunge l’ex ministro della Giustizia – le indicazioni del garante e per l’esigenza di tutelare la sicurezza e riservatezza”.

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23 Giugno 2018